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Il caso

Tiramani: "Medico ubriaco al Pronto soccorso di Borgosesia? L'Asl intervenga"

"È così che si pensa di garantire la salute dei nostri cittadini?"

Ospedale di Borgosesia

Va al Pronto soccorso di Borgosesia ma si sarebbe trovato davanti un medico in evidente stato di alterazione. Il dottore avrebbe accolto un uomo presentandosi con movenze instabili, la bocca impastata e l’alito vinoso. Questa la denuncia di un uomo di Borgosesia che ieri sera, domenica 22 febbraio, si è recato nella struttura valsesiana. Indignato il sindaco Paolo Tiramani: “Il mio concittadino, illustre esponente del mondo sportivo locale, mi ha chiamato stamattina, sconcertato, per segnalarmi il gravissimo episodio che si è verificato ieri sera. Mi ha riferito che il comportamento del medico sarebbe stato tale da non lasciargli dubbi, tanto che si è rifiutato di farsi curare da lui e lo ha segnalato agli altri medici”. Una volta evidenziate le perplessità, sarebbe intervenuto il responsabile del Pronto soccorso, il dottor Matteo Brustia, che avrebbe allontanato il medico prendendo in mano le redini della situazione.

“So che nella nottata sono intervenuti anche i Carabinieri, e parrebbe che il dottore, non dipendente dell’Asl ma di una cooperativa esterna, si sia rifiutato di sottoporsi ad accertamenti – prosegue Tiramani - È andata bene, ma se invece del mio concittadino, vigile ed in grado di rifiutare le cure di un medico non adeguato, fosse arrivato un anziano o una persona in stato di incoscienza, quali danni avrebbe potuto creare un medico in quelle condizioni?".

Poi il sindaco di Borgosesia chiede l’intervento dell’Azienda sanitaria locale: “Speravo che si fosse compreso che è tempo di gestire la sanità in modo serio e attento ed invece mi trovo a dover sentire una storia come questa. Chiedo al direttore generale dell’Asl Angelo Penna, e alla dirigente del Pronto Soccorso Roberta Petrino: è così che pensate di gestire il pronto soccorso del secondo ospedale della provincia? È così che pensate di garantire la salute dei nostri cittadini? Vi rendete conto che si è messa a rischio la vita di persone che cercavano aiuto in ospedale per stare meglio e che hanno corso il rischio di finire in mani non sicure. È una vergogna ed un intollerabile spregio, di cui dovrete rispondere”.

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