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La decisione

Il Governo acconsente: vaccini anche nelle aziende

Accordo raggiunto, regole fissate dall'Inail

Era nell'aria ormai da giorni, ma ora è ufficiale: le aziende potranno vaccinare i propri dipendenti. Il ministero della Salute Roberto Speranza ha firmato l’accordo e l’Inail ha fissato le regole con un protocollo che è già stato approvato. La vaccinazione verrà effettuata da operatori sanitari, per la maggior parte medici del lavoro, e deve essere eseguita in locali considerati idonei al protocollo. È prevista la presenza del medico che deve fornire le informazioni e i lavoratori devono rilasciare "il consenso informato" dopo "il previsto triage preventivo relativo allo stato di salute".

Le aziende dovranno predisporre, quindi, un piano aziendale all’Azienda sanitaria di riferimento specificando "il numero di vaccini richiesti per le lavoratrici e i lavoratori disponibili a ricevere la somministrazione, in modo da consentire all’Asl la necessaria programmazione dell’attività di distribuzione". I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, "ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro", mentre "la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe e aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi sanitari regionali territorialmente competenti".

Le adesioni alla somministrazione del vaccino "dovranno essere realizzate e gestite nel pieno rispetto della scelta volontaria rimessa esclusivamente ai singoli lavoratori, delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, della sicurezza delle informazioni raccolte ed evitando, altresì, ogni forma di discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti". Non si prevede quindi alcun obbligo di iniezione per i dipendenti

Qualora le aziende non hanno a disposizione locali idonei per effettuare il procedimento, potranno ricorrere "a strutture sanitarie private e concludere una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini che viene assicurata dai Servizi sanitari regionali".

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