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Scuole aperte dopo Pasqua, ma rischio prolungamento delle altre limitazioni

Draghi: "Accelerare con il piano vaccinale, obiettivo 500.000 dosi al giorno"

Mario Draghi

Scuole fino alla prima media riaperte dopo Pasqua anche in zona rossa, ma anche la possibilità che le limitazioni agli spostamenti e la chiusura di tante attività economiche e dei pubblici esercizi saranno prorogate per una o due settimane dopo le feste. Sono queste le indiscrezioni sulle misure che potrebbero essere prese dopo il 6 aprile, data di scadenza del Decreto attualmente in vigore. Questa mattina, mercoledì 24 marzo, il premier Mario Draghi ha parlato in Senato per pianificare il programma delle riaperture ma anche per esporre gli obiettivi del piano vaccinale che “ha l’obiettivo di raggiungere le 500.000 vaccinazioni al giorno”.

L’idea del presidente del Consiglio è quella di poter allentare le misure non appena i dati epidemiologici saranno più incoraggianti. Il primo punto da affrontare, in questo caso, sono le scuole: l’intento è quello di far tornare in classe almeno i più piccoli, fino alla prima media, anche in zona rossa. Tutto dipenderà ovviamente dall’evoluzione della curva epidemiologica anche se, da questo punto di vista, ci sono dati confortanti: nei territori entrati per primi nella fascia considerata a massimo rischio, l’andamento sta ampiamente rallentando, sintomo che si stia arrivando a un punto di stabilizzazione. Da lì in poi, anche in base all’esperienze passate, inizierebbe la discesa.

Nonostante questo è probabile che anche dopo Pasqua le misure più restrittive vengano prorogate: “Non ne siamo ancora fuori, la fase epidemica resta molto accesa – ha precisato il ministro della Salute Roberto Speranza - Servono ancora misure di contenimento, con oltre 500 morti al giorno non mi sembra il caso di parlare di riaperture”. Su quest’ultimo punto, comunque, bisognerà ancora attendere i dati della prossima settimana e trovare un punto di incontro tra l’ala aperturista e quella rigorista del Governo.

Draghi ha poi parlato del piano vaccinale: “Sappiamo come farlo: abbiamo quattro vaccini sicuri ed efficaci. Tre sono già in via di somministrazione, mentre un quarto, quello di Johnson&Johnson, sarà disponibile da aprile. Ora il nostro obiettivo comune deve essere ora quello di vaccinare più persone possibile, nel più breve tempo possibile”. Il premier però non nasconde i problemi delle ultime settimane: “Siamo all’opera per compensare i ritardi di questi mesi. L’accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati. Nelle prime tre settimane di marzo la media delle somministrazioni è stata pari a 170mila dosi al giorno, più del doppio della media dei due mesi precedenti. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione al giorno”.

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