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A livello federale nessuno si esprime in maniera esplicita, ma all'orizzonte non ci sono buone notizie

Calcio giovanile (e dilettantistico): bisogna ripensare tutto

Se non si riprenderà, per il 2021/22 si dovrà riflettere sull'eventuale "congelamento" delle età

Diavoletticalcio-Virtus Vercelli

Un momento difficilissimo per il calcio giovanile (foto Morera)

Lo scriviamo adesso prima che venga presa ogni decisione. E saremo nel limbo almeno fino al 22 febbraio, data in cui verrà eletto il presidente della Figc per il quadriennio 2021-2024 (duello fra Gabriele Gravina e Cosimo Sibilia). Il calcio giovanile (e dilettantistico) ha bisogno di risposte e non dei soliti “aspettiamo, vediamo i contagi, cerchiamo di capire, etc…”. Tutti i campionati fino all’Eccellenza dal 26 ottobre sono fermi a causa della seconda ondata della pandemia. Si sono disputate non più di quattro o cinque giornate per categoria. Praticamente la stagione non è nemmeno iniziata.

A questo stop si aggiunge la chiusura anticipata della stagione 2019/2020 al mese di febbraio. Un danno per tutti: atleti, tecnici, dirigenti e addetti ai lavori in generale. La colpa chiaramente è del virus. La gestione dell’emergenza sanitaria non è stata e, come vediamo, non è semplice. Tra decreti, restrizioni e divieti il mondo è cambiato e così vale per il calcio e lo sport in generale. Ci soffermiamo sul football perché è la disciplina più praticata, ma il ragionamento vale per tutti con le dovute riflessioni nei vari ambiti. Negli ambienti federali, dobbiamo sottolinearlo, non ci sono previsioni ottimistiche per la ripresa della stagione. Le società sono “lasciate in pasto” alla lettura dei vari Dpcm per prendere decisioni su allenamenti (individuali, senza partitelle, spogliatoi da non utilizzare, sic!) che poi danno adito a idee strampalate su attività da proseguire nei parchi o nei giardini. Insomma, un disastro totale.

Bisogna fare le cose in maniera seria, utile e in sicurezza sempre attenendosi alle regole. In questo momento è impossibile programmare e allora la Federcalcio deve cominciare a ripensare un po’ tutto. Se la stagione dovesse venire interrotta in maniera definitiva (e non è pura utopia) si dovrebbe prendere in considerazione l’eventuale “congelamento” delle categorie giovanili. In pratica proporre le identiche fasce di età della stagione 2020/2021 nell’annata 2021/2022. Ci sono ragazzi che hanno chiuso con i Pulcini nel giugno 2019 e che nel settembre 2021 sarebbero catapultati negli Under 14 (Giovanissimi) senza aver disputato almeno una ventina di partite in due stagioni di Esordienti. E questo è solo un esempio che vale anche per gli “ex” Esordienti che passerebbero agli Allievi (Under 16) senza aver fatto il biennio dei Giovanissimi (Under 14 e Under 15). Per non parlare poi dell’obbligatorietà dei giovani da schierare in Eccellenza e Promozione. Ci sarà da mettersi le mani nei capelli e c’è il rischio di un abbandono di molti ragazzi.

Chi ha in mano le sorti del calcio giovanile deve fare delle riflessioni sentendo anche il parere delle società e dei tecnici a cominciare dai professionisti che con i ragazzi (a livello di valutazione) hanno sicuramente gli stessi problemi.

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