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Caso Olcenengo

Tra password negate, conti e delibere

Nuova udienza del processo al sindaco Ranghino e all'ex segretario Carè

tribunale di Vercelli

Il tribunale di Vercelli (foto Gian Luca Marino)

“Mia moglie era dispiaciuta, non capiva cosa poteva essere successo”: queste le parole del marito di Anna Maria Ranghino, sindaco di Olcenengo ed imputata insieme all’ex segretario comunale Giuseppe Carè per tentata violenza privata ai danni di Elena Imarisio, costituitasi parte civile, e falso ideologico.

Nell’udienza di mercoledì 1 luglio al Tribunale di Vercelli hanno sfilato davanti al giudice Vincenzo Del Prete i testimoni della difesa Ranghino, affidata all’avvocato Massimo Mussato, tra cui, appunto, il marito del sindaco, il quale ha parlato del rapporto tra la moglie e la Imarisio: “Era un’amica di famiglia, spesso frequentava la nostra casa e anche quella di nostra figlia. I rapporti sono peggiorati dopo la maternità dell’impiegata: mia moglie tornava a casa dispiaciuta e preoccupata perché la Imarisio non voleva darle le password che servivano per la revisione dei conti e per l’Agenzia dell’entrate”.

Successivamente è stato il turno dell’ex segretario comunale Luisella Bollea, chiamata a testimoniare, seguendo il filone del falso ideologico, su alcune delibere da lei sottoscritte. Una deposizione che ha portato un vivace scambio tra la difesa Ranghino e l’avvocato Cesare Fiorenzi, legale della parte civile. 

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