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Parola ai lettori

Ad un anno dall’inizio pandemico un po' di chiarezza tra etica e senso morale

Le parole del presidente dell'Ordine dei Medici Germano Giordano

Germano Giordano

Germano Giordano, presidente dell'ordine dei medici della provincia di Vercelli

Sembra ieri ed invece già un anno è passato dal marzo 2020, epoca in cui incominciammo a convivere con una quotidianità cadenzata dall’uso di mascherine, gel idroalcolici, distanziamento sociale. Come se lo spazio temporale si fosse compresso, coagulato attorno ad un unico pensiero ad un unico agire.

Eppure di strada ne abbiamo fatta, una strada non sempre diritta, anzi il più delle volte tortuosa, impervia, pericolosa ma siamo andati avanti, stiamo procedendo, pronti ad affrontare una nuova ondata, un nuovo picco pandemico. Il rifiuto di pensare ed accettare un evento spiacevole, possibile, probabile e doloroso è sicuramente uno dei meccanismi di difesa con cui l’uomo quotidianamente si difende e, tramite l’evitamento di pensieri funesti, con tenacia prosegue il proprio cammino ed affronta le avversità.

Quando questo fenomeno diventa ostinazione e negazione assoluta, acritica allora da un comportamento fisiologico si sfocia in un atteggiamento al limite del patologico o francamente tale. Negare l’evidenza ovvero attribuire la genesi di un evento frutto di complotti, macchinazioni preordinate atte alla violazione della integrità del singolo e della collettività rappresenta un esempio di negazione patologica. Grave è negare la pandemia da Sars Cov2 ed è scellerato ritenere che ogni sforzo umano, culturale, scientifico sia funzionale a logiche o interessi non sanitari.

Ritenere inutile la vaccinazione contro l’infezione da Sars Cov2 rappresenta un limite, un atteggiamento in netta dissonanza con il bagaglio culturale proprio del Medico. Ancor più dissonante e discordante per un Medico sarebbe, per il suo status, propagandarne e veicolarne l’inutilità preventiva della campagna vaccinale. La Costituzione Italiana con l’art. 32 e l’art 13 tutela la libertà del singolo e tutela la collettività. Nessuno, pertanto, può essere sottoposto ad un trattamento sanitario contro il proprio volere se non per disposizione di legge.

Non vi è quindi un obbligo a sottoporsi alla vaccinazione che resta una scelta individuale ma c’è tuttavia un obbligo etico dato dal proprio status sociale e professionale di veicolare una informazione corretta e libera da personalismi. L’ordine dei Medici di Vercelli invita tutti i colleghi a collaborare attivamente affinché si possa raggiungere nel più breve tempo possibile l’obiettivo di una vaccinazione di massa. Richiama ogni singolo iscritto alla consapevolezza del proprio ruolo sociale finalizzato alla corretta divulgazione scientifica, propedeutica ad una scelta libera ed informata.

Il presidente Germano Giordano

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