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Sulla mia strada

Pasqua, la festa dei macigni rotolati via dall’imboccatura del cuore e dell’anima

Il commento del vangelo di domenica 4 aprile

Cristo risorto

Si legge nel Vangelo di Giovanni: "Egli doveva risuscitare dai morti".

Pasqua!
E’ risorto, non stanchiamoci di dirlo: una tomba vuota è il pilastro del mondo nuovo!
Cinquanta giorni, da oggi, ci permetteranno di compiere un cammino di luce, una riscoperta della bellezza di un Dio vivo.  
Il Signore è risorto! Alleluia.

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Quel sabato che precedette la Pasqua fu un sabato diverso da tutti gli altri. Le donne di Galilea in segreto preparavano aromi, ma “era notte” oltre il buio. Anche la Madre attendeva in silenzio. Il sabato del silenzio di Dio.
Ciò che fa credere è la croce, ma ciò in cui crediamo è la vittoria della croce (Pascal).
Questa è la scommessa della fede: Gesù è vivo, oggi. Pasqua è la festa dei macigni rotolati via dalla imboccatura del cuore e dell’anima.

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E’ necessario trovare il sepolcro vuoto, se non fosse così, non è Pasqua di risurrezione.
Se Cristo non fosse risorto vana è la vostra fede: il Vangelo sarebbe una bella idea, il bel racconto di un uomo che ha vissuto ed è morto in maniera esemplare, ma tutto sarebbe finito.
Cristo Gesù risorge, energia che ascende, vita che germina, masso che rotola via dall’imboccatura del cuore per indicare la strada del passaggio ininterrotto dall’odio all’amore, dalla paura alla libertà, dall’effimero all’eterno. E’ sconvolgente la notizia del sepolcro vuoto: fa correre Pietro e Giovanni. Quest’ultimo, più giovane, arriva per primo, ma attende che sia Pietro, il capo scelto da Gesù ad entrare per primo. La stessa scena è davanti ai loro occhi: teli e sudario posati in due luoghi separati. Pietro si limita a vedere, Giovanni arriva a credere l’incredibile: il Signore è risorto! La sua è una fede immediata, quasi irrazionale: la fede di chi ama e per questo vede le cose. Gesù è il Crocifisso risorto che si è manifestato a testimoni prescelti per annunciare che è il vivente, il giudice misericordioso capace di perdonare i peccati in profondità, oltre l’apparenza, e ciò lo spinge a credere, ad affidarsi. Molta gente credette al loro annuncio.
Noi crediamo? Come possiamo rendere viva e palpitante questa Pasqua nonostante i tempi di chiusura? Potrei commentare umanamente e teologicamente.
Preferisco fare così: pregare!
Signore, Dio della vita, rimuovi la pietra tombale delle nostre paure, la pietra che soffoca la speranza, la pietra che schiaccia gli entusiasmi, che soffoca il nostro vivere. Risuscita in noi la gioia, il desiderio di sognare.
Rendici persone di resurrezione che ogni giorno piantano il seme di vita in cui credere.

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