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Rassegna culturale "Vercellesi Illustri"

Domenicale nella leggenda dello sport vercellese

Campisi ha rievocato la figura del presidente che portò l'Hockey Amatori alla ribalta mondiale

Ruffino Campisi Mischiatti

Da sinistra: Antonino Ruffino, Filippo Campisi e Gianluca Mischiatti (foto di Renato Greppi)

La Vercelli sportiva appassionata di vicende hockeistiche è tornata alla ribalta grazie ai brillanti risultati ottenuti di recente dall'Engas Hockey Vercelli. Ma in città, quando si parla di hockey, non può che balzare alla mente il periodo d’oro di questa disciplina, quando a parlare era la pista a suon di scudetti e coppe. Gli sportivi associano le imprese dell’Hockey Club Amatori Vercelli Maglificio Anna all’uomo che portò quei colori gialloverdi ai massimi vertici mondiali: Giuseppe Domenicale.

Immagini di indimenticabili giornate di sport, la figura di Domenicale resta scolpita nei cuori di qualsiasi appassionato di hockey. Uomo di cultura, tenace, ambizioso, visionario, incapace di lamentarsi e arrendersi, trasmise tutta la sua passione verso quei colori che hanno segnato un’epoca. Grande dirigente e imprenditore, senza il suo entusiasmo la squadra non avrebbe mai potuto conseguire il record assoluto nella storia dell’hockey su pista: scudetto, Coppa Italia e Coppa Cers in un solo anno. Era il 1983.

Giuseppe Domenicale è stato “raccontato” nella rassegna culturale dedicata ai “Vercellesi Illustri” curata dall’associazione culturale di volontariato “VercelliViva”. La conferenza si è tenuta giovedì 27 maggio nella sala del Piccolo Studio, nel chiostro di Sant'Andrea. Relatore Filippo Campisi, avvocato e giornalista, che ha tracciato brillantemente il ricordo di “Giuseppe Domenicale e la grande avventura dell’Hockey Amatori Maglificio Anna”, coadiuvato da una straordinaria interpretazione delle letture di Gianluca Mischiatti (nella foto in basso), attore e interprete di “Skene’ Teatro Team”.

La figura di Domenicale ha preso vita, dopo il saluto introduttivo del presidente di VercelliViva Antonino Ruffino in un excursus cronologico dai contorni a tratti commoventi. In sala scende il silenzio, quando Campisi inizia l’intreccio tra la vita di Domenicale e la vita dell’Amatori, un silenzio surreale, quasi a significare l’estremo rispetto dei numerosi intervenuti nei confronti di un uomo che ha toccato le corde delle emozioni ai vercellesi , suscitando la passione popolare nell’hockey come fenomeno sportivo in quella che divenne ben presto “La febbre del sabato sera”, effetto travolgente degli anni Ottanta e Novanta capace di riempire un palazzetto in ogni ordine di posto.

Nel rievocare questo fenomeno di massa, Campisi si è avvalso di numerose testimonianze: amici, ex giocatori (Roberto Crudeli rimase legato a Domenicale nel senso puramente affettivo), dirigenti, tifosi, e della figlia Marta Domenicale, presente in sala, unitamente a tanti esponenti dello sport vercellese e autorità cittadine.

Indimenticabile la rievocazione della famosa radiocronaca del primo scudetto da parte di Carlo Larizzate nella notte magica di Viareggio; il colpo di mercato del secolo, quando Domenicale riuscì a portare all’Amatori il giocatore più forte al mondo: l'argentino Daniel Martinazzo. E poi Pino Marzella, con il ricordo del gol siglato all’ultimo secondo nell'apoteosi di un palazzetto stracolmo. Quel successo contro l’Hockey Novara valse ai gialloverdi la finale scudetto e conseguente titolo tricolore, il terzo in quattro anni.

Una storia nata agli albori, dal 1924, la prima squadra di hockey non poteva che chiamarsi Pro Vercelli , poi, nel 1962, la scissione che porta alcuni giocatori a frequentare il rione Isola. Lì, c’è il Circolo dei Lavoratori, proprio lì c’è la pista, in cemento, e proprio in quel luogo l’Hockey Amatori Vercelli inizia la scalata al primo campionato federale, il campionato di serie D, seguito, nel 1965, dalla prima promozione in Serie B. Da allora è il crescendo di una società costruita da uomini veri, fino all’epopea di Giuseppe Domenicale. Il suo credo, la sua convinzione: “Lotto per vincere, il secondo posto non mi interessa!” Arriva lo scudetto, dopo quasi 61 anni dall’ultimo titolo dei calciatori della Pro Vercelli. Il palazzetto viene costruito a nuovo, “patron” Domenicale riesce a portare a Vercelli i campionati europei di hockey su pista, l’Amatori conquista il Mundialito per club contro le formazioni più forti al mondo. Il tutto testimoniato dalle pagine storiche del giornale "La Sesia".

Si arriva così al 1988. Il commiato di Giuseppe Domenicale dalla sua “creatura” è toccante. Piange, al telefono, tra una lacrima e l’altra, consapevole dei problemi societari, annuncia: “La giostra è finita...”. Lascia la presidenza, ma “la bestia” è in agguato, nel 2002 a poco più di 58 anni ha una nuova sfida da vincere: “Vincerò anche questa battaglia”, scriverà al suo oncologo. Purtroppo, proprio quella volta si dovette arrendere.

La memoria e il ricordo di Giuseppe Domenicale, unitamente ad altri personaggi sarà pubblicato in un libro che verrà presentato mercoledì 16 giugno, sempre al Piccolo Studio.

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