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Il percorso del Biodistretto del riso piemontese

Presentati alle Commissioni Ambiente e Agricoltura gli aggiornamenti

Biodistretto del riso piemontese

Un grande lavoro, una cura infinita, protocolli rigidissimi per la più piccola delle eccellenze piemontesi: il chicco di riso. Sono arrivati in Commissione ambiente del Consiglio regionale del Piemonte, riunita in seduta congiunta con l’Agricoltura, gli aggiornamenti da parte del Biodistretto del riso piemontese sul percorso intrapreso dalle aziende risicole biologiche e sui conseguenti benefici ambientali.

“Il Biodistretto del riso piemontese - spiega il presidente della Commissione ambiente Angelo Dago - è una associazione nata da pochi mesi per tutelare la produzione biologica e la promozione della biodiversità agraria, ma preserva una storia antica, quella del riso della Baraggia, a cavallo tra le province di Vercelli e Biella. Muove i passi dal desiderio di agricoltori bio di valorizzare e diffondere l'agricoltura biologica non solo come pratica agronomica, ma anche come progetto culturale di un modello sostenibile”.

“La presentazione dell’attività del Biodistretto del riso di Baraggia biellese e vercellese - continua il consigliere regionale della Lega Dago - dal 2007 Dop italiana del riso, è stato l’occasione per incontrare chi, ogni giorno, lavora per un prodotto dalle caratteristiche qualitative e nutrizionali straordinarie. Appena le condizioni sanitarie lo permetteranno sarà mia cura organizzare una visita al Biodistretto risicolo dei membri delle commissioni regionali con l’Assessore all’agricoltura Marco Protopapa per mostrare il percorso che nel tempo garantirà una eccellenza piemontese pronta a stupire il mondo della cucina e della tecnologia alimentare”.

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