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Cisl scuola: "Andiamo oltre il commento dei dati Invalsi e agiamo"

Il commento del segretario Gissi sul calo delle competenze degli studenti

Scuola

Danni enormi sull'apprendimento dei ragazzi soprattutto a causa della pandemia e della didattica a distanza. Il quadro emerge dal rapporto Invalsi: alle medie il 39% degli studenti non ha raggiunto risultati adeguati in italiano e il dato sale al 45% in matematica. Alle superiori i dati sono del 44% e del 51% con un + 9%. Le due regioni che sono andate peggio sono Puglia e Campania, quelle che hanno tenuto più di tutte i cancelli chiusi. Per le elementari, invece, i risultati sono stabili.

“Non sorprendono più di tanto i dati del rapporto Invalsi 2021 – dichiara Maddalena Gissi, segretario generale Cisl scuola - che evidenziano come la pandemia abbia avuto ricadute importanti anche sui livelli di apprendimento nelle fasce d’età su cui, come di consueto, viene condotta annualmente l’indagine. Era inevitabile che ciò accadesse, in un contesto segnato da lunghi periodi di sospensione delle attività in presenza, nei quali la didattica a distanza si è rivelata un rimedio solo parziale, nonostante il grande sforzo messo in atto dal mondo della scuola. Può essere casomai sorprendente quanto emerge dall’indagine circa il sostanziale mantenimento dei risultati, rispetto agli anni precedenti, nelle classi della scuola primaria: frutto anche, probabilmente, del fatto che la primaria ha lavorato molto di più in presenza rispetto alla secondaria, ma varrebbe la pena chiedersi, come ha fatto del resto lo stesso Ministro Bianchi, se ciò non sia anche legato ai modelli e agli stili della didattica che caratterizzano quel grado di scuola”.

“La lettura dei dati Invalsi – prosegue Gissi - conferma peraltro consuete fragilità e criticità di un sistema che fatica a intervenire efficacemente e in modo risolutivo su squilibri già tristemente noti, quelli che vedono penalizzate le situazioni di maggior disagio socio economico, sia in ambito familiare che territoriale. Sappiamo bene che si tratta di problemi non generati dalla pandemia, che li ha tuttavia resi ancor più evidenti e gravi, come ci confermano i dati Invalsi”.

Quindi, per Gissi vale la pena andare oltre l’analisi e il commento di quei dati: "Bisogna puntare l’attenzione – sottolinea - su ciò che va messo in campo per dare immediate risposte a ciò che dai dati stessi emerge: ridare al sistema di istruzione la sua funzione di ascensore sociale, eliminare o almeno ridurre disparità così accentuate, selezionando e finalizzando opportunamente le azioni necessarie. Sono gli obiettivi su cui da subito delineare una strategia efficace di intervento e di investimento, utilizzando al meglio le risorse del Pnrr e attuando coerentemente ciò che prevede il Piano per la scuola al centro del Paese”.

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