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Carisio - fonderia Sacal

Emissioni di alluminio, rame, ferro: parametri sforati

Arpa informa la Procura di Vercelli

Carisio Sacal

La Sacal di Carisio

Carisio: la Sacal non ha rispettato alcuni dei limiti imposti sulle emissioni in atmosfera e nelle acque reflue. Lo indica Arpa nella sua relazione annuale, che su questi sforamenti ha informato la Procura di Vercelli.

Il documento dell'Agenzia per l'ambiente riassume i risultati dei controlli effettuati nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre del 2020. Dai dati emerge che dalla fonderia, in cui vengono riciclati rottami di alluminio, sono uscite acque di scarico inquinanti almeno un paio di volte. Precisamente "in occasione dei campionamenti di luglio e ottobre" come riporta la relazione. I parametri sforati sono quelli relativi alla quantità di alluminio (che in un caso arriva a superare di 40 volte il limite), rame, ferro e solidi sospesi totali. Ma il campanello d'allarme dell'Agenzia è suonato anche sulle emissioni in atmosfera: dalle analisi su uno dei camini sono emerse elevate quantità di diossine e ossidi di azoto, due sostanze pericolose per la salute. "Su queste inottemperanze è stata data informazione alla Procura, sulla base della legge sugli ecoreati" spiegano da Arpa.

Nell'elenco di criticità ci sono poi le scorie di lavorazione. In più sopralluoghi "l'impianto di macinazione non è risultato funzionante" riporta Arpa. Il gestore ha risposto che era in manutenzione, ma intanto queste sostanze, anch'esse inquinanti, si sono accumulate in maniera consistente.

Ora la relazione di Arpa finirà nel già voluminoso fascicolo di Sacal conservato dalla Provincia. Proprio questo ente, lo scorso autunno, ha avviato un riesame dell'Autorizzazione integrata ambientale, l'atto che permette a Sacal di proseguire nella sua attività. Lo scopo è adeguare l'impianto ai nuovi criteri (le cosiddette "Bat conclusions") recentemente emessi dall'Unione Europea per la tutela dell'ambiente.

"La mia speranza è che l'Autorizzazione non venga rinnovata. Le violazioni sono troppe e si ripetono da troppo tempo" rivendica il sindaco Pietro Pasquino. In ogni caso, per la fine del riesame bisognerà aspettare ancora qualche mese. "I tempi possono variare - affermano da Arpa - Quel che è certo è che, al termine della procedura, per l'azienda ci saranno nuove prescrizioni da rispettare". 

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