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IL FLÂNEUR

Passeggiando tra le tradizioni pasquali vercellesi: Sepolcri e Macchine

L'opera delle Confraternite nella storica processione

Gesù morto

Una Pasqua anomala quella di quest’anno dettata dall’emergenza pandemica che purtroppo tutti conosciamo.

Un vero peccato perché nel periodo pasquale Vercelli riscopre tradizioni antiche dove i cittadini, fedeli e non, si trovano a passeggiare per il centro cittadino, tra le chiese, di sera, in un’atmosfera ricca di suggestioni antiche dal sapore atavico. Vediamo due di queste tradizioni particolarmente sentite e a me care. Per ricordare mi baserò sulle immagini del mio archivio fotografico.

Gesù morto

Giovedì Santo. Una tradizione tipica della città in questo giorno che preannuncia la Pasqua, è la visita ai Sepolcri, un nome di derivazione popolare anche se il vero termine è Altari della Reposizione. Mi affiderò al ricordo di una passeggiata serale il Giovedì Santo del 2019 tra le chiese. Era la prima volta che mi dedicavo alla visita dei Sepolcri. L’impressione che subito mi torna alla memoria è l’atmosfera che si respirava: pace, tranquillità, raccoglimento, voci e luci soffuse e un diffuso senso di sacro, antico, atavico. Al termine della missa in Coena Domini, così voleva la tradizione, nelle chiese venivano allestiti in maniera solenne gli Altari della Reposizione, dove si conserva l'Eucarestia. Molto tempo fa, il pomeriggio del Giovedì Santo, i vercellesi visitavano sette Altari della Reposizione, in sette chiese. Col trascorrere degli anni, considerato che le chiese restavano comunque  aperte fino a tardi per l'adorazione, si radicò l'abitudine di fare il giro del Sepolcri con il calare delle tenebre.

Gesù porta la croce

Venerdì Santo la Processione delle Macchine. Questa è una tradizione alla quale sono particolarmente legato. L’atmosfera che si respira è estremamente suggestiva, mistica. Il cielo primaverile al tramonto, le fioriture e le vie del centro illuminate sono una scenografia indimenticabile che portano alla preghiera e al raccoglimento. Il rito rappresenta per la città Vercelli una tradizione secolare che si tramanda dalla seconda metà del XVII secolo. La  macchina è un gruppo statuario che rappresenta un momento della Passione di Cristo. Originariamente il termine si riferiva alla barella per trasportare gli infermi. Successivamente “macchina” indicò sia la portantina e il basamento su cui veniva appoggiata la statua fino ad arrivare ad indicare l’intera struttura composta da basamento e statua.

Gesù alla colonna

Elemento fondamentale all’interno della Processione delle Macchine è l’opera delle Confraternite. Esse sono associazioni, riconosciute dalle autorità ecclesiastiche, costituite da laici credenti, finalizzate a opere di carità o a pratiche liturgiche i cui appartenenti, durante la processione, trasportano le macchine per le vie del centro cittadino. Esse raffigurano: “Gesù nell'orto degli ulivi" della Confraternita di Santa Caterina, "Gesù alla colonna" della Confraternita di San Sebastiano, "L'incoronazione di spine" della Confraternita di San Bernardino; "la Flagellazione" (Santo Spirito), "Ecce Homo" (Sant'Anna), "Gesù sulla croce" (Sant'Antonio), "Gesù morto" (Santo Spirito), "L'Addolorata" (Santo Spirito), "La Crocifissione" (conservata in Duomo).

L'incoronazione di spine

La Macchina dell’Incoronazione di Spine che appartiene alla Confraternita di San Bernardino fu realizzata probabilmente dallo scultore Giovanni Martino Serzano, che enfatizzò molto l’aspetto particolarmente inquietante dei tre giudei che attorniano Cristo; fu donata nel 1734 da quattro membri della Confraternita per una cifra di circa 400 lire. La Macchina della Confraternita di San Antonio che raffigura Cristo con la Croce è una delle sculture più antiche perché di certo esisteva già prima del 1759 anche se non si sa nulla sull’identità del suo autore. La statua di Cristo che viene raffigurato curvo sotto il peso della croce è alta un metro e cinquantacinque centimetri e nel corso di alcuni restauri, all’impianto scultore originario, sono stati sostituiti la croce e la vernice di copertura dell’intera statua. La Macchina che raffigura Gesù nell’orto degli ulivi appartiene della Confraternita di Santa Caterina che è la più antica di Vercelli e la statua, di cui rimane sconosciuto l’autore, è la più pesante da portare in quanto le statue raffigurate sono a grandezza quasi naturale.

Gesù porta la croce

Ricordando le mie passeggiate tra Sepolcri e Macchine rivolgo un augurio di Buona Pasqua ai miei lettori sperando di poter presto tornare a camminare tra le nostre care tradizioni.

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