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Nel marzo del 2020 rilasciò un'intervista a "La Sesia" ricordando l'esperienza a Verona con Colombo

A 74 anni è morto il bomber Fabio Enzo

Fece gol al debutto con la Roma in un derby contro la Lazio. Giocò anche con Novara e Biellese, sfidando la Pro Vercelli

Enzo Fabio

Fabio Enzo, qui con la maglia della Roma, aveva 74 anni

E' morto all'età di 74 anni Fabio Enzo, ex calciatore della Roma, che segnò il suo primo gol in Serie A in un derby contro la Lazio finito 1-0, del 23 ottobre 1966. Attaccante, arrivato ai giallorossi dalla Tevere Roma nel 1966, ha militato con la Roma fino al 1968 e in una piccola parentesi nel 1969 tra un prestito al Mantova e il suo trasferimento al Cesena, arrivando a collezionare 8 gol in 36 presenze ufficiali.

Di seguito l'intervista pubblicata su "La Sesia" del 10 marzo 2020

Correva l’anno 1972. Il Novara, in Serie B, stava cercando di migliorare il suo aureo campionato di metà classifica. Per raggiungere l’obiettivo occorreva un attaccante di valore, qualcuno che garantisse una buona messe di reti. La scelta cadde su Fabio Enzo, centravanti con un passato a Roma e Verona, l’ideale per un rilancio degli azzurri e puntare alla A. La fiducia fu ben riposta, Fabio Enzo andò così forte da vincere la classifica cannonieri 1972/73, la A non arrivò, ma le soddisfazioni non mancarono. A fine carriera il bomber vestirà le maglie di Omegna e Biellese. Passò vicino alla Pro Vercelli, ma non ci fu mai l’occasione di indossarne la casacca.

"No, ne fui avversario, anzi segnai anche un gol decisivo al 'La Marmora', regalando una vittoria determinante alla Biellese (1-0) che ci aiutò a salire in Serie C2 (stagione 1982/83) - ricorda l’ex giocatore - A fine partita un tifoso vercellese mi urlò improperi, rimase impietrito quando lo affrontai spiegandogli che la maglia va sempre onorata. Avrei fatto la stessa cosa se avessi avuto quella della Pro Vercelli".

Tornando a "qualche anno" fa ci fu il debutto con la Roma.

«Avevo vent’anni, me la cavai bene, stagione 1966/67 - dice Enzo - Il primo gol in Serie A lo segnai nel derby contro la Lazio. A Roma se lo ricordano ancora, tanto che mi hanno inserito nella “Hall of fame” giallorossa».

A Verona trovò Angelo Martino Colombo, ex portiere della Pro Vercelli.

«Martino era riserva di Pizzaballa, il "pinza" si infortunò - spiega l'ex bomber - Così toccò a lui, fu decisivo per la salvezza. Grande esperienza e gran brava persona».

Con il Novara due campionati favolosi: «Il presidente Santino Tarantola era una persona eccezionale, aveva allestito una squadra importante, con il portiere Pinotti, Mariano Riva, Udovicich, Luigino Giannini e un giovanissimo Zaccarelli. Il risultato fu ottimo: vinsi la classifica dei marcatori con 15 reti».

Una partita speciale?

«A Novara, con il Perugia, realizzai una tripletta e la partita finì 4-2 - sottolinea l’ex centravanti - Il portiere perugino era Leonardo Grosso, che poi diventerà avvocato dell’Associazione italiana calciatori».

Non mancarono le partite internazionali: «Con la Roma a Mosca e con il Bologna negli Stati Uniti. Incontrammo Pelè che mi- litava nel Santos: ci sentiamo ancora adesso. Mi dice spesso che pur avendo girato tutto il mondo non è mai stato a Venezia (Enzo abita a poca distanza del capoluogo veneto - n.d.r.)».

A fine carriera il bomber tornò in Piemonte: «Avevo deciso di smettere, ma mi chiamò la Biellese e mi convinse a continuare. Abbiamo vinto la Serie D, con me c’erano Sadocco e Sollier. Mi vengono in mente gli infiniti derby con la Cossatese, ma erano davvero altri tempi. C’era più semplicità». 

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