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Sulla mia strada

E' più facile cancellare una persona dalla nostra vita che ricredersi

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo di domenica 4 luglio

nessuno è profeta in patria

Si legge nel Vangelo di Marco: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria".
Ritornare verso la propria terra si inscrive nella vita.
Dopo una lunga assenza, anche Gesù ritorna e, nel giorno di sabato va alla riunione della comunità.
Gesù non era il coordinatore dell’assemblea, ma prese la parola. Segno questo che le persone potevano partecipare ed esprimere la loro opinione. Alla gente non piacquero quelle parole di Gesù, rimase scandalizzata.
Quel Gesù, conosciuto fin da piccolo, come mai ora era così diverso?
La gente di Cafarnao aveva accettato l’insegnamento del Rabbi, ma la gente di Nazaret ne era rimasta scandalizzata.
Il figlio del carpentiere, il figlio di Maria, parla così?
Per poter parlare di Dio lui doveva essere diverso da loro!
La gente non aveva compreso il mistero dell’incarnazione, dell’armonizzazione del cielo con la terra.
Tante volte il conflitto non è solo con quelli di fuori, ma anche con i parenti e con la gente di Nazaret.
Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa?
Tante volte necessita avere il coraggio di lasciar mettere in discussione il nostro piccolo mondo e saper valutare le persone con cuore nuovo e diverso. Vero!
Si fa fatica a cambiare parere e a ricredersi: è più facile e sbrigativo cancellare una persona dalla nostra vita
che l'immagine o il giudizio che ci siamo fatto di lei.
Gli abitanti di Nazaret non sanno aprirsi al Gesù reale, perché restano caparbiamente attaccati al ritratto che si erano fatti di lui.
In Gesù ci troviamo davanti allo scandalo di un Dio fatto carne, che sottostà alla legge della fatica umana e del bisogno, del lavoro e del cibo, della veglia e del sonno, della vita e della morte. Lo vorremmo diverso.
Ci piacerebbe condividere le sue caratteristiche divine, ma non ci piace che egli condivida le nostre prerogative umane, delle quali volentieri faremmo a meno.
Misuriamoci sempre sulla carne di Gesù, venduta per trenta denari, il prezzo di un asino o di uno schiavo.
E’ l’ora di non minimizzare e trascurare l'umanità di Gesù che nella sua debolezza e stoltezza crocifissa è la salvezza per tutti.
Il cardine della salvezza è la carne crocifissa e risorta di Cristo.

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