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L'approfondimento

Il "liberi tutti" frenato da uno studio statistico

I calcoli di Merner al Governo: fino a 1.200 morti al giorno con Rt a 1,25

Vaccino anti Covid

Cosa ha portato il Governo a non consentire il liberi tutti? Uno studio basato sui numeri. Come riportato oggi, martedì 27, dal Corriere della Sera, il modello statistico elaborato da Stefano Merler, matematico-epidemiologo della Fondazione Bruno Kessler, è stato determinante per frenare le riaperture totali come richiesto da un'ala del Governo. Merler ha finora seguito i numeri dell'epidemia dal febbraio 2020, azzeccando tutte le previsioni e gli sviluppi numerici del virus. Per questo ha avuto così tanto peso sulla scelta dell'esecutivo. 

Lo studio parte dal dato dell'Rt nazionale, nel periodo 31 marzo-13 aprile, che è di 0,81. Da qui vengono elaborati dei calcoli che mettono sul tavolo alcune ipotesi. Se l’Rt ricresce a 1, cosa più che probabile a seguito delle riaperture, di qui al 15 luglio, dovremmo continuare a fare i conti con 200/300 morti circa al giorno. Se sale a 1,1 il rischio è di un aumento costante dei decessi fino ad arrivare a metà luglio a 600 al giorno. A 1,25 la situazione peggiora ampiamente: fino a 1.200/1.300 vittime al giorno. Ovviamente tutto ciò vale senza misure di restrizioni aggiuntive. Per semplificare in uno scenario di "liberi tutti". 

Un'altra ipotesi illustrata da Merler riguarda il "temporeggiamento". Se il riavvio fosse stato rimandato al 12 maggio (data che molti esponenti del Comitato tecnico scientifico preferivano) i decessi giornalieri sarebbero potuti essere la metà, ossia 100. Questo perché, secondo lo studio, ritardare di due settimane la ripartenza avrebbe voluto dire aprire con un numero di casi giornalieri decisamente inferiore a quello attuale. È la cosiddetta incidenza, che trascina con sé inevitabilmente una percentuale di morti. L’ultimo report del Cts, aggiornato al 18 aprile, conta 157 casi a settimana ogni 100 mila abitanti. Perché l’epidemia sia sotto controllo bisogna arrivare a 50. Senza riaperture, che incidono sull’innalzamento della curva di infezioni, tra 15 giorni avremmo potuto scendere un bel po’. In questo caso, sempre con un Rt a 1 avremmo avuto un numero di partenza di contagi più basso. Con l’ovvia conseguenza di un minor numero di morti in prospettiva. Sempre al 15 luglio, con un Rt all’1,1, sarebbero stati 200. Mentre con un Rt a 1,25 sarebbero stati comunque diverse centinaia. 

Adesso, secondo l'analisi di Merler, c’è un po’ di margine. Ma è minimo. Non si può fare crescere l’Rt sopra l’1 e si parte già da 0,81. Il timore è che la curva dei contagi possa ricrescere in fretta, costringendo a nuove chiusure. Tutto dipenderà dai comportamenti individuali e dalla campagna vaccinale: grazie ai vaccini il Covid è già meno letale e con l'immunizzazione di massa diventerà paragonabile a un'influenza, passando cioè dagli undici decessi su mille infetti, a uno. Per questo sarà fondamentale proteggere al più presto gli individui fragili per non far fronte a nuove chiusure. 

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