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Vandalismo

Parola ai lettori

Vercelli: "Vandalismo e inciviltà vanno affrontati seriamente"

Il parere del capogruppo Pd Alberto Fragapane

Le problematiche relative ad atti di vandalismo e inciviltà verificatisi nel corso di questi primi fine settimana di ritorno alla normalità devono essere affrontate in maniera seria dalla nostra Amministrazione. Sono azioni che danneggiano tutti i nostri concittadini: i residenti, i titolari e i lavoratori dei locali e la maggior parte delle persone e dei ragazzi della nostra città, che vorrebbero solamente tornare a vivere qualche serata spensierata dopo mesi di annullamento della socialità a causa della pandemia che stiamo vivendo. Ecco è proprio da loro che dobbiamo partire, dai ragazzi che si comportano correttamente, che rappresentano di gran lunga la maggioranza. Ovviamente l’aumento della presenza e dei controlli, soprattutto in alcune aree e fasce orarie, è doveroso e necessario, ma la nostra società non può e non deve limitarsi a questo. Sono in primis proprio i nostri ragazzi che possono aiutare la nostra, la loro, comunità a superare queste problematiche.
L’Amministrazione dovrebbe dedicare molto più tempo e investire molte più risorse in questa direzione, presidiando attivamente un settore così importante come quello delle politiche giovanili. Lo avevamo denunciato a partire dalle linee programmatiche, ma nulla è stato fatto in questa direzione da parte dell’Amministrazione in questi anni, nonostante le critiche rivolte in passato quando si trattava di fare opposizione. Dovrebbe essere attivato un confronto costante con il mondo giovanile, portando avanti progetti concreti, anche con il coinvolgimento di operatori sociali, educatori e psicologi. Occorre attivare un’azione di coinvolgimento dei rappresentanti degli studenti, dell’associazionismo giovanile, di tutte quelle ragazze e quei ragazzi che non fanno parte di quella minoranza, protagonista di queste azioni, che deve essere ricondotta a comportamenti civili. E la politica deve fornire gli strumenti affinché ciò possa avvenire, investendo sui ragazzi e sul loro, sul nostro, futuro.

Alberto Fragapane, 
Capogruppo Partito Democratico Vercelli

21/06/21

Borgosesia Istituto Lancia

La festa al Parco Magni

Borgosesia - ISS Lancia

La scuola in testa la scuola in festa

Ringraziamenti per la festa al parco Magni

Alla vigilia degli esami finali delle scuole superiori di secondo grado (gli esami di maturità), è importante ringraziare le tante persone che hanno contribuito, nella giornata del 4 giugno, alla manifestazione La scuola in testa la scuola in festa. Tenutasi al Parco Magni, grazie all’assessore Eleonora Guida, che è stata anche presente all’evento, con la presenza rassicurante dei volontari della Croce Rossa, la manifestazione ha coinvolto praticamente tutte le scuole di Borgosesia, dalle elementari con le classi quinte di Cancino e Aranco, col progetto l’Abc della Fattoria, alle medie, classi I C e I D con allievi del corso musicale, infine al liceo scientifico e sociale, l’Iis Lancia con l’Iti Lirelli e l’Ipia Magni.

Tutte le scuole hanno partecipato al progetto Pillole in versi, che riprenderà a settembre, e così ci sono state letture di poesie da parte di professoresse e allieve, in particolare alcune studentesse della classe II Moda dell’Ipia Magni (Valentina Brunetti, Marianna Conti, Ecaterina Melut, Vanessa Buccheri). Importante è stato anche il progetto portato avanti dalla classe III Moda “Una moda senza gabbie”: professoresse e professori (Anna Rita Steni, responsabile del progetto, Anna Novali, Elisa Primo ed
Emanuele Trotto) con le ragazze hanno dipinto sugli abiti bianchi da loro stesse confezionati disegni e scritte contro ogni forma di crudeltà sugli animali, in particolare contro gli allevamenti intensivi. È stata una vera festa, colorata, piena di voci, suoni, disegni, con la mostra dei vestiti e un gran sole. Soprattutto tanta poesia e tanta partecipazione delle persone. Grazie dunque a bambini e bambine, alle studentesse e agli studenti. Grazie ai docenti: le maestre Luisella Angeli e Silvana Mazza. I docenti e le docenti delle scuole medie. Le professoresse Monica Cristina, Carla Ferraris, Maria Cristina Squaratti, Maria Rosa Panté, Lucia Tancredi e Maria Teresa Ubertalli delle scuole superiori che hanno letto delle poesie.

Istituto istruzione superiore Lancia

18/06/21

Aism Gardenia

Giornata della Sclerosi Multipla

"Tantissime persone hanno contribuito a fermare la malattia"

Aism Vercelli ringrazia quanti hanno acquistato le gardenie

Quest’anno, per la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, domenica 30 maggio, tantissime persone hanno contribuito a fermare questa malattia, ancora oggi inguaribile, con un fiore, la Gardenia di Aism. Dal 27 maggio al 7 giugno sono state distribuite in Italia centinaia di migliaia di piante, raccogliendo 3 milioni di euro per la ricerca, l’unica arma oggi per sconfiggere la sclerosi multipla, e per garantire le risposte di cura, assistenza e supporto per le persone con SM sul territorio, ora più che mai fondamentali.

Anche la nostra Provincia ha risposto con la consueta generosità; le piante di Benvenuta Gardenia sono state cercate, distribuite ed esaurite, ben 655, grazie a tanti inarrestabili volontari e alle Associazioni che hanno collaborato: alpini di San Germano e Santhià, bersaglieri di Vercelli Bianzè e Tronzano, carabinieri della sezione di Livorno Ferraris (anche a Crescentino e Saluggia), Croce Rossa Italiana, finanzieri.

Grazie a tutti i benefattori, un grazie particolare alla sindaca di Asigliano, sempre al fianco di Aism, e agli esercizi commerciali di Cigliano, Crescentino, Moncrivello, Vercelli e Villata, e alle Strutture ospedaliere di Vercelli che ci hanno concesso l’autorizzazione per installare le postazioni.

La sezione di Vercelli di Aism

16/06/21

centri estivi

L'ingiustizia

Centro estivo: 55 euro i bimbi normali, 420 i disabili

Il caso di un paese del Vercellese, raccontato da una mamma

Da una mamma riceviamo e pubblichiamo.

Ho scelto la soluzione egoista. Salvo mio figlio, tutti gli altri affondino.

Ma non nego che ho un macigno sul cuore: per questo scrivo questa lettera, perché nessun bambino deve essere tagliato fuori dalla possibilità di stare coi suoi coetanei, con i compagni, gli amici, i cugini. Non nel 2021. A maggior ragione dopo quello che abbiamo vissuto. E perché nessuna mamma che debba (o voglia) lavorare, perché il suo stipendio serve alla famiglia o anche semplicemente perché quel lavoro le serve per realizzare se stessa, se non può contare su aiuti esterni (leggasi nonni) sia costretta a rinunciare al lavoro per stare con suo figlio, come già troppe hanno dovuto fare durante il lockdown.

La questione è questa: il centro estivo del paesino in cui vivo chiede ai residenti una quota di 55 euro a settimana (che diventano 73,50 per i non residenti). Fin qui nulla da eccepire: il prezzo mi sembra tutto sommato equo, vista anche la qualità del servizio (le educatrici sono le stesse che hanno già seguito i bimbi tutto l’anno durante il doposcuola e sono veramente in gamba).

Purtroppo però quei 55 euro a settimana diventano 420 se a voler frequentare il centro estivo è un minore disabile, come mio figlio, che per tutelarlo ribattezzerò Marco. Infatti il bando dice che “il maggior costo dell’assistenza dedicata ai minori disabili sarà a carico delle famiglie degli stessi”.

Peccato che quelle stesse famiglie di carico ne abbiano già parecchio. Quella cifra non è certo alla portata di tutti. Forse, con qualche grosso sacrificio (magari rinunciando alle vacanze), la mia avrebbe anche potuto sostenere quel costo. Ma non per tutti è così. E i minori disabili, che la cosa piaccia o meno, esistono. Alcuni lo sono dalla nascita, altri magari lo diventano dopo una malattia, dopo un incidente. Ovviamente non lo auguro a nessuno, ma la verità è che nessuno può dirsi salvo. Nemmeno i genitori di figli sani e belli.

Pur nella disgrazia, mio marito ed io siamo stati fortunati: Marco, pur con le sue difficoltà, è un bambino socievole, abbastanza autonomo, che cerca ed ama la compagnia degli altri bimbi (che, essendo figlio unico, tanto gli è mancata durante l’ultimo anno e mezzo). Lui stesso ha chiesto di poter frequentare il centro estivo, insieme ai cugini, ai compagni di classe e agli altri bimbi del paese. Se non ci andasse, rimarrebbe solo, perché tutti i suoi amici ci andranno.

E ci andrà, grazie all’entusiasmo di una stagista, una giovane ragazza che deve svolgere durante l’estate l’attività di PCTO e che ho contattato tramite le splendide colleghe della scuola in cui ho lavorato fino al 2016. Marco avrà un’educatrice  dedicata (pagata da noi) solo un giorno a settimana, quando i bimbi andranno in piscina e sarà necessario che venga seguito da una persona specializzata. Gli altri giorni starà con Beatrice (anche questo è un nome di fantasia), con le altre educatrici e con tutti gli altri bimbi. Però a mio avviso non è giusto che sia la famiglia e non il Comune a farsi carico di queste situazioni. Non è logico che il sindaco, al quale ho chiesto un colloquio per esporre il problema, mi risponda che non ci sono fondi perché tutto il denaro disponibile “è stato impiegato per le cause, perché gli avvocati costano” (testuali parole). Non esiste solo mio figlio: ci sono anche altri bambini diversamente abili, che magari vorrebbero poter frequentare il centro estivo. Altre mamme, altre famiglie, che vivono situazioni di difficoltà spesso grave, e che come sempre vengono lasciate sole. Inizialmente avevo pensato di avviare una raccolta fondi per aiutare Marco e tutti gli altri bimbi nella sua situazione.

Ma il centro estivo inizia a breve e questa soluzione, per essere realizzata, avrebbe richiesto tempo. Dunque ho scelto la strada più semplice, più immediata, più alla portata di mano, per aiutare mio figlio a raggiungere il suo obiettivo. Ma il problema a mio avviso è tutt’altro che risolto. E non smetto di pensare a tutti gli altri, che non hanno le possibilità, i contatti, o magari la voglia di lottare ancora contro una società che si dice inclusiva soltanto a parole, perché “inclusività” (un po’ come “resilienza”) è un’etichetta buona per tutti gli usi, ma che poi quando i disabili diventano un capitolo di spesa sistematicamente li dimentica e li esclude.

12/06/21

"In che modo i vercellesi vengono formati all'uso dei defibrillatori?"

Parola ai lettori

"In che modo i vercellesi vengono formati all'uso dei defibrillatori?"

L'interrogazione dei consiglieri di minoranza

Gentile direttore, di seguito un'interrogazione protocollata giovedì 10 giugno, congiuntamente al gruppo di SiAmo Vercelli, in cui si chiede quali azioni l'Amministrazione abbia in piano per mettere in pratica la mozione approvata all'unanimità nel 2020 in merito alla sensibilizzazione e formazione della cittadinanza all'uso dei defibrillatori.

In data 15 maggio 2020 veniva approvata all’unanimità la mozione “Vercelli città cardioprotetta”, promossa dal gruppo consiliare SiAmoVercelli, nella quale si impegnava l’Amministrazione a promuovere azioni quali: - mappare e mettere in rete i defibrillatori pubblici e privati presenti in città; - promuovere annualmente una campagna di formazione, sensibilizzazione e addestramento negli istituti d’istruzione primaria e secondaria; - promuovere l’informazione, la sensibilizzazione e l’addestramento dei cittadini istituendo corsi di Primo Soccorso e Bsld (Basic Life Support- defibrillatore semiautomatico esterno) per laici gestiti dall’Asl e da Enti riconosciuti ed abilitati dalla Regione Piemonte, anche in collaborazione con le Associazioni di Volontariato presenti sul territorio.
Si interroga per sapere: - in che modo nel corso del 2021 l’Amministrazione intenda dare seguito alle azioni previste dalla mozione citata in premessa per migliorare la formazione dei cittadini vercellesi nell’uso dei defibrillatori.

I consiglieri comunali
Alberto Fragapane, Michele Cressano, Maura Forte, Manuela Naso, Carlo Nulli Rosso (Partito Democratico);
Alfonso Giorgio (Vercelli per Maura Forte); Renata Torazzo, Piero Boccalatte (SiAmo Vercelli)

10/06/21

Salvatore Orifici

Salvatore Orifici, segretario regionale Fsi Usae

Parola ai lettori

Sanitari non vaccinati: "Legge di difficilissima attuazione"

Il commento del presidente regionale Fsi Usae

La delegazione regionale Fsi Usae (Federazione sindacati indipendenti - Unione sindacati autonomi europei) composta da Salvatore Orifici e Giusy Pace, ha partecipato ieri 8 giugno 2021 al confronto regionale indetto dalla Direzione della Sanità Pubblica dell’Assessorato alla Sanità sul tema dell’obbligo vaccinale del personale sanitario. Dall’oggetto della convocazione era intuibile il punto di ricaduta: l’applicazione della Legge 76/21. La Direzione della Sanità Pubblica regionale ha snocciolato i dati provvisori dei dipendenti sanitari del Servizio Sanitario Regionale che non si sono sottoposti alla vaccinazione Sars-Cov-2, anticipando che allo stato mancano all’appello dei vaccinati oltre 5.000 sanitari. Dato sicuramente ancora sottostimato poiché non completo e carente dei lavoratori somministrati e di coloro che operano nell’ambito degli appalti. Il dato tuttavia non sorprende, poiché è linea con la percentuale media nazionale stimata intorno al 15%. Tutte le categorie professionali sanitarie, nessuna esclusa, dai medici, al personale infermieristico, tecnico sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, presenta in Piemonte numeri di non vaccinati di assoluto rilievo. L’applicazione della Legge che prevede la misura estrema della sospensione dal servizio senza retribuzione diviene pertanto di difficilissima attuazione, specie nel periodo estivo con i piani ferie già autorizzati e con la consueta riduzione di talune attività. A questo si aggiunga la difficoltà del recupero delle liste d’attesa createsi dal forzato stop per l’emergenza sanitaria; obiettivo nazionale, oltre che regionale, per fornire a migliaia di cittadini le prestazioni sanitarie da troppo tempo interrotte. Sono ormai moltissimi mesi che i cittadini attendono di essere chiamati per interventi chirurgici, visite mediche, prestazioni diagnostiche, ecc. Insomma una mole di lavoro straordinaria che richiede già di per sé la presenza degli organici a pieno regime, a cui si aggiunge la campagna vaccinale, altra attività che assorbe non poche risorse. Ma non solo, le prestazioni aggiuntive fino ad oggi rese dal personale non hanno trovato il corretto corrispettivo economico concordato a livello regionale e qualora non si risolva subito questo aspetto, il rischio è di avere sempre meno adesioni per le prestazioni straordinarie e di mandare il tilt il piano di recupero delle attività sanitarie. Il tema vaccinale Sars-Cov-2, oltre che scientifico, dove sono presenti posizioni fortemente contrastanti e divisive nello stesso mondo sanitario, riveste quindi soprattutto il prevalente aspetto giuridico, proprio in considerazione del fatto che il legislatore, piuttosto che sull’educazione sanitaria, ha scelto per i sanitari, forse frettolosamente, di imporne l’obbligo puntando sull’effetto alone delle penalizzazioni; efficacia tuttavia che ha trovato terreno più fertile nel settore della sanità privata e socio assistenziale, laddove i contesti lavorativi sono bilanciati fra le parti in modo diverso rispetto al servizio pubblico. La Fsi Usae lo aveva comunque previsto: la legge sull’obbligo vaccinale, così come formulata, contiene diverse criticità giuridiche e mette a rischio il concreto adempimento alle norme che tutelano i diritti costituzionali dei lavoratori e dei cittadini italiani. Con una nota del 10 maggio 2021 nell’ambito dell’audizione in Senato – Atto n. 2167 – la Fsi Usae aveva già lanciato un appello ai Senatori affinché provvedessero a correggere la formulazione del D.L. 44/21. L’appello del Segretario Generale Adamo Bonazzi di fatto è stato inascoltato e la Legge di conversione 76/21 ha replicato tutte le criticità e le imperfezioni presenti nel D.L. 44/21. Anzi per certi versi sono state amplificate. Non resta che richiamare l’analisi della Fsi Usae rivolta ai Senatori ai quali è stato rilevato che la vaccinazione obbligatoria non sembra controbilanciare l'interesse collettivo a scapito dell'autodeterminazione dell’individuo stabilita dall'art. 32 della Costituzione laddove stabilisce che :“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” La proposta dalla Regione Piemonte di rinviare il confronto a fine giugno, condivisa da tutte le organizzazioni sindacali, allo stato appare l’unica soluzione ragionevole, nella speranza che i dati in miglioramento riferiti all’emergenza sanitaria possano giovare al legislatore e portare consiglio per una riformulazione più adeguata della norma relativa alla vaccinazione Sar-Cov-2. 

Il Segretario Regionale del Piemonte
Salvatore Orifici

09/06/21

Sciacallo dorato

Un esemplare di sciacallo dorato

Parola ai lettori

Piemonte: progetto di monitoraggio sullo sciacallo dorato

Lo spiega Fabio Savini dell'Università di Torino

l recente investimento di un maschio giovane di sciacallo dorato (Canis aureus) a Strambinello (Baldissero Canavese, Torino) ha riportato alla ribalta anche in Piemonte l'espansione di questa specie in Italia. Riportato perché non si tratta del primo sciacallo arrivato in Piemonte.

Un soggetto di questa specie ha raggiunto il Po piemontese, già nell’estate del 2020, con la prima segnalazione il 29 luglio (avvistamento di A. Maestri a Pontestura, Alessandria), poi monitorato da survey bio-acustiche e da fototrappolaggio dal personale dell’Ente Parco. Ma la presenza di questa specie di origine asiatica in Piemonte non deve stupire, essendo ormai distribuita in tutta Italia settentrionale, con caposaldi riproduttivi nel Triveneto e in Emilia-Romagna. Il Piemonte rappresenta attualmente la punta occidentale avanzata della sua espansione in Italia, mentre a Sud essa è ormai arrivata in Provincia di Ravenna (Pineta di san Vitale). Una sintesi delle conoscenze aggiornata al 2021 si può leggere qui

In tutte le zone di neo-colonizzazione il piccolo canide viene regolarmente confuso con lupo e volpe. Ciò accade in tutta Europa ed è del tutto comprensibile, perché fino agli anni ‘80 la specie era presente soltanto in limitate zone della Grecia, Slovenia, Croazia, Macedonia, Serbia, Bulgaria e dell’Ungheria. Nel nostro paese è stata segnalata soltanto nel 1984 (primo esemplare abbattuto a San Vito di Cadore, Belluno) e non è ancora entrata nell’immaginario collettivo. Ciò giustifica fisiologiche e continue  confusioni volpe/sciacallo/lupo. Per ridurle è stato creato un apposito sito web che mostra casi dubbi in fase di verifica (vedi qui) in modo che tutti possano fruirne liberamente in gran parte dell'Italia Padana. Il lavoro di monitoraggio che si sta portando avanti, coinvolgendo professionisti del settore, risulta quindi di fondamentale importanza per la salvaguardia di questa specie di canide in così forte espansione nella parte settentrionale della penisola. Pertanto segnalazioni di avvistamenti di possibili esemplari di sciacallo dorato, se documentati con foto o video insieme all'esatta posizione geografica, possono essere di grande utilità nel tracciare gli spostamenti e nello studio delle dinamiche di popolazione di questa specie. Di seguito si riportano i contatti a cui mandare le segnalazioni: dr. Savini Fabio - Monitoraggio Regione Piemonte - [email protected]; dr. Lapini Luca - Responsabile Monitoraggio Nazionale - [email protected]

Dr. Fabio Savini - Dottore in Scienze Naturali
Master's degree student in Evolution of Animal and Human Behaviour
University of Turin - Italy

08/06/21

"Scegliendo i fitosanitari si fa marcia indietro sulla sostenibilità"

Fragapane

"Scegliendo i fitosanitari si fa marcia indietro sulla sostenibilità"

Riceviamo e pubblichiamo

Sul tema della gestione del verde pubblico il centrodestra vercellese conferma incoerenza e scarsa lungimiranza.

Il Consiglio Regionale ha recentemente approvato all’unanimità una mozione del Movimento 5 Stelle sul tema della gestione del verde pubblico, che tra le altre cose indica testualmente di fare ricorso a “tecniche e metodi alternativi all’impiego di prodotti fitosanitari pericolosi”, attraverso diserbo fisico, meccanico e “l’impiego di prodotti composti da principi attivi non pericolosi”. Una mozione votata anche dal centrodestra, che comprende gli stessi partiti e in alcuni casi gli stessi consiglieri che sorreggono l’attuale giunta Corsaro.

A Vercelli, i segretari dei due principali partiti di maggioranza, Lega e Fratelli d’Italia, hanno affermato come il testo votato in Regione “ricalchi di fatto la strategia posta in essere dal nostro comune per la gestione del verde urbano”.

Si tratta di un testo che, invece, dà un indirizzo totalmente differente rispetto alle scelte dell’attuale amministrazione vercellese, che dallo scorso anno ha deciso di reintrodurre la possibilità di utilizzare prodotti fitosanitari convenzionali per la gestione del verde pubblico, in controtendenza rispetto alle scelte della precedente giunta di centrosinistra che li aveva aboliti.

A partire dal 2016 la Giunta Forte aveva infatti attivato un percorso che, pur nella sua non facile introduzione, aveva reso Vercelli un esempio virtuoso nell’utilizzo di tecniche e prodotti a impatto minimo sull’ambiente.

La giunta attuale ha scelto di interrompere questo percorso. Una scelta di cui la maggioranza di centrodestra deve assumersi le responsabilità, spiegando alla città (e forse anche ai propri colleghi di partito in Regione e in Comune) perché mentre l’Europa, l’Italia e ora anche il Piemonte decidono di spingere sulla sostenibilità, Vercelli decide di fare marcia indietro.

04/06/21

"Quale sarà la sorte dei resti di epoca romana della torre libraria?"

Parola ai lettori

"Quale sarà la sorte dei resti di epoca romana della torre libraria?"

Le osservazioni di Italia Nostra Vercelli Valsesia

La Sezione di Vercelli-Valsesia di Italia Nostra ha appreso da alcuni giornali locali con compiacimento di un importante ritrovamento di strutture di epoca romana, grazie all’annuncio de La Rete di Vercelli, avvenuto durante gli scavi per la costruzione della “Torre libraria" in cui confluiranno le due biblioteche civica e universitaria Upo. Si tratta di un ennesimo ritrovamento romano e probabilmente alto medioevale, ciò che stabilirà il prossimo sopralluogo della Soprintendenza Archeologica del Piemonte Orientale. Questa Sezione, ha sempre chiesto alle Amministrazioni comunali succedutesi negli anni di recuperare e di valorizzare i ritrovamenti archeologici rinvenuti non solo per renderli fruibili alla cittadinanza con una visita in sicurezza, ma anche, quando malauguratamente non è stato possibile, come per esempio nel caso dei resti dell’opificio di via Derna, di recuperare tutti i reperti per renderli visibili e visitabili in città. Inoltre, questa Sezione si è battuta dalla sua costituzione nel 1987 affinchè i numerosissimi reperti recuperati dagli scavi in città degli ultimi 30 anni, ora depositati presso la Soprintendenza Archeologica regionale, ritornino al più presto a Vercelli per essere esposti con mostre tematiche realizzate presso il Mac di Vercelli. Pertanto, coerente con quanto suddetto, auspica che gli attuali ritrovamenti vengano adeguatamente resi pubblici sia attraverso una conferenza stampa appositamente organizzata che, successivamente, renderli visitabili preliminarmente con tutte le precauzioni tecnico-scientifiche. Infine al termine degli scavi programmati, questa Sezione auspica fortemente che sia il Comune di Vercelli che la Soprintendenza, decidano che l’intera area non sia interrata ma restaurata affinché possa aggiungersi alle altre aree archeologiche in vista in città e visitabili dalla cittadinanza ed ai turisti interessati. Questa Sezione rimane a disposizione delle Autorità preposte per collaborare a creare le condizioni per un rilancio della conoscenza del grande patrimonio storico ed archeologico della nostra Città.

Italia Nostra - Sezione Vercelli Valsesia

04/06/21

Spi Cgil

Parola ai lettori

"Ecco la nostra proposta unitaria per il dopo Quota 100"

La nota dello Spi Cgil Vercelli Valsesia

Cgil, Cisl e Uil presentano al Governo la loro proposta unitaria per il dopo Quota 100. L’obiettivo è creare una flessibilità per l’accesso alla pensione che consenta un equilibrio dei costi della previdenza, che ricomincerà a correre per andare a raggiungere, tra 10 anni, un picco di spesa intorno al 17,4% del Pil. Nel 2020 la spesa per le pensioni si aggira intorno ai 28 miliardi di euro, crescerà del 2,3-2,5% ogni anno, quindi la trattativa con il Governo dovrà obbligatoriamente essere condizionata da questi dati. Allo stesso tempo la trattativa deve garantire pensioni adeguate proporzionate alla contribuzione versata, per evitare il ricorso al lavoro nero e all’evasione contributiva. La riforma Fornero, con i suoi limiti e le sue storture, doveva garantire un impatto strutturale sul sistema pensionistico italiano e assicurare a lungo termine stabilità e sostenibilità; ma nel tentativo di correggere limiti e storture si sono creati errori ulteriori che necessitano di interventi di riequilibrio. La sperimentazione di Quota 100, Reddito e Pensione di Cittadinanza rischiano, se non corretti, di determinare il collasso del sistema. Le due prestazioni, stabilite in fretta e furia, non spinte da giustizia sociale ma da meri calcoli politici elettorali, hanno creato ingiustizie evidenti: lavoratori con 42 anni di contributi e 61 di età non avevano diritto a pensione; per contro, con 38 di
contributi e 62 di età, invece, sì. Altra ingiustizia si creava in alcuni casi con la Pensione di Cittadinanza, che equipara pensioni con 15 anni di contribuzione a pensioni con 20-25 di contribuzione; storture che, sommate al blocco della perequazione automatica, ha svalutato in maniera evidente il valore dei versamenti contributivi nel rapporto con l’importo della pensione. La proposta delle tre sigle sindacali rimane sempre una proposta organica del sistema previdenziale, nel tentativo di superare anche una considerazione distorta, che vede il nostro sistema previdenziale solo come un costo, mentre deve essere considerato sotto il profilo della sostenibilità sociale del nostro Paese. 

La piattaforma presentata al governo dai sindacati prevede: - flessibilità in uscita; - età pensionabile a 62 anni per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, oppure 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica; - sostegno alle categorie deboli con particolare attenzione per quelle che rientrano nell’A.PE. sociale (disoccupati, invalidi, chi assiste una persona con disabilità, chi ha svolto lavori usuranti o gravosi). Al governo, Cgil, Cisl e Uil chiedono la riattivazione della commissione di analisi delle gravosità dei lavori e la valutazione delle fragilità che potrebbero determinarsi sia a seguito della pandemia che a seguito di eventi impropri, come i disoccupati di lunga durata, gli esodati o i lavoratori con riconoscimenti Inail e, più in particolare, coloro che sono affetti da malattie professionali. Rimanendo comunque profonde differenze di genere, si propone di prorogare l’Opzione Donna e la valutazione contributiva del “lavoro di cura” attraverso coefficienti di valore della pensione o con anticipazioni dell’uscita per pensionamento. La tutela dei giovani, del lavoro povero e discontinuo e la pensione di garanzia. Il mondo del lavoro ha subìto profonde trasformazioni che incidono particolarmente anche sugli aspetti previdenziali; è necessario quindi entrare nel merito delle vecchie norme e adeguarle alle nuove realtà. Lavori discontinui, part-time a bassa remunerazione, lavori stagionali, che coinvolgono particolarmente i giovani e le donne, richiedono un intervento sugli aspetti previdenziali che attenuino gli effetti negativi che produrrebbero sulle pensioni. La richiesta di una pensione di garanzia, di una integrazione contributiva, rapportata sempre agli anni e ai contributi effettivamente versati, che valorizzi i versamenti dei contributi e non “a tutti e comunque”, che recuperi periodi di disoccupazione e formazione al fine di stimolare l’interesse dei soggetti coinvolti, diventa una necessità ovvia, da garantire anche attraverso la fiscalità generale.

Un altro obiettivo della piattaforma sindacale riguarda il secondo pilastro del nostro sistema previdenziale. Nonostante vari interventi, non sembra susciti interesse nel mondo del lavoro; la previdenza complementare è sempre più sconosciuta e ha necessità di essere riproposta e rilanciata. Proporre un nuovo periodo di silenzio-assenso e una adeguata e trasparente campagna promozionale in tutti i settori di attività diventa opportuno, così come può essere necessario anche riportare la tassazione alle precedenti percentuali più favorevoli. Il sistema ha bisogno di più componenti per essere adeguato. L’adeguatezza e la sostenibilità ha certamente bisogno di un’economia positiva, ma ha anche la necessità di essere un sistema che ripaga, il che significa che a versamenti contributivi adeguati corrisponda una pensione adeguata, anche nel tempo. I contribuenti devono avere questa garanzia, pertanto le pensioni in essere devono avere la giusta rivalutazione e la giusta tassazione. In Italia i redditi da pensione sono tassati il doppio rispetto agli altri Paesi e negli ultimi anni (da dieci anni, ormai) le pensioni in essere non sono state adeguate al costo della vita. Questa situazione può creare certamente atteggiamenti di disinteresse verso il sistema previdenziale con conseguenze catastrofiche per la sicurezza e protezione sociale. La trattativa è in corso, il Sindacato è pronto al confronto serio, senza eccessi, ma anche pronto a difendere le proprie posizioni nell’interesse di un equilibrio che non veda penalizzata sempre l’adeguatezza delle prestazioni. 

Spi Cgil Vercelli Valsesia 

04/06/21

Messa Uciim

Gli studenti con l'arcivescovo Arnolfo

Duomo

Vercelli: celebrata da monsignor Arnolfo la messa dell'Uciim

L'iniziativa in collaborazione con l'Ufficio scuola dell'Arcidiocesi

Venerdì 28 maggio il Duomo di Vercelli si è riempito in ogni ordine di posti (nel rigoroso rispetto delle norme di distanziamento) da parte degli studenti della terza media e dell’ultimo anno delle superiori della città e del territorio (folta la rappresentanza del Liceo scientifico Avogadro, dell’Istituto Lagrangia, dell’Istituto comprensivo di Tronzano). L’occasione era la speciale messa degli esami, organizzata come ormai è tradizione dalla sezione vercellese dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi), in collaborazione con l’Ufficio Scuola dell’Arcidiocesi.

Tanti studenti hanno infatti accolto l’invito dei loro insegnanti, in particolare di quelli di religione, che hanno saputo motivarli e poi hanno voluto accompagnarli per condividere in cattedrale un bel momento di riflessione e di preghiera. La messa, celebrata dall’Arcivescovo Monsignor Marco Arnolfo insieme a Monsignor Giuseppe Cavallone e a Monsignor Mauro Rizzi, è stata accompagnata dai canti eseguiti dal gruppo dei giovani della comunità pastorale del Concordia- Regina Pacis, che hanno saputo creare una intensa atmosfera di raccoglimento e di coinvolgimento.

Nell’omelia l’arcivescovo ha invitato i ragazzi a farsi discepoli della scuola di Gesù, che è scuola di amore, e ad impegnarsi subito per dare buoni frutti, per il bene di tutti gli uomini e di tutto il creato; ha insistito sull’importanza di entrare senza esitazione nella stagione dell’amore, anche come via di ripresa e rinascita dalla dolorosa esperienza della pandemia. Particolarmente commovente è stato il momento delle preghiere dei fedeli: dopo le invocazioni generali, gli studenti hanno portato ai piedi dell’altare le loro personali e intime preghiere, deponendole silenziosamente in un cesto, a testimoniare il desiderio di riporre simbolicamente nel cuore di Gesù i loro più profondi e sinceri bisogni. La lettura corale della speciale preghiera per gli esami scritta sul segnalibro, omaggio tradizionale dell’incontro, e la benedizione solenne dell’Arcivescovo hanno concluso la celebrazione.

Uciim Vercelli

01/06/21

Anffas Vercelli

Il gruppo Anffas a Varallo

Parola ai lettori

Anffas Vercelli: "La nostra bellissima gita al Sacro Monte"

Il gruppo ha potuto assistere al passaggio del Giro d'Italia

Dopo molti mesi nei quali non è stato possibile andare in gita insieme, ora, finalmente tutti “vaccinati” abbiamo preso al volo questa occasione. I nostri amici Umberto e Marco del Gruppo Forza Italia Giovani di Vercelli hanno infatti organizzato per noi una bellissima gita al Sacro Monte di Varallo. Venerdì 28 maggio, alle 9,30 un bellissimo pullman turistico ci attendeva e tutti insieme, nel rispetto delle distanze interpersonali in vigore, ci siamo saliti con una gioia che non provavamo da tempo.


Non ci sembrava vero di avere con noi le borse frigo, le coperte ed i panini per il pranzo al sacco. I partecipanti, ospiti della Comunità e Centro Diurno di Anffas Vercelli, uniti ad altri amici, erano felicissimi di poter rivivere queste esperienze che tanto mancavano. Arrivati a Varallo siamo subito saliti al Sacro Monte con l’emozionante tragitto in funivia, abbiamo fatto visita alle Cappelle e poi ci siamo concessi un piacevole pic-nic ridendo e scherzando tutti insieme. Al ritorno, siccome le strade erano bloccate per i passaggio del Giro d’Italia, abbiamo trovato posto su di un prato nei giardini di Varallo ed abbiamo così anche visto il passaggio dei Campioni e delle loro colorate ammiraglie. Una giornata bellissima, che ha riempito tutti di gioia e per la quale vogliamo ringraziare di cuore i nostri nuovi amici Umberto e Marco.
Grazie davvero.

Il Gruppo ANFFAS Vercelli

01/06/21

Bicicletta

Parola ai lettori

"Bici rubata, ma la visione del filmato è a discrezione del magistrato"

La lettera di un vercellese: "Le telecamere sono quindi inutili?"

Egr. sig. Sindaco buongiorno.
                                   Scrivo per lamentarmi e informarLa insieme, di un disagio se non un vero e proprio fastidio, che immagino non sia solo mio. Qualche domenica fa, (ma la giornata è ininfluente) mia figlia, vista la giornata di sole e la prima vera possibilità di uscire, presa la bicicletta e raggiunto il centro, l’ha lasciata (ben legata e assicurata con catena agli appositi e previsti supporti) sotto il portico del Comune, pensando che l’area e il continuo passaggio delle persone, fossero o potessero di per sé costituire un possibile freno o deterrente per gli opportunisti ladri. Fiducia ahilei mal riposta, ma, si sa, l’occasione appunto fa l’uomo ladro, proprio come il film omonimo. Al di là delle facili e comuni conclusioni, quello che avvilisce, lei soprattutto (mia figlia), è che pur avendo adottato comportamenti di precauzione, correttezza e di dovere civico, denuncia compresa, si è sentita rispondere che la visione dell’eventuale registrazione dei filmati è a discrezione del magistrato, che immagino io, non ravvisi la gravità per richiederne l’acquisizione. Intanto, il furto è stato perpetrato anche ai danni di altre sfortunate persone che in quell’ora hanno avuto la pensata di lasciare le loro biciclette nello stesso spazio, ma, ed ecco la ragione del mio sfogo, posto che si potesse risalire agli autori del fatto e accettato anche che il giudice avesse avuto e abbia altre urgenze e incombenze a cui dedicarsi, perché non far si che la visione dei filmati stessi (non essendo a disposizione della parte lesa ovviamente) possa essere demandata ad altra figura nel rispetto della tanta consumata e dispensata privacy?
Il senso di delusione, scoramento e di vero sconforto nascono dalla constatazione che chi delinque in un modo o nell’altro, specie se per soli danni alle cose, è sicuro di non incorrere assolutamente in alcuna ammenda o addebito di quanto causato, in smacco a coloro che credono o confidano nelle autorità, nella giustizia terza, o alle blandissime misure pseudo preventive più che nel senso civico e nell’educazione. Insomma ma che società è quella in cui i suoi rappresentanti più autorevoli, preposti alla tutela dei valori in essa sostenuti e condivisi, si limitano all’enunciazione dei medesimi lasciando alla libera mercé dei trasgressori i cittadini che dovrebbero assicurare o almeno tutelare, invece di accettare, forse, (specie quando il danno e di altri) la sopportazione del minimo danno provocato. Cosa rispondo io a mia figlia, sul perché, pur vedendo telecamere, cartelli, apparecchi di bloccaggio, si trova a dover constatare l’inutilità di quanto previsto e incautamente millantato per il presunto controllo delle aree comuni e in nome della altrettanto ipotetica sicurezza delle persone, come pure di chi l'ha così ingenuamente pensato per lo scopo? Mi trovo sinceramente in difficoltà a giustificare le ragioni di tale mancanza, ancor peggio se acquisita a sistema, come un dato scontato, o al più di interesse meramente statistico. So, viceversa cosa nell’imminenza dovrò fare; comprare una nuova bicicletta, con la fondata preoccupazione però che potrà nuovamente incorrere in altre creativi recuperi. Mi farebbe piacere ricevere un pensiero o qualsiasi osservazione che valga le domande poste. Grazie per l’attenzione eventuale.

Gabriele Zannetti

01/06/21

Pd Cigliano

Pd Cigliano

Circolo Pd di Cigliano

"Oggi ci troviamo un paese a pezzi"

Critiche al sindaco Diego Marchetti

Esattamente due anni fa è stato eletto sindaco Diego Marchetti. Dopo una campagna elettorale piena di promesse, oggi ci troviamo un paese a pezzi: la scuola dell’infanzia non c’è più; La scuola primaria, quella che doveva essere la scuola provvisoria, è un cantiere; il parco giochi è chiuso da due anni. Nessuna iniziativa culturale e di sostegno al commercio. Ad oggi l’unico atto tangibile di questa amministrazione è un semaforo, Rosso, per noi.


Circolo Partito Democratico Cigliano

31/05/21

Scavo Pisu piazza Antico ospedale

I resti romani rinvenuti in piazza Antico Ospedale

Parla La Rete

Strutture di epoca romana in piazza Antico ospedale

"Lo scavo potrebbe celare ancora qualcosa"

Apprendiamo che nell’angolo est della 'Piazza antico ospedale', nell’area racchiusa tra il colonnato dell’ex nosocomio e il monastero di San Pietro Martire, sono state rinvenute diverse strutture di epoca romana. Il cantiere che le ha riportate alla luce è stato installato su iniziativa del Comune per realizzare i lavori della 'Torre libraria', polo culturale che concentrerà in un nuovo edificio alcune eccellenze vercellesi come la biblioteca civica e universitaria.

Lo scavo in essere mette in mostra murature romane in ciottoli con svariate tracce di laterizi e pavimentazioni; si nota che la porzione centrale della stratigrafia è molto antropizzata (di colore più scuro) e potrebbe celare ancora qualcosa. Ritrovamenti simili sembrano l’ideale per un luogo deputato a sede di conoscenza e cultura. Approfondire lo scavo per evidenziarne le aree di maggior interesse sarebbe il primo passo che dovrebbe portare alla valutazione di una variante al progetto edilizio in corso, da modificare in modo da rendere visibili/accessibili i reperti sottostanti. Si potrebbe pensare a una pavimentazione in vetro calpestabile o a fondazioni su micropali, con la valorizzazione archeologica 'underground'. Alternative del genere sono già state messe in atto in moltissimi contesti simili (basti ricordare lo splendido mosaico si S. Elisabetta a Perugia, salvato grazie a una modifica ai piani di costruzione, che ancora oggi si può ammirare accedendo agli scantinati della Facoltà di Chimica). Oppure, per rimanere in città, al condominio di via Pastrengo, che è stato sopraelevato in corso d’opera per mantenere intatte e visitabili le banchine del porto canale di epoca romana ritrovate durante gli scavi di fondazione.

Da tempo, con la realizzazione del MAC, Vercelli conserva ed esibisce l’importanza del suo patrimonio antico, e anche la salvaguardia dei resti appena scoperti dovrebbe essere l’occasione per confermare questa tendenza. Sicuramente la situazione è da valutare e le scelte vanno ponderate, ma è gusto sia coinvolta la cittadinanza, oltre al MAC stesso, al Museo Leone, alla Società Storica, e chiunque abbia a cuore la valorizzazione dei beni locali. È auspicabile che la popolazione esprima un parere nell’interesse della propria città, senza essere esclusa dalle decisioni della Soprintendenza.

Vercelli ha già perso molti – troppi – pezzi del suo passato antico, e nonostante le intenzioni a fine ‘800 fossero promettenti (con l’istituzione della Commissione Archeologica Comunale) si è poi assistito al graduale disinteresse per siti significativi (prima fra tutte l’area dell’anfiteatro, le terme in totale stato di abbandono, la domus di via Dal Pozzo, la chiesa di San Bartolomeo al rione Concordia, gli ingenti ritrovamenti della Croce di Malta, la necropoli romana di Porta Torino o, ancora più notevole, quella di via Asiago) o alla loro distruzione (vedi la maggior parte delle strutture della ex “Casa della Pitardina” o quella ancora più plateale quanto insensata dell’opificio di via Derna, che ci ha privati di un complesso importante per ricoprire tutto con l’asfalto di un parcheggio che spesso rimane semivuoto). Anche per ciò che è appena stato scoperto negli spazi dell’ex parcheggione ci auguriamo non si ripeta quanto successo in passato. La realizzazione di un polo culturale non può fondarsi sulla distruzione della cultura.

Il coordinatore de “La Rete”

Maurizio Roccato

28/05/21

Consultori

La locandina dell'iniziativa

Parola ai lettori

"Fuori i pro vita dai consultori"

Un presidio a Novara sabato 29 maggio

Gentile direttore,
                       la Regione Piemonte ha sferrato un attacco frontale alle donne ed alla loro autodeterminazione. Attraverso un bando emanato dalla regione stessa, infatti, verrà concesso alle organizzazioni antiabortiste di entrare all'interno dei consultori per diffondere la loro tossica e violenta propaganda ideologica contro il diritto ad interrompere la gravidanza. Come se già non ci fossero lungaggini burocratiche e violenze di altro genere su chi sceglie abortire. Non possiamo rimanere in silenzio. Come soggetti che ogni giorno lottano contro la violenza patriarcale, pretendiamo consultori liberi, gratuiti ed accoglienti anche per tutte le soggettività che ne necessitano. Pretendiamo: l'abolizione dell'obiezione di coscienza e la possibilità di accedere all'interruzione di gravidanza in modo sicuro, gratuito e in ogni struttura ospedaliera; l'accesso gratuito alla contraccezione ed alle cure ginecologiche; l’educazione sessuale ed affettiva nelle scuole inclusiva e non eteronormata e binaria per una sessualità libera e consapevole; il potenziamento dei consultori tale da renderli accessibili, accoglienti e pubblici, che non si occupino solo di cura delle sintomatologie, ma siano davvero luoghi a nostra misura, aperti a tutte le età. Per questo, sabato 29 maggio saremo in Piazza a Novara, contro il bando regionale, per difendere diritti acquisiti e conquistarne altri. Invitiamo tutti i soggetti ai quali stanno a cuore queste tematiche ad aderire all'iniziativa.

CollettivÉ™ Bruna - Gruppo Donne NovarArcobaleno
Collettivo Femminista - Vercelli Antifascista
CAN Comitato Antifascista Novarese
Collettivo per la Parità Intersezionale (Le Rêve)

27/05/21

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