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Polemiche dopo la pubblicazione della Cnapi

Trino: "Le dichiarazioni del sindaco sono fuorvianti"

L' opposizione attacca Pane sul deposito di scorie radioattive

Scorie radioattive

"Le dichiarazioni del sindaco Daniele Pane sono fuorvianti e fanno perdere tempo". Sul tema del deposito nazionale delle scorie radioattive interviene il gruppo consigliare di minoranza di “Trino Futura”, composto da Patrizia Ferrarotti, Alessandro Portinaro, Alessandro Demichelis e Paolo Balocco, che bolla così le dichiarazioni di Pane.

"Il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi? Sì, certo, ma a Trino non si può fare. Ecco perché troviamo le continue dichiarazioni del sindaco fuorvianti, fanno perdere tempo inutilmente. Il rischio zero non esiste. I 67 siti sono stati scelti perché rispettano i requisiti di sicurezza e tra questi siti non c'è Trino. Discutere di ospitare a Trino questo deposito, quindi, è del tutto fuori luogo: il nostro territorio non è idoneo perché non è sicuro".

Dal gruppo proseguono: "Scegliereste di portare a Trino tutti i rifiuti radioattivi d’Italia sapendo che non è il luogo idoneo? Evidentemente no. Il vero interesse dei trinesi, come di tutti gli italiani, è che il deposito si faccia, nel posto adatto, e che prosegua lo smantellamento della centrale e la messa in sicurezza di tutti i rifiuti. Con la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) si avvia un percorso di confronto e partecipazione che dovrà portare alla scelta finale. Non si può dire, già oggi, pochi giorni dopo che i siti sono stati resi noti, che tanto non se ne farà nulla, che tanto sono tutti contrari, scommettere sul fallimento. Inoltre affermare una eventuale disponibilità di Trino, che però è irrealistica, può fornire un alibi agli altri Comuni selezionati e inceppare il percorso".

Da “Trino Futura” concludono: "La strada verso la costruzione del deposito è come un percorso a tappe. La pubblicazione della Cnapi è il punto di partenza. Non possiamo arrenderci non appena la “gara” è iniziata. Da sempre ci battiamo perché Trino venga “liberata” dalla sua eredità nucleare. Ora che c’è davvero questa opportunità, non ha alcun senso ipotizzare di portare qui, luogo non idoneo, tutti i rifiuti radioattivi d’Italia. Siamo convinti che su un tema così delicato sia necessario fare la massima chiarezza ed evitare qualsiasi confusione. Non è uno scherzo, non si può rischiare di nuovo che il processo si fermi".

Nei giorni scorsi era uscito anche un comunicato firmato da Alessandro Demichelis, in veste di segretario del Partito Democratico di Trino, e da Michele Gaietta, segretario provinciale del Pd.

"No, Trino non è nell’elenco delle aree potenzialmente idonee per ospitare il deposito nazionale e no, non è possibile, tantomeno auspicabile, riaprire una discussione su altre possibili opzioni diverse da quelle previste dalla normativa vigente. La si smetta di alimentare dubbi e fare confusione, Pane rischia di dare adito a discussioni fuorvianti e basate sul nulla: tra le tante, “Io non conosco le valutazioni tecniche all'origine dell'esclusione. Dico solo una cosa: se in passato si pensò a questo sito per l'installazione della centrale, magari potrebbe andare bene anche per il deposito”, o come quelle rilanciate dal leader della Lega Salvini che invita il Governo a individuare Trino come sito per il deposito nazionale".

Demichelis e Gaietta aggiungono: "La Cnapi è stata redatta in modo scientifico, basandosi sui criteri tecnici definiti da Ispra e le linee guida definite dall’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica, ed è stata validata da tutti gli enti di controllo. Le zone escluse sono evidentemente non idonee ad ospitare il deposito. Dobbiamo concentrarci sull’obiettivo principale, ovvero che il processo di individuazione del sito segua un percorso trasparente, partecipato e guidato da senso di responsabilità nei confronti di una scelta di importanza strategica per l’Italia. Di tutto abbiamo bisogno fuorché di una discussione sui se e sui ma, che rischia solo di fare confusione su un tema di estrema delicatezza e che deve essere invece essere affrontato in modo rigoroso. Se sono comprensibili lo spaesamento e anche l’inquietudine di quei territori che non hanno mai dovuto affrontare la vicenda nucleare e oggi si trovano al centro di un iter complesso, non si può far finta di nulla di fronte alle interviste rilasciate da Pane che abbiamo letto sui giornali e che rilanciano ipotesi semplicemente irrealizzabili. Ora basta, davvero. Il vero interesse di Trino, di Saluggia e dell’intera Provincia di Vercelli è che prosegua l’iter per la realizzazione del deposito nazionale e che, contestualmente, proceda il decommissioning della centrale “Enrico Fermi” e la messa in sicurezza del materiale stoccato a Saluggia".

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