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Il calciatore di Prarolo protagonista nel Renate capolista del girone A di Serie C

Brilla la stella di Davide Guglielmotti

"Sogni nel cassetto? Li tengo per me..."

Guglielmotti Davide

Davide Guglielmotti, 26 anni

Non la Pro, ma c’è comunque un vercellese in testa al girone A del campionato di calcio di Serie C: Davide Guglielmotti, colonna del Renate capolista. Esterno di centrocampo dalle grandi qualità atletiche, è stato uno dei protagonisti della grande stagione dei lombardi l’anno scorso e si sta riconfermando quest’anno, risultando insostituibile per lo scacchiere di mister Aimo Diana. Guglielmotti, classe 1994 di Prarolo, ha iniziato a giocare nel settore giovanile della Pro Vercelli, per poi passare all’Inter dove è rimasto fino alla Primavera vincendo anche due scudetti con le compagini del vivaio nerazzurro.


Davide, l’anno scorso avete fatto un grande campionato, terminando terzi. Ora siete primi a +4 sul Como. Insomma, non siete più una sorpresa: voi vi aspettavate di essere così in alto?
La stagione passata abbiamo dimostrato di essere un ottimo gruppo. Siamo stati secondi per tutto il campionato, senza però poter competere con il Monza che era di un’altra categoria. Quest’estate la società non ha voluto cedere nessuno e ha puntellato l’organico. Tante squadre hanno investito molto quest’anno, ma sapevamo che non ci sarebbe stata l’ammazza-campionato come il Monza. Eravamo e siamo consapevoli della nostra forza, ma sappiamo che la strada da percorrere è ancora lunga. Forse la nostra posizione in classifica viene considerata da alcuni inaspettata perché ci chiamiamo Renate, ma noi conosciamo il nostro valore.


A livello personale la tua stagione come sta andando?
Ho avuto un problema a inizio anno dove temevo di essermi rotto il piede. Per fortuna l’entità dell’infortunio è stata più lieve, ma comunque sono stato fermo per un mese. Superato questo ostacolo ho ricominciato a giocare con continuità.


La stagione scorsa è stata sicuramente la migliore della tua carriera con sette gol complessivi. Hai sperato nel salto di categoria quest’estate?
L’anno scorso ho trovato spesso la via del gol e sicuramente è la cosa che più mette in risalto le prestazioni. Di richieste, anche di squadre di categoria superiore, ne sono arrivate, ma avevo ancora un anno di contratto con il Renate e la società ha chiesto cifre alte per il mio cartellino, perché voleva tenermi. Sono rimasto e continuerò a dare il massimo per raggiungere il nostro traguardo e migliorarmi personalmente, svolgendo anche lavori specifici.


Ad esempio?
Di esterni bravi in Serie C ce ne sono tanti. Per questo risalta maggiormente chi segna o fa tanti assist. Io, ormai da tre anni, lavoro costantemente per migliorare sotto questi aspetti: mi fermo a eseguire cross con entrambi i piedi a fine allenamento e anche a provare la finalizzazione. Il punto su cui però ho lavorato maggiormente è quello atletico: per fare gol un esterno deve arrivare in area con grande frequenza, per aumentare le proprie possibilità. E per farlo devi “averne” fisicamente.


Nel 2017/2018 sei rimasto fermo. Come mai? Quanto è stato difficile?
Nella stagione precedente ero alla Pistoiese, non ho rinnovato in cerca di altre squadre. Sembrava cosa fatta andare al Cittadella, ma poi è saltato tutto dopo che io avevo dato il mio consenso per motivi “strani”, mancava poco all’inizio del campionato e sono rimasto senza squadra. E’ stata dura: mi allenavo da solo e ho iniziato a far palestra seriamente, per migliorare il mio fisico: allora pesavo 76 chili, ora sono a 88. Sono andato alcune volte ad allenarmi con mio fratello alle Scuole Cristiane per non perdere il passo e aiutavo mio papà in azienda: sono uno iperattivo, essere obbligato a stare fermo è qualcosa che mi logora dentro. L’anno successivo, poi, fortunatamente è arrivata la chiamata del Renate.


Quali sono i tuoi obiettivi?
E’ ovvio che abbia qualche sogno nel cassetto, ma per scaramanzia preferisco tenerli per me. Ad ora punto solo a crescere, partita dopo partita, campionato dopo campionato. Mi piace guardarmi indietro, ricordare da dove sono partito e inserire ulteriori step nel mio percorso. 


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