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Parola ai lettori

“Il caso della bambina di Saluggia” e la carenza di servizi

Lettera aperta della dirigente scolastica

Scuola materna Saluggia

La scuola materna di Saluggia

Rifletto, profondamente avvilita, sugli articoli pubblicati dalla stampa locale riguardanti la scuola che dirigo, che offendono la scrivente e la devozione con cui le insegnanti si dedicano alla didattica, soprattutto all’infanzia. Le frasi: “le insegnanti non sarebbero state in grado di gestire la sua situazione”, “la scuola non è in grado di garantire l’assistenza necessaria”, visto il “pessimo caso di esclusione” e “incapacità organizzativa”, senza alcuna contestualizzazione espongono la comunità scolastica ad una caccia alle streghe che ormai è, troppo spesso, un’abusata consuetudine. Ritengo che, prima della pubblicazione di qualsiasi articolo, sarebbe stato opportuno chiedere dei chiarimenti alla scuola e interloquire con la scrivente, per permettere alla stessa di fornire gli elementi necessari ad inquadrare, sotto una più completa visuale, l’essenza dei fatti. Ai genitori dell’alunna in questione la scrivente ha più volte manifestato le proprie preoccupazioni rispetto alla situazione post intervento, sottolineando che, per la sicurezza e la corretta integrazione, sarebbe stata opportuna la compresenza di 2 insegnanti nella classe, o almeno di un supporto aggiuntivo per seguire la bambina nel difficile momento della “riabilitazione”. Gli stessi genitori hanno peraltro rappresentato tale necessità dichiarando che la bambina avrebbe avuto appunto la necessità di “una mano per compiere pochi passi”. Sinceramente preoccupata per le concrete difficoltà in cui si sarebbe potuta trovare la bambina a causa di circostanze legate alla vivacità infantile mi sono permessa di suggerire degli orari di frequenza, il più possibile adeguati, fino al termine della esigenza riabilitativa. Tali orari di frequenza sono stati da me individuati nella fascia oraria di compresenza in classe di una insegnate aggiuntiva, seppur rammaricata dell’assenza di un diverso supporto assistenziale. A questo punto, da Dirigente Scolastica, mi permetto qualche riflessione sul concetto di inclusione ed integrazione percepito dalla comunità non solo scolastica, citando una frase sul sito Anffas: “Questa situazione riduce la scuola ad un "parcheggio", mettendo a serio rischio i principi e la prassi della qualità dell'integrazione scolastica”. Nell’istituzione che dirigo si preferisce parlare ed agire nell’ottica di un’integrazione che possa consentire il raggiungimento dei risultati nell’ambito della socializzazione attiva. In tal senso ritengo di aver coerentemente operato, richiedendo, già ad inizio anno, degli "operatori di assistenza all’autonomia" a supporto degli alunni Bes. Tale compito è, secondo quanto indicato nel sito della Regione Piemonte, delegato ai rispettivi consorzi locali, che interpellati dalla scrivente hanno dato risposte negative in quanto pare non più autorizzati (L.R. N°1 del 2004) e che hanno avuto riscontro presso il Comune solo dopo reiterate richieste e sino alla presentazione da parte della scrivente di uno specifico progetto. Dando a Cesare ciò che è di Cesare... è evidente che ci siano “negligenze e responsabilità” da riportare a carenze  politico/ normative che non possono essere addossate alla scuola o alla scrivente accusandola di scarsa sensibilità, tuttavia spero che, per il prossimo anno scolastico, dato che finalmente è “emerso il caso”, questo mio chiarimento possa servire a far assegnare le giuste risorse in termini di “operatori di assistenza all’autonomia” e aggiungo di “assistenti alla comunicazione” , da parte degli enti preposti (Regione - Consorzi - Comuni) quando la politica si renderà conto di quali siano i reali responsabili, sia alla mia che alle altre scuole, gravate da richieste non sempre esaudibili in relazione all’assenza di altri servizi estranei alla didattica, per garantire la vera integrazione in sicurezza e il miglior “Progetto di vita” per ogni individuo.

Il Dirigente scolastico  Arch. Prof. Maria Lina La China

Istituto Comprensivo "Galileo Ferraris" di Livorno Ferraris e Saluggia

 

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