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Assegno unico: da luglio 167 euro per figlio, fino a 653 per chi ne ha tre

Come funziona e chi ne ha diritto

Assegno unico: da luglio 167 euro per figlio, fino a 653 per chi ne ha tre

Da un minimo di 30 euro a un massimo di 217,8 euro al mese per ciascun figlio. È la misura ponte per l’assegno unico, valida da luglio a dicembre 2021 per chi non goda già di assegni familiari. A quanto si legge nella bozza, ne avranno diritto i nuclei fino a 50mila euro di Isee. Le famiglie con Isee fino a 7000 euro avranno 217,8 euro a figlio se hanno almeno 3 figli. Per chi ha figli disabili sono previsti 50 euro in più.

Chi ha il diritto

Fatti salvi i limiti Isee previsti dalle nuove norme allo studio, potrà accedere all’assegno unico per i figli chi paga le tasse in Italia e sia residente nel Paese da almeno 2 anni: sono ammessi cittadini italiani e Ue e titolari di permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca almeno semestrale.
La misura dell’assegno unico per i figli approderà venerdì in Consiglio dei ministri: prenderà la forma di decreto legge-ponte e coprirà il periodo che va da luglio a dicembre per arrivare a regime dal gennaio del 2022, secondo il progetto voluto dalla ministra per la Famiglia e le Pari opportunità, Elena Bonetti, e messo a punto con il ministero dell’Economia, Daniele Franco con il beneplacito del presidente del Consiglio, Mario Draghi.

L’obiettivo della riforma dell’assegno unico è dare un aiuti concreto alle famiglie con figli e soprattutto alle giovani coppie con redditi più bassi, allo scopo magari di invertire la tendenza ormai ultradecennale del calo della natalità nel nostro Paese. La legge delega votata dal Parlamento prevede, del resto, che l’assegno venga erogato con continuità dal settimo mese di gravidanza fino alla maggiore età del figlio e anche dopo, fino ai 21 anni, per motivi di studio.

I criteri di calcolo

L’assegno ponte è legato a limiti di reddito bene precisi: chi ha un’Isee superiore ai 50 mila euro è escluso dal beneficio, almeno in questa fase.
L’importo dell’assegno unico per i figli dipende poi dal numero di figli: l’importo massimo mensile è 167,5 euro per primo e secondo figlio, maggiorato del 30% dal terzo figlio in poi. Una famiglia con due figli, quindi, percepirà un assegno di 335 euro tondi. Sale invece l’importo con almeno tre figli: l’importo dell’assegno con 3 figli più che triplica, a 653 euro.
L’importo dell’assegno cala al crescere dell’Isee e si azzera oltre i 50 mila euro.

Chi ne beneficia

Nella fase transitoria da luglio a dicembre 2021, l’assegno unico per i figli è destinato alle famiglie escluse dagli assegni familiari, percepiti invece dai lavoratori dipendenti. Oltre ai lavoratori autonomi (che sono sempre stati esclusi dal beneficio) e disoccupati, sono inclusi nella lista dei nuovi beneficiari i soggetti «inattivi», i percettori di Reddito di cittadinanza. Si tratta di quasi due milioni di famiglie. A questi nuclei verrebbe distribuita circa la metà dei 3 miliardi a disposizione.

L’altra metà delle risorse è destinata a 4 milioni di famiglie che già incassano gli assegni familiari (lavoratori dipendenti). Questi nuclei avranno dal primo luglio una maggiorazione di 37,5 euro al mese per figlio (fino a due figli); 70 euro in più a figlio per famiglie con 3 o più figli. A regime, la rivoluzione dell’assegno unico eliminerà del tutto attuali detrazioni e assegni: in ogni caso, le famiglie con i redditi più alti, assicura il governo, non ci rimetteranno un euro.

Gli importi

Per fare un esempio concreto, secondo le tabelle preparate dal governo, con un Isee fino a 7 mila euro l’assegno sarà di 167,5 euro a figlio (nei nuclei fino a 2 minori). Importo che salirà a 217,8 con almeno tre figli (217,8 x 3 = 653,4 euro).
L’assegno sarà garantito con Isee fino a 50 mila euro: con reddito Isee tra 40 e 50 mila euro l’assegno mensile sarà di soli 30 euro per nuclei con due figli e di 40 per quelli con tre.
Inoltre l’importo dell’assegno è sempre maggiorato di 50 euro in caso di figli disabili.

Come si ottiene

Per ottenere il nuovo assegno bisognerà presentare domanda online all’Inps (o a patronati e Caf) secondo le regole che saranno fissate dall’Inps entro il 30 giugno. Al di là dei tempi di approvazione, lo schema di decreto prevede comunque la decorrenza dell’assegno dal mese di presentazione della domanda. Inoltre per le domande che saranno presentate entro il 30 settembre 2021 alle famiglie interessate saranno corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio.

Come viene erogato

Il «saldo» avverrà con bonifico bancario direttamente sul conto corrente. Con affido condiviso dei minori l’assegno sar accreditato al 50 per cento sull’Iban di ciascun genitore. L’assegno sarà esentasse e compatibile con il reddito di cittadinanza e con l’eventuale fruizione da parte delle famiglie di altre misure in denaro di sostegno a favore dei figli a carico erogate da regioni, province e comuni.

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