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Lettera aperta al Carnevale di Santhià

'Fondamentale è preservare la tradizione, i secolari rituali'

'Sia per tutti voi un periodo di gioia interiore da condividere'

Paolo Bonanni

Paolo Bonanni

Amici,
Vi mando questa lettera da lontano, impossibilitato a raggiungervi causa pandemia. In questo anno di 'NonCarnevale' mi sento in dovere di raggiugervi almeno con le parole. Mai e poi mai, nessuno di noi avrebbe immaginato di poter vivere emergenze tanto pericolose per l’incolumità umana né, tantomeno, così incisive sul nostro quotidiano e sulle nostre tradizioni. Per me, esservi lontano e non poter contribuire e vivere anche quel poco che riuscite e potrete fare, è estremamente frustrante. C’è una voglia tangibile, nell’aria, di libero divertimento, di abbandono delle paure, di ritorno a momenti di spensierata allegria. Per la gente il Carnevale è questo: la liberazione dello spirito, la calata di una maschera per indossarne un’altra, la possibilità di sentirsi svincolati dalla quotidiana serietà che la società ci impone.

Ma per noi 'addetti ai lavori' il Carnevale è uno “'tato d’animo', un crescendo interiore di emozioni e di batticuore, un periodo di esaltazione psichica che ci porta a vivere in funzione di esso. Noi non possiamo stare senza Carnevale, senza vivere le secolari liturgie carnascialesche, senza poter offrire alla gente i migliori momenti di svago e di divertimento, senza vivere l’orgoglio interiore che ci regala un circuito pieno di gente e di bambini allegri, affascinati da macchine giganti in movimento. Io, come tutti voi, mi sento orfano delle mie passioni ed emotivamente scarico nel dover accettare la rinuncia alla Cultura, all’Arte, al Carnevale.

Grazie al Dott. Alessandro Caprioglio iniziai diversi anni fa la mia avventura con tutti voi. In Alessandro ho trovato la mia immagine riflessa in uno specchio, la stessa passione, lo stesso entusiasmo, la grande serietà nell’impegno che il suo ruolo richiedeva, la sua forte comunicativa sempre rivolta alla crescita della manifestazione era la stessa che mi aveva sempre pervaso e ispirato. Questa sinergia d’intenti e di intenzioni mi portò a far parte della comunità santhiatese. Da voi ho trovato tanti amici, tanta disponibilità a seguire i miei consigli, tanto rispetto per quello che rappresentavo e per quello che avrei potuto fare. In cuor vostro potete riconoscermi se, negli ultimi anni, ho avuto eventuali meriti di crescita dell’evento Carnevale di Santhià, anche se la cosa fondamentale è preservare la tradizione e portare avanti i valori di conoscenza, di amicizia e
di secolari rituali che il Carnevale di Santhià racchiude nella sua storia.

Leggo sui media che state tentando in tutti i modi possibili di far vivere alla città questo triste periodo nel modo migliore possibile. Le bandiere alle finestre, i balconi addobbati, i grandi manifesti delle Maschere ufficiali, i vessilli ufficiali, il Gianduja in piazza, le vetrine ricche di mascheroni, di coriandoli e di allegria. A tutti mancherà il suono delle Bande e dei Pifferi e Tamburi durante le sfilate nel corso, a tutti mancheranno i corsi mascherati pieni di gente, a tutti mancheranno gli illustri ospiti che hanno trovato in Santhià tanta umana accoglienza, a tutti mancheranno le grida e i colpi di fucile che danno il via alla distribuzione della colossale fagiolata del lunedì o la voce dagli altoparlanti che decretano il vincitore fra i carri in concorso. Mancheranno tanto anche a me, come mi mancheranno i vostri abbracci, l’aperitivo da Renzo, le cene e le risate in cascina, la mia fascia non indossata, i miei ospiti impossibili, le riunioni, gli spettacoli, i sorrisi, le lacrime alla fine di tutto. Non smetterò mai di ringraziare Alessandro per avermi coinvolto nel vostro mondo della fantasia e per avermi permesso di entrare in punta di piedi nei vostri cuori. Certamente non in tutti, ma non ha importanza. Col mio impegno futuro spero di conquistare la fiducia della città tutta. Ed è proprio a tutti i cittadini di Santhià va il mio ultimo appello. Supportate con energie positive l’operato della Pro Loco e della Direzione del Carnevale. Organizzare una manifestazione del genere è difficile, complicato e spossante. Contribuite partecipando alle iniziative comuni, siate presenti agli eventi rispettando le misure in vigore, ma cercate di esserci. Senza il popolo, senza la gente, senza la partecipazione tutto è inutile. Vivete il 'NonCarnevale' con spensierata allegria interna, sorridete con gli occhi se il volto è coperto dalla mascherina, porgete una mano al prossimo, fate giocare un bambino, addormentatevi con l’anima in pace.

Il Carnevale è 'UNO STATO D’ANIMO” che prescinde da qualsiasi pandemia, che supera le barriere politiche, ideologiche, morali, razziali e sociali. Il Carnevale sia per tutti voi un periodo di gioia interiore da condividere, in famiglia, al lavoro, con gli amici di sempre, se potete.

Io, con la Pro Loco, l’Amministrazione Comunale, la Direzione e tutti i volontari, gli addetti ai lavori, i costruttori, le Maschere, i
figuranti e chiunque abbia a che fare con l’evento, vi rivelo un segreto: l’anno prossimo torneremo a sfilare, a bere e a mangiare per le strade, a godere dei bei momenti d’allegria a cui siamo abituati, ad offrirvi uno spettacolo sempre migliore e a difendere quelle tradizioni che fanno di Santhià un Carnevale unico al mondo. In questo momento storico stiamo costruendo ricordi. Ricordi che tramanderemo ai nostri nipoti, increduli quando scopriranno, dai nostri racconti, che siamo stati costretti a rinunciare al Carnevale per colpadi un nemico invisibile e pericoloso chiamato Covid 19. A tutti voi il mio saluto “da lontano”, un saluto che vi mando con gli occhi lucidi sperando che sia solo un arrivederci a presto per nuove avventure carnevalesche da condividere con l’intera città.

                                                                                       Paolo Bonanni
                                                                         Direttore Artistico Carnevale Storico di Santhià

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