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Under 60: seconda dose di Pfizer o Moderna al posto di AstraZeneca

La Regione: "Agli stessi, per ora, niente Johnson&Johnson"

Vaccino Covid-19

Come affrontare la gestione della pandemia

“Da chiarimenti con la Regione preciso che in questi giorni faremo vaccino a mRna (Pfizer e Moderna, ndr) a soggetti sotto i 60 anni che si presentano per la seconda dose di AstraZenaca a differenza delle indicazioni di ieri”: è una precisazione della dottoressa Virginia Silano, responsabile Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica) dell’Asl Vercelli, riportata da dottor Piergiorgio Fossale sulla sua pagina Facebook.

L’intervento della dottoressa Silano si è reso necessario dopo una comunicazione della Regione Piemonte di venerdì sera: “In attesa di ricevere dalle autorità sanitarie nazionali relativa alle nuove modalità di utilizzo del vaccino AstraZeneca – si legge nella nota ufficiale – in via precauzionale sarà sospesa la somministrazione delle prime dosi e dei richiami di quel tipo di vaccino alla popolazione under 60. Non appena sarà chiarita con nota ufficiale dall’Autorità sanitaria nazionale anche la procedura per effettuare i richiami di AstraZeneca attraverso i vaccini alternativi Pfizer e Moderna, la Regione darà immediata attuazione alla riprogrammazione delle seconde dosi”.

Sulla questione fa il punto, con alcuni chiarimenti, anche Alessandro Stecco, presidente della Commissione regionale Sanità: “Dopo il caso della 18enne morta a Genova e i dubbi sollevati da diversi scienziati – si legge sulla pagina Facebook del medico - il ministero della Salute aggiorna le raccomandazioni relative all'utilizzo del farmaco dell'azienda anglo-svedese, già modificate tre volte dall'inizio dell'anno. Intanto il 49% degli italiani vaccinabili ha avuto almeno una dose di vaccino, ma questa ulteriore modifica delle indicazioni impatterà sulle capacità organizzative delle Regioni, che faranno il massimo per colmare l'inevitabile rallentamento della campagna vaccinale, dovuto a continui stop&go e modifiche delle indicazioni. D'altra parte sono i dati scientifici a testimoniare come è proprio l'efficacia della campagna vaccinale ad aver permesso di tenere tutto aperto nelle ultime settimane, scuole comprese, senza un'ondata di ritorno dei contagi, anzi abbattendone la curva e a rendere meno alto il rischio di ammalarsi o morire di coronavirus, in questa fase pandemica. Se vogliamo però raggiungere l'immunità di gregge che serve ad evitare nuove ondate di ricoveri, almeno il 70% della popolazione adulta dovrebbe aver completato l'intero ciclo vaccinale. Serve raggiungere – conclude Stecco - i tanti over 60 che non hanno ancora aderito, completare le fasce di popolazione in corso, e i giovani sono essenziali con i vaccini a mRna perchè non diventino la riserva dove sopravvive il virus e muta in forme o varianti più pericolose”.

Ed è di poco fa un'altra comunicazione: "Alla luce delle nuove raccomandazioni delle autorità sanitarie nazionali sull’utilizzo dei vaccini a vettore adenovirale, la Regione Piemonte ha deciso in via precauzionale di sospendere la somministrazione alla popolazione under 60 anche del vaccino Johnson&Johnson".

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