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Le possibilità

Coprifuoco al bivio: probabile slittamento "solo" alle 23, ma da quando?

Prosegue la discussione nel Governo, si fa verso la cancellazione dell'indice Rt

Coprifuoco

Posticipare il coprifuoco alle 23 o alle 24? Iniziare con l’allentamento dal 17 maggio oppure attendere un’altra settimana per avere più chiarezza sull’andamento dell’epidemia? Sono queste le due domande a cui il Governo dovrà presto rispondere. Perché se da un lato ci sono le Regioni e l’ala aperturista che vorrebbero che l’obbligo di rientro a casa sia posticipato il più possibile o addirittura cancellato, dall’altro ci sono i rigoristi che sono molto più prudenti.

Nel decreto del 26 aprile l'esecutivo ha affermato di valutare eventuali allentamenti con il passare delle settimane: nel caso in cui la situazione fosse migliorata si sarebbe pensato di togliere alcune limitazioni. E la data prefissata per fare un primo punto della situazione e valutare se prendere quel “rischio ragionato” di cui tanto si è parlato, si avvicina sempre di più. Il cerchio rosso sul calendario era infatti stato fatto su venerdì 14 maggio, giorno in cui il monitoraggio avrebbe potuto schiarire ulteriormente le idee

Dalle indiscrezioni parte del Governo e anche Draghi preferirebbero un allentamento graduale con uno spostamento dell’inizio del coprifuoco alle 23. E ad ora, contrariamente a quanto ci si aspettasse, è questa la possibilità più concreta rispetto ad un inizio della regola a mezzanotte. Resta da definire però la data in cui il coprifuoco cambierà orario. Al momento ci sono due ipotesi: la prima prevede il posticipo dell’orario già da lunedì 17 maggio; la seconda, invece, potrebbe invece farlo slittare a partire dal 24 maggio. Questa seconda strada è quella caldeggiata sia dal ministro della Salute Roberto Speranza che dal Comitato tecnico scientifico, che vorrebbero attendere un’ulteriore settimana per poter analizzare meglio i dati della curva epidemiologica.

La cancellazione dell’indice Rt

Il Cts e i tecnici delle Regioni stanno lavorando anche ad una revisione dei parametri da utilizzare per definire le restrizioni (e di conseguenza i colori) della suddivisione in fasce di rischio i territori. L’idea è quella di far pesare meno l’indice di trasmissibilità (Rt), o addirittura di cancellarlo, dando invece maggior peso agli indici di pressione ospedaliera, in particolare sulle terapie intensive, e al tasso di vaccinazione delle persone a maggior rischio e ai fragili. Attualmente, diverse regioni italiane oscillano tra zona gialla e quella arancione proprio a causa dell’indice Rt, pur avendo una situazione ospedaliera sostenibile, sia sul fronte dei ricoveri in area critica, sia nei reparti di degenza per soggetti con sintomatologia. Ed è proprio per questa ragione che si propenderebbe per dare maggior peso alle ospedalizzazioni che all’indice di trasmissibilità. Anche perché con il nuovo monitoraggio di venerdì, basandosi sull’Rt, sarebbero alcune le regioni che rischierebbero di cambiare colore. 

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