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Tamponi alla Pallacanestro Femminile Vercelli

Roselli: "Rispettare i protocolli non sarà semplice"

Pfv stagione 2020/2021

La squadra della Pfv di Serie C della stagione 2020/2021

Finalmente anche in casa Pallacanestro Femminile Vercelli si sta riprendendo l’attività cestistica sospesa ormai da mesi. A seguito dei protocolli emanati dalla Federbasket per regolare proprio la ripresa, tutte le società affiliate devono eseguire un tampone rapido per il Coronavirus a tutti i propri tesserati (giocatrici, tecnici e dirigenti) al fine di poterli riammettere in palestra anche solo semplicemente ad allenarsi.

A tal fine sabato 6 febbraio scorso sono stati eseguiti detti tamponi, all’aperto, grazie alla collaborazione di sanitari abilitati, nell’area esterna della Bocciofila dell’Aravecchia di via Palli, i cui dirigenti hanno gentilmente messo a disposizione lo spazio necessario, a tutte le cestiste che vi hanno aderito, agli allenatori e ai dirigenti.

E’ stato un pomeriggio intenso ma, così facendo, nel rispetto del protocollo, ora le giocatrici della Pfv possono tornare ad allenarsi regolarmente o quasi. Resterà da definire, dopo l’assemblea delle società di giovedì 11 febbraio alla Fip regionale, quali campionati si potranno disputare, in base alle squadre che riusciranno a dare l’adesione alla riresa e a schierare organici sufficienti, stanti le non poche defezioni, dovute a quelle giocatrici e loro famiglie che non hanno inteso riprendere allenamenti e gare nelle attuali condizioni della pandemia.

"Il problema più rilevante, poi, sarà quello di rispettare l’ulteriore protocollo Fip che prevede che tutti nuovamente i tesserati delle società che tornano a giocare vengano sottoposti a ulteriori tamponi rapidi ogni 15 giorni durante la disputa di campionati - dice il presidente della Pfv Claudio Roselli - In considerazione del fatto che per noi si tratterà di sottoporre a detto accertamento una cinquantina almeno di tesserati/e per volta a un costo che non è proprio irrilevante per ciascuno di essi, è facile intuire a quali difficoltà economiche dovrà fare fronte la società per consentire alle proprie tesserate di giocare".

"Va da sé che senza un congruo contributo da parte delle giocatrici e delle loro famiglie in termini economici, rispettare il protocollo sarà molto arduo con le sole risorse sociali - aggiunge Roselli - Ma noi dirigenti della Pfv, con Roberto Cavallaro in testa, ci stiamo attivando sia per richiedere detti contributi sia per far fronte agli altrettanto pesanti oneri organizzativi che la cosa comporta".

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