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"Cancellate la tassa di occupazione del suolo pubblico"

Lettera al presidente Corsaro dei sindaci di Acqui Terme, Casale e Ovada

Federico Riboldi, Lorenzo Lucchini e Paolo Lantero

Da sinistra i sindaci Federico Riboldi, Lorenzo Lucchini e Paolo Lantero

Le città di Acqui Terme, Casale Monferrato e Ovada scrivono al presidente di Anci Piemonte (Associazione nazionale Comuni italiani), il sindaco di Vercelli Andrea Corsaro, per chiedere l'abolizione della tassa di occupazione del suolo pubblico.

Federico Riboldi"Il forte legame che si è venuto a instaurare in questi mesi - ha spiegato il sindaco di Casale Federico Riboldi (nella foto) - ci ha portato a sviluppare iniziative congiunte, rimarcando la forte vicinanza di intenti dei nostri territori. Per esempio, abbiamo inviato una lettera al presidente di Anci Piemonte, Andrea Corsaro, per evidenziare come sia indispensabile la conferma anche per tutto il 2021 e il 2022 della cancellazione della tassa di occupazione suolo pubblico per le attività colpite più duramente dall'emergenza pandemica".

Nella missiva firmata da Lorenzo Lucchini, sindaco di Acqui Terme, Federico Riboldi, sindaco di Casale Monferrato, e Giuseppe Lantero, sindaco di Ovada, si sottolinea proprio come si ritenga "fondamentale che sia difesa e confermata la misura anche per gli anni 2021 e 2022, al fine di poter aiutare concretamente i nostri bar e ristoranti, che non rappresentano solamente una risorsa dal punto di vista economico ma anche e soprattutto identitario. L'identità del nostro territorio passa anche dai saperi e dalle capacità dei nostri ristoratori e di tutta la filiera che essi rappresentano: agricoltura, enologia e tanti altri lavoratori che contribuiscono ogni giorno a rendere grande il Monferrato".

Il presidente Corsaro, ricordando che il decreto Sostegni ha prorogato l'esenzione della tassa di occupazione di spazi e aree pubbliche fino al 30 giugno 2021, ha risposto ai tre sindaci che come sezione regionale dell'Anci - Associazione nazionale dei Comuni italiani "si farà portavoce, nelle sedi istituzionali opportune, della necessità di estendere il beneficio per l'intera annualità e per il tempo necessario a compensare i pregiudizi subiti dalle categorie interessate". I sindaci si sono detti molto soddisfatti della risposta avuta, ribadendo nel contempo che "il nostro impegno continuerà nella convinzione che per affrontare la pandemia dovremo avere già lo sguardo rivolto alla ripresa, ma non potremo operare questo sforzo di visione senza la nostra comunità economica, sociale e cittadina".

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