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Percorsi di crescita

Essere adolescenti

Per i genitori in questa fase è difficile relazionarsi con i figli

Adolescenti

“Ho bisogno di litigare con te e ho bisogno che tu lo faccia con me. Ma ho anche disperatamente bisogno che tu mantenga  l'altro capo della corda. E lo so che ti manca quel dolcissimo bambino che sono stato. Lo so, perché quel bambino manca anche a me e questa nostalgia è quello che rende tutto così doloroso adesso”. Questo il testo che un adolescente potrebbe scrivere ai suoi genitori o a uno dei due, sebbene difficilmente lo farà.

La fase dell'adolescenza è molto delicata, diventa difficile relazionarsi ai propri figli e fare in modo che diventino sereni e fiduciosi nelle proprie capacità. Fondamentale in questa fase di transizione verso l'età adulta è il fatto che i ragazzi devono avere un'adeguata autostima, sia  nella fase della  preadolescenza che in quella dell'adolescenza i ragazzi devono essere “rispecchiati”, il che non vuol significare assecondare ogni loro capriccio ma mostrare di capire i loro sentimenti, anche quelli che ai nostri occhi sono sbagliati.

Non vanno sminuiti ma dobbiamo cercare di capirli senza criticarli, senza giudicarli, ascoltandoli. Un esempio pratico: la prima domanda che noi genitori facciamo a nostro figlio all'uscita da scuola è sempre relativa alle attività didattiche, ebbene sarebbe preferibile invece fare domande più generiche su come è stato a scuola, se la lezione lo ha interessato, questo è per lui più importante del voto. Inoltre è fondamentale che non venga trattato ancora come un bimbo, bisogna assegnargli le prime responsabilità, fargli scegliere come vestirsi, fare in modo che vada a comprare da solo qualcosa che gli piace. In questo modo gli dimostreremo che pensiamo che lui è capace. Ma al tempo stesso non va adulato continuamente , dobbiamo dirgli che siamo contenti di lui e in questo modo lo gratificheremo nel modo giusto.

Verso gli undici - dodici anni si verificano grossi cambiamenti fisici e psicologici per cui diventa chiaro che la fase della vita dell'infanzia è conclusa e intorno ai tredici - quattordici anni inizia quella che possiamo definire adolescenza vera e propria. E anche i genitori cambiano perché si trovano dinanzi un individuo completamente diverso da quello che hanno avuto e gestito fino a pochi mesi prima. Il ruolo degli adulti di riferimento è fondamentale in questa fase per aiutare i ragazzi a vivere innanzitutto un rapporto sereno con il proprio corpo che cambia e che inizialmente è spesso vissuto come estraneo e diverso dalle proprie aspettative e poi per accogliere dubbi, pensieri, domande, considerazioni sulla tematica dell'affettività e della sessualità da cui i ragazzi sono spesso attirati ma anche intimoriti.

La crescita si manifesta anche nel cambiamento del tipo di pensiero rispetto all'essere bambini: se il bambino pensa in modo molto concreto ed ego-centrato, l'adolescente inizia a produrre un pensiero che è in grado di nutrirsi di astrazioni, di riflessioni, di considerazioni, di opinioni che vanno al di là dell'esperienza concreta e, nel contempo, comincia a  sviluppare la logica finalizzata alla risoluzione dei problemi. E' questa infatti l'età della vita in cui un ragazzo inizia a mettere a confronto le varie ideologie, i vari pensieri di cantanti e artisti, filosofi, cantanti, scrittori, attori. Cerca di farsi una propria idea sulle vicende storiche e inizia ad avere una coscienza politica: in poche parole cerca di costruire la propria identità, alternando il desiderio di conformarsi alla massa ad una spinta individualistica che lo porta a considerarsi unico e irripetibile e quindi alla ricerca di originalità. 

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