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La domanda

Riva Vercellotti ribadisce: "Vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario"

Il consigliere regionale ha sottoposto un question time ad Icardi

Carlo Riva Vercellotti

Il consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti (foto Marta Fusaro)

Il vaccino contro il Covid è doveroso sul piano etico e obbligatorio sul piano deontologico per quelle categorie di professionisti che vivono accanto ai malati e che hanno come missione quella di proteggere i loro pazienti. Nonostante l’elevata percentuale di adesioni da parte del comparto medico-sanitario alla campagna di vaccinazione, sono diversi i casi di rinuncia alla profilassi. Il vaccino deve diventare obbligatorio per il personale”. Questo il punto cardine del question time che il consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti ha sottoposto all’assessore alla Sanità Luigi Icardi.

Secondo i dati forniti dal Dirmei al 23 marzo 2020, poco meno di 325.000 dosi di vaccino anti Covid sono state utilizzate a beneficio del personale sanitario in Piemonte, creando le condizioni per garantire la continuità nell’erogazione dei servizi sanitari e un ambiente di lavoro sicuro per gli operatori e pazienti. Nonostante la massiccia adesione del comparto medico-sanitario alla campagna di vaccinazione, si sono registrate alcune situazioni di resistenza tra coloro che, per scelta personale, hanno deciso di non sottoporsi alla profilassi.

“Il vaccino contro il Covid è doveroso sul piano etico e obbligatorio sul piano deontologico per quelle categorie di professionisti che vivono accanto ai malati e che hanno come missione quella di proteggere i loro pazienti - ha dichiarato Carlo Riva Vercellotti - A livello nazionale, risulta che oltre il 90% degli operatori sanitari abbia aderito alla campagna vaccinale. Nonostante l’elevata percentuale di adesioni da parte del comparto medico-sanitario alla campagna di vaccinazione, sono diversi i casi di rinuncia alla profilassi. Tali operatori sanitari continuano però a svolgere regolarmente la propria professione all'interno delle strutture ospedaliere, rappresentando un possibile vettore di contagio per sé stessi, i pazienti e l’intera comunità. In caso di contagio, oltre al grave danno arrecato nella guerra contro il Covid, gli operatori in questione risultano essere destinatari dell’indennità di infortunio”.

“Rispetto all’obbligo di vaccinazione contro il virus - ha puntualizzato attraverso una nota scritta l’assessore alla Sanità Luigi Icardi - è fondamentale un pronunciamento normativo nazionale che possa rendere obbligatorie alcune vaccinazioni o, in alternativa, adibire gli operatori ad altre mansioni in modo da rimuovere il rischio di contagio dei pazienti. Si tratta di un provvedimento fortemente richiesto dalle Regioni e proprio in queste ore è al vaglio del Governo. In assenza di previsioni di legge nazionale non si può al momento obbligare nessuno a trattamento sanitario neppure con finalità preventiva, così come previsto dall’articolo 32 della nostra Costituzione”.

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