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Parola ai lettori

"La voce dei morti di Covid resta inascoltata"

Le considerazioni di un medico

Covid-19

Gentile direttore, 

                         desideravo iniziare queste righe per invitarvi ad un aperitivo in tempo di Covid-19, parafrasando il titolo di un curioso film apparso lo scorso anno. Ma mi sono sbagliata. Per due ragioni. La prima è che l’aperitivo si è già svolto, esattamente una settimana fa, lungo i Navigli di una cosmopolita città o sotto i portici di molte altre. La seconda è che il morto non sarà solo uno, ma ve ne sono stati e ve ne saranno molti. L’invito, quindi, si limiterà ad alcune riflessioni. Dove erano le istruzioni per le Forze dell’Ordine in tali occasioni conviviali? Credevo di poter confidare, qualora le masse smarriscano cervello e coscienza, su multe ed idranti. Il nemico comune è il Coronavirus, che ci costringe ad una guerra in cui molti margini scientifici restano purtroppo ancora indistinti e misteriosi. Ma su mascherine ed assembramenti, dubbi non ve ne sono e l’ignoranza non è ammessa. Come per le leggi. Da lunedì 8 marzo diverse province italiane sono sottoposte a restrizioni molto pesanti... E la catena si auto-alimenta, sino alla prevedibile dissoluzione del nostro tessuto economico. Continuo a non riuscire ad intravvedere provvedimenti razionali e tempestivi. Ma sono un medico. E mi concentro su questo. Da una parte l’ostentazione sfrenata ed oscena di uno Spritz (nel migliore dei casi). Dall’altra i pazienti, i morti e le loro famiglie. Che poi, non si tratta di gruppi che possano ritenersi in qualche modo separati da compartimenti stagni: si può passare da un ruolo all’altro, siamo tutti sulla stessa barca. I morti che ci sono stati non sono morti bene. Credo siano tanti i modi di non morire bene, ma forse uno dei peggiori è proprio quello che non consente un ultimo saluto. Le esistenze racchiuse in tante bare identiche ed allineate, se ne sono andate in solitudine con l’angoscia di chi stava annegando, senza ossigeno e senza voce. Forse ora di ossigeno ve ne è di più. Ma la voce, la loro e quella dei loro cari, continua a non essere ascoltata.

Alessandra Costanza
Madre, medico, docente universitario

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