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Rotary Club Vercelli

Le origini di Venezia raccontate attraverso l’Archeologia

Il professor Diego Calaon ospite alla serata conviviale

Diego Calaon

Il professor Diego Calaon ospite del Rotary Club Vercelli

"Almeno virtualmente, ho voluto portarvi un pezzo di laguna: parleremo delle origini di Venezia, in una forma diversa da come, magari, vi aspettate. Il titolo della relazione: 'Acqua, Legno e Schiavi. Le origini di Venezia raccontate attraverso l’Archeologia', trae spunto dalle celebrazioni che Venezia e il Comune hanno organizzato per il 1600° anniversario della fondazione della città": così, Diego Calaon, professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha dato inizio alla serata conviviale del Rotary Club Vercelli, presieduto da Luigi Omodei Zorini. 

"Tradizionalmente esiste una cronaca basso medievale, ripresa in più punti, che collocherebbe nel 421 la fondazione della prima chiesa di Venezia: la chiesa di San Giacometto – ha raccontato Calaon - Si tratta di una fondazione mitica, narrativa e cronistica, uscita dalle penne di scrittori e storici antichi, e poi ripresa in maniera formale dal Dandolo, Doge di Venezia al tempo. Venezia sarebbe nata dall’arrivo di Attila che distrusse alcune città, compresa Altino: i suoi abitanti, per scampare alla sua furia, avrebbero dato vita a Venezia. Celebriamo una storia e un mito che sono molto presenti nella cultura locale: Venezia ha una complessità ambientale e storica, e la sua storia inizia ad essere scritta nel basso Medioevo. Al tempo – ha affermato - è già una super potenza economica ed è già moderna: non ha radici antiche e si trova a governare il mare. Serve allora costruire una storia che doni una patina di antichità e un’autenticità, che vada a confermare il diritto di controllare le vite e i destini di gran parte dell’Adriatico e del Mediterraneo, tramite i commerci. Questa storia la si trova ricorrendo ad un mitico nemico: i barbari, che distruggono, e ricorrendo ad uno stratagemma che ha a che fare con la libertà. Fuggire in laguna per conservare le ricchezze: ma non solo, anche il carattere di indipendenza della comunità. I veneziani vogliono mantenere la loro identità e non desiderano confondersi con il popolo barbaro, dando vita così alla città di Venezia". Nelle cronache del 200/300 si parla di Attila: "Ma la più antica cronaca scritta a Venezia ci dice che queste città non sono state distrutte dagli Unni, ma da altri barbari – ha sottolineato  Calaon - È una storia controversa, che ha bisogno di essere chiarita. Le due storie si sovrappongono e nasce un nuovo ideale, proteggere con l’acqua i veneziani. Le isole della laguna come rifugio, nascono e danno origine ad una nuova stagione di ricchezza e di pace proprio grazie alla protezione militare bizantina…".

Qual era la natura dei primi edifici di Venezia? "Erano costruiti in legno, solo gli edifici religiosi e il Palazzo Ducale erano in mattoni". Poi con il tempo "si allarga l’isola, si creano nuovi spazi e non si ha paura dell’acqua, perché lei stessa permette la navigazione e lo sviluppo del porto, cuore della città. Un luogo periferico, nel mondo tardo romano, che diventa centrale quando diventa essenziale per la gestione dei trasporti" ha concluso Calaon.

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