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Sulla mia strada

"Non lasciamoci sopraffare dalle nostre paure e angosce"

Il commento al vangelo di monsignor Sergio Salvini

Tempesta sedata

Si legge nel Vangelo di Marco: "Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?".

Dormi pure, Signore. Ma stai dentro la mia barca. Da lungo tempo sembra che la sera si sia fatta padrona del giorno. Piazze, strade e città sono avvolte da fitte tenebre. Si sono impadronite delle nostre vie riempiendo tutto di silenzio. Non più un sorriso. Si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Un mare in tempesta, come nel Vangelo. 
Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca: fragili e disorientati. Ma nello stesso tempo, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. Tutti! È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. 
Perché avete paura? Non avete ancora fede? Signore, questa domanda ci interpella e ci interroga nel profondo! In questo nostro mondo, che tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità sentendoci forti e capaci di tutto. Adesso abbiamo paura: Signore, svegliati!
Perché avete paura? Non avete ancora fede?
Signore, questa domanda ci chiede di avere fiducia in te! L’inizio della fede - diceva papa Francesco - è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti da soli. Da soli affondiamo. Signore, come gli antichi naviganti noi ti consideriamo la Stella. Tu sei la stella del mattino. Questo Vangelo ci invita a non vergognarci e a non lasciarci sopraffare dalle nostre paure e angosce.
Ma a prendere, come Gesù, tre direzioni:
Pregare;
• Cercare coraggio dalle persone che ci vogliono bene;
• Fidarci di Lui: Sia fatta la tua volontà.

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