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"Accanimento contro bar e ristoranti: il Governo condanna gli imprenditori"

Impellizzeri (Fiepet): "Emergenza scaricata su un’unica categoria"

Caffè al bar

"Dopo oltre un anno di restrizioni, le attività economiche – soprattutto quelle dei nostri settori, le più colpite da divieti e limitazioni – hanno bisogno di interventi che vadano oltre quanto previsto dal Dl Sostegni. Serve un Dl Imprese, che garantisca ristori adeguati a perdite e costi fisse e un’iniezione immediata di credito. Serve poi anche un piano per ripartire, chiaro nei tempi e nelle modalità”. Così Luca Impellizzeri, delegato provinciale di Fiepet Confesercenti,  commenta il Decreto Legge contenente le nuove misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid.

“Le nostre imprese sono chiuse ormai da un mese. E con la conferma di un’Italia in zona arancione o rossa anche ad aprile, il Governo condanna migliaia di imprenditori ad ulteriori perdite di fatturato, scaricando l’emergenza sanitaria su un’unica categoria e avvicinando sempre di più il rischio concreto di non essere in grado di riaprire al termine dell’emergenza” – prosegue Impellizzeri.

“Ci saremmo aspettati un cambio di passo e quantomeno il via libera contestuale ad un nuovo Decreto con indennizzi alle imprese costrette a chiudere. Invece nulla! Siamo consapevoli che la priorità è la salute pubblica ma chiediamo al Governo di sostenere le imprese immediatamente e non tra alcune settimane, di accompagnare i provvedimenti di chiusura a misure di ristoro per le attività, di accelerare con il piano vaccini che continua a non registrare i numeri tanto attesi. È profondamente ingiusto che a pagare il prezzo altissimo dell’emergenza sanitaria siano solo alcune categorie”, conclude il direttore di Confesercenti, Germana Fiorentino.

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