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Trino

Lo 'sciopero operoso' costa al fioraio 1.000 euro di multa

Quattro sanzioni per presenza al mercato non autorizzata e recidiva

Cartelli di Antonio Forlini

I cartelli dello 'sciopero operoso' di Antonio Forlini

Aveva organizzato uno 'sciopero operoso' contro il Dpcm che gli impediva di allestire il suo banco al mercato. Per questo Antonio Forlini è stato multato dai vigili di Trino per oltre 1.000 euro. Ora sul caso si esprimerà il Prefetto.

I fiori possono costare caro in zona rossa: non tanto per chi li compra quanto per chi li vende. Come per l'imprenditore santhiatese che lo scorso novembre si era trovato vittima di una contraddizione. "Nel Decreto allora in vigore c'è scritto che i miei prodotti potevano essere commercializzati da venditori ambulanti - ricorda Forlini - Peccato che, qualche paragrafo più avanti, si legge che gli stessi articoli non erano ammessi nei mercati". Per questo il santhiatese (che oltre ai fiori vende anche piante, sementi e fertilizzanti) si era presentato comunque al mercato di Trino: al posto del suo banco, aveva allestito alcuni cartelli di protesta.

A seguito di un confronto con l'assessore al commercio di Trino, Roberto Gualino, si era tuttavia trovato un compromesso. Forlini, insieme ad alcuni commercianti nelle medesime condizioni, era stato accolto in un'area dedicata nelle vicinanze del mercato.

La vicenda sembrava dunque chiusa, e invece no. A fine dicembre l'ambulante riceve dai vigili urbani 4 contravvenzioni, tutte correlate alla sua presenza non autorizzata al mercato. Le 2 multe più salate riguardano la violazione dell'articolo del Dpcm che vieta l'uscita dal proprio Comune, senza comprovate esigenze lavorative. "Per il primo giorno di protesta, il 7 novembre, l'ammenda ammonta a 373 euro - precisa Forlini - Ma visto che mi sono presentato anche al mercato successivo, quello dell'11 novembre, ho ricevuto un'ulteriore multa da 740 euro per recidività".

Nei giorni scorsi Forlini si è rivolto a un avvocato e ha ottenuto anche un incontro con il sindaco Daniele Pane. "Mi hanno suggerito di rivolgermi al Prefetto di Vercelli per impugnare le contravvenzioni" riferisce l'ambulante, che quindi ha preso carta e penna. Alla richiesta di annullamento ha allegato alcuni documenti "che provano come a Trino sia andato anzitutto per effettuare consegne a domicilio" ribadisce Forlini.

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