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Sulla mia strada

Non chiudiamoci nella ricerca del successo, fede e amore sono le cose più importanti

Le riflessioni sul Vangelo della domenica

Monsignor Sergio Salvini

Monsignor Sergio Salvini

Si legge nel Vangelo di Marco: "Convertitevi e credete al Vangelo".


L’evangelista Marco ci abbevera all’acqua sorgiva e fresca del Vangelo, quando una notizia bella inizia a correre per la Galilea, annunciando: il tempo è compiuto, il regno di Dio è qui. Gesù lo fa fiorire dalle sue mani il Regno di Dio: libera, guarisce, perdona, toglie barriere, ridona pienezza di relazione a tutti, a cominciare dagli ultimi della fila.

Il Regno è Dio venuto come guarigione dal male di vivere, come fioritura della vita in tutte le sue forme. Ecco il richiamo: Convertitevi… giratevi verso la luce perché la luce è già qui.

Ad ogni aurora, ogni mattino al risveglio, possiamo convertirci, muovere subito pensieri, sentimenti e scelte verso la stella del vivere, la buona notizia: Dio oggi è entrato di più nel cuore del mondo, è all’opera con possente energia per dar vita a cieli nuovi e terra nuova. Convertirsi significa non chiudersi nella ricerca del proprio successo, del proprio prestigio, della propria posizione, ma far sì che ogni giorno, nelle piccole cose, la verità, la fede in Dio e l’amore diventino la cosa più importante. L’inizio del Regno è inizio di una umanità autentica, è inizio del vero umanesimo per la riuscita piena d’ogni uomo.

Il Regno è una convocazione diretta, una chiamata da parte di Dio: Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi. È Dio in persona che invita e richiede l’adesione per una libertà maggiore, aperta a un’opera più importante.

Una missione che dilata la vita, proponendo nuove prospettive. Seguire Cristo implica non tanto la ricerca della sua dottrina quanto della sua persona: infatti egli farà “vita comune” con i discepoli, instaurando con loro una perfetta fusione di sentimenti e di pensieri fino a chiamarli «amici». Ancora, “seguirlo” significa ripercorrere il suo stesso itinerario che arriva fino alla croce: Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

È evidente che i primi discepoli non conoscevano ancora il senso capovolgente della “sequela” di Cristo, ma la risposta pronta e generosa già dimostra la loro disposizione d’animo: Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono… Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.

In questo “fidato abbandono” dei futuri apostoli a Gesù lasciando le reti, la barca, il padre, e più ancora rinnegare se stesso, tutto questo non si può fare, se la conversione non opera un rovesciamento totale del cuore, creando un’esistenza diversa.
Convertirsi è accendersi!

È una storia del passato quella che Marco ci narra in questo brano, oppure una proposta di vita offerta a tutti i lettori del suo Vangelo? Descrivendo la prima chiamata, egli intende proporre un modello di risposta alla fede e a tutti gli infiniti appelli che Cristo rivolge agli uomini.
I primi quattro discepoli diventano l’esempio concreto di come ogni credente debba lasciarsi illuminare da Cristo.

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