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Martello

Lingua: "Non mi sono arreso, è una grande vittoria"

Il lanciatore ha vinto l'oro agli Assoluti di Rovereto

Marco Lingua

L'esultanza di Marco Lingua

È il secondo atleta italiano più anziano ad essersi laureato campionato italiano assoluto, ha vinto il sedicesimo titolo tricolore nel lancio del martello, e domenica scorsa all’ultima serie di lanci, quando si è visto superato da Giorgio Olivieri, a Marco Lingua, come dice lui, è salita la carogna e ha trovato la forza di controbattere al giovane avversario e imporsi ancora una volta. È stata una finale bellissima quella del lancio del martello agli Assoluti di Rovereto, da cardiopalma, e anche questa volta Lingua, classe 1978, 43 anni compiuti ad inizio giugno, ha lasciato il segno del leone indomabile.

Marco, ci puoi raccontare come è andata?

E’ stata una bella sfida, sono contento che i giovani Olivieri e Falloni mi abbiano reso la vita difficile, mi hanno stimolato a fare meglio e ho raggiunto i 74,27 metri. Stavo bene, non avvertivo dolori, avevo la velocità giusta. In queste settimane mi sono allenato bene, c’ero con la testa, sono stato intelligente a rivedere certe cose, a essere critico con me stesso, a lavorare su forza speciale, forza esplosiva e massimale.

Cosa hai provato a vederti superare da Olivieri all’ultimo lancio?

Mi è venuta una carogna pazzesca addosso, ma non avevo paura, avevo una voglia incredibile di rifarmi subito perché stavo bene. Olivieri con quel lancio mi aveva tolto la scena, già pensavo a salire sul primo gradino del podio ed invece di colpo mi sono ritrovato scaraventato al secondo posto. Ma non mi arrendo mai e così ho trovato il lancio della vittoria, 5 centimetri in più del mio avversario, che ovviamente c’è rimasto molto male. Olivieri però ha un grande futuro, potrà battere il mio record italiano.

Non hai nessuna intenzione di fermarti...

Mi diverto, le misure arrivano. A Rovereto la pedana non era bella, era ruvida, non giravano bene i piedi. Io, Olivieri e Falloni, con una bella pedana avremmo potuto lanciare anche due metri più in là. Ora non mi fermo, il 6 luglio sarà a Boissano e da lì parte la mia scalata a misure maggiori, sono sempre più stimolato a continuare e punto a salire a 76 metri entro settembre. E per il 2022 punto ad andare ai Mondiali di Eugene.

Ti spiace non andare alle Olimpiadi di Tokyo?

Sono sincero, i 77,5 metri del minimo non li valgo. Raggiungerli, sarebbe stata una vera e propria impresa, alla mia età sarebbe stato come un 13 al Totocalcio. A 43 anni è molto difficile, non impossibile, ma ostico. Però sai, l’appetito vien mangiando, e se salgo oltre i 76 metri, perché non pensare ai 77,5 metri per andare a Eugene? Ci provo.

Cosa significa per te essere il secondo campione italiano più anziano di sempre dietro ad Adolfo Consolini?

È magnifico, ci separano pochi mesi e inizio 2022 voglio superarlo. Mi sento unico e un predestinato. Ho ancora tanta voglia di impormi.

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