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Vercelli

M.M.G. da 40 anni al servizio dell'ambiente

L'azienda a conduzione familiare: Mattiuzzo

M.M.G.

Da sinistra: Sara, Maurizio e Martina Mattiuzzo

Credibilità, dedizione, esperienza, umanità e spirito di collaborazione: è la definizione che meglio descrive l’azienda M.M.G. Snc a conduzione familiare che, quest’anno, festeggia il suo quarantesimo anniversario. Una storia che, però, va ben oltre: "Quarant’anni fa la parola rifiuto non esisteva: si parlava di recupero porta a porta. Ai tempi si raccoglieva la carta delle parrocchie per aiutare un terzo mondo lontano. Questo è stato possibile grazie all’avvicinamento a Don Luigi Longhi" racconta il titolare Maurizio Mattiuzzo. L’azienda è presente nel territorio piemontese e non solo... opera nel settore della raccolta, trasporto, stoccaggio e commercio all’ingrosso di numerosi materiali di recupero solidi come carta, cartone, plastica, metalli, tra cui ferro, rame, piombo e liquidi, quali oli ed emulsioni. L'operato di M.M.G. riguarda inoltre il recupero e lo smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi, industriali, rottamazione veicoli e il commercio di rifiuti recuperabili come gli oli minerali, le batterie esauste, metalli e lo smaltimento di macerie edili, eternit, DPI e tanti altri rifiuti.


"L’azienda, è stata creata da me e da don Mauro Stragiotti (cappellano del carcere di Vercelli), quando ero ancora un volontario, e si è instaurata sul territorio col tempo. La passione per questo lavoro è nata come una vocazione per me, e si è sviluppata per diverse motivazioni: il reintegro della persona umana e la voglia di ricominciare e di donare una seconda possibilità a cose e persone".

Come aiutavate il terzo mondo? "C’era il porta a porta a costo zero, con risultati economici che si convertivano in fondi, per poter aiutare: il terzo mondo non è solo in certi Paesi come, ad esempio, in Brasile; ce l’avevamo anche a casa nostra. La comunità dell’Aravecchia, che ora esiste solo di nome, aveva una chiesa, costruita interamente con materiali di recupero – spiega Mattiuzzo - oggi è impensabile un lavoro simile, perché le normative sono state stravolte: invece che aiutare il recupero e il riciclo, si fa di tutto per creare confusione generale sulla materia. Il nostro sogno, che speriamo di poter realizzare, è di diventare recuperatori materiali e umani. Cerchiamo il contatto umano, la stretta di mano, che ci avvicinano alle persone e che ci fanno sopravvivere nel tempo. Abbiamo fornitori e clienti che sono affezionati, grazie al nostro approccio al lavoro e alle relazioni sociali".

Il nome M.M.G. nasce dai nomi dei fondatori: "Mauro, Maurizio e Gianfranco, mio fratello. Attualmente manteniamo questo nome, utilizzando la lettera “m” per indicare il nostro cognome Mattiuzzo, poichè in azienda con me ci sono le mie due figlie, Sara e Martina".

Il loro motto è 'dobbiamo fare squadra': "Per festeggiare questo traguardo, ma anche quelli che speriamo di raggiungere, le mie figlie organizzeranno sicuramente qualcosa per poter fare un brindisi con tutti i ragazzi che lavorano con noi". Mattiuzzo conclude: "Quarant’anni fa non si buttava via niente, tutto andava recuperato perché tutto aveva un valore. Noi abbiamo sempre parlato di rifiuti, ma in realtà abbiamo sempre sbagliato: bisogna parlare di materie prime, perché è ciò che sono i materiali con cui lavoriamo, i materiali che salviamo. E, da loro, possono nascere molte possibilità nuove".
 

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