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Si partirà dal 2022/2023

Entro il 30 giugno la riforma dei campionati

Nel calcio si va verso una Serie B1 e una B2

Ghirelli Francesco Gravina Gabriele

Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli e il presidente della Figc Gabriele Gravina

L'assemblea elettiva dello scorso 22 febbraio aveva riconfermato Gabriele Gravina alla guida della Figc e il presidente federale, nel suo programma elettorale, aveva parlato apertamente di “riforma dei campionati”. L’idea è quella di arrivare a un minor meccanismo di retrocessioni e promozioni per dare maggior stabilità - «c’è troppo turnover a ogni anno cambia il 40 per cento delle squadre di Serie B e non basta il paracadute» aveva detto il numero 1 della Figc - che, in altre parole, si traduce in una riduzione delle squadre professionistiche (attualmente sono 100) e trasformando la Serie C in una categoria semiprofessionistica, alla stregua della D. Adesso si è fatto un passo in più nel Consiglio federale tenutosi lunedì 26 aprile, il presidente Gravina ha ribadito di volere «la riforma dei campionati per ridurre il numero di squadre professionistiche da approvare entro il 30 giugno» aggiungendo «partiremo dalla Serie B e dalla C».
Il tutto prenderà forma nell'annata 2022/2023 e quindi non c’è molto tempo, la prossima stagione 2021/2022 sarà propedeutica alla riforma (nel caso fosse approvata) e lì si getteranno i paletti per costruire la nuova piramide del calcio italiano. Una Serie A (a 18 o a 20 squadre con meccanismo playoff per assegnare lo scudetto) e una doppia Serie B formata da due gironi (B1 e B2) con l'obiettivo di ridurre anche qui le squadre per avere una maggiore distribuzione delle risorse.

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