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Il ricordo

Un anno dalla "Cronaca frenetica di uno scoop mancato"

Sono passati 365 dal primo allarme di Covid a Vercelli

Covid

È passato un anno. Esattamente 365 giorni sono trascorsi dall’allarme del primo caso di Covid a Vercelli. Il 19 febbraio 2020 la notizia giunge in redazione da alcuni messaggi su Whatsapp: “C’è un caso sospetto di Coronavirus, alcuni medici sono stati allontanati dai reparti e il Pronto soccorso è chiuso”. Sul territorio italiano non sono ancora stati registrati casi legati al Covid (solo il 21 febbraio, due giorni dopo, arriverà la conferma del primo caso di un cittadino di Codogno, nel Lodigiano), se non due turisti cinesi in viaggio a Roma a fine gennaio. Il virus è ancora un’epidemia considerata esclusivamente cinese, che l’Europa vede come molto lontana, seppur qualche caso sporadico sia stato riscontrato nel continente.

Facciamo le dovute verifiche e ci dirigiamo all’ospedale Sant’Andrea. Al Pronto soccorso c’è una guardia giurata che piantona l’ingresso, ma in sala d’attesa c’è la normale routine. Saliamo al reparto di Malattie infettive dove è appena terminato un summit tra il primario Silvio Borrè, il direttore sanitario dell’Asl Arturo Pasqualucci e altri membri dello staff. Si nota una certa tensione: la persona viene sistemata in una camera a pressione negativa per effettuare i test. I campioni prelevati vengono inviati al laboratorio di microbiologia di Vercelli e all’ospedale Molinette di Torino. Alle 19 arrivano ulteriori conferme in redazione: “Sono in corso accertamenti per un sospetto caso di Coronavirus a Vercelli”. I falsi allarmi sono tanti in quel periodo, la diagnosi non è confermata e per evitare di scatenare il panico, dopo una riunione, La Sesia decide di non pubblicare la notizia sul proprio sito internet. Alle 21.30 arriva il responso: non è Covid, ma un banalissimo raffreddore. “La cronaca frenetica di uno scoop mancato”, titolerà il giornale nell’uscita di due giorni dopo. Il nostro direttore, Roberto Ponte, spiega i motivi per cui la redazione ha deciso di non scrivere nulla nell’immediato: “Abbiamo dimostrato che per noi la corretta informazione viene prima della gloria (vera o finta) personale”.

Nessuno avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe successo da lì a pochi giorni: le mascherine, le limitazioni, le chiusure e i lockdown sono entrati, dirompenti, nelle nostre vite, cambiandole drasticamente. E soprattutto ci è entrato il virus che ad ora, nella sola provincia di Vercelli, ha mietuto 416 vittime e 8.863 contagiati.

Sembra passata un’eternità e invece, da quel giorno, sono “solamente” passati 365 giorni. Le nostre vite, quelle di prima, mancano a tutti. I viaggi, le cene con gli amici, il poter andare allo stadio, a un concerto o in discoteca, o semplicemente stringere la mano di chi si incontra, sono un lontano ricordo. Il 2020 è stato l’anno che ha cambiato le nostre esistenze, che ha fatto perdere a molti persone care, che ci ha costretti a rinchiuderci in casa e lottare senza veri e propri mezzi. Ora, nel 2021, stiamo combattendo con un’arma che ci consentirà di vincere questa battaglia e di poter scrivere, tra 365 giorni, che tutto questo è stato uno spiacevole, amarissimo, ricordo.

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