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IL FLÂNEUR

Via Duomo e la leggenda del Fiume di Ossa

Passeggiata tra i palazzi storici vicini al centro città

San Bernardino

La chiesa di san Bernardino

Una strada che lambisce il cuore del centro storico di Vercelli tra le vie più caratteristiche ed interessanti della città.

Palazzo Avogadro     Via Duomo

Passeggio lentamente in via Duomo; mi sono appena lasciato piazza D’Angennes alle spalle e mi dirigo verso via Gioberti. Palazzi storici, chiese, particolari architettonici inconsueti, piccoli vicoli e rientranze da esplorare. Non mi soffermerò sulla storia di ogni palazzo che ho incontrato lungo il cammino anzi, invito gli aspiranti flaneur a passeggiare ed approfondire questo tema, mi limiterò a descrivere qualche curiosità della via per concentrarmi sulla leggenda del Fiume di Ossa. Mi fermo a leggere una effige muraria sulla facciata di Palazzo Avogadro della Motta. Essa recita: "Napoleone Bonaparte - Primo Console della Repubblica Francese in questo palazzo degli Avogadri di Collobiano e Della Motta ospite del Conte Ignazio sostò ripetutamente nell'anno MDCCC anelante a Marengo reduce con la vittoria nella seconda dimora il XXV del giugno per gli uffizii del CVIII successore del grande Eusebio Carlo cardinale di Martiniana con l'opera del vercellese Conte Alessandro Alciati iniziò col sommo pontefice Pio VII quel concordato onde la Francia rivisse novellamente cristiana Emiliano Avogadro Conte di Collobiano e Della Motta adempie oggi il voto del Conte Ignazio ridestando nei cittadini la memoria di tanto avvenimento. 10 giugno MCM".

Via Duomo     Via Duomo

Poco più avanti, dall’altro lato, scorgo il portone di ingresso della chiesa di San Bernardino. All’interno di essa è custodita una delle più note macchine della processione tipica di Vercelli: la Macchina dell’Incoronazione di Spine che fu realizzata probabilmente dallo scultore Giovanni Martino Serzano, che enfatizzò molto l’aspetto particolarmente inquietante dei tre giudei che attorniano Cristo; fu donata nel 1734 da quattro membri della Confraternita per una cifra di circa 400 lire. Arrivo davanti alla chiesa di Santa Maria Maggiore, luogo a me caro perché qui è ambientata una tra le leggende più misteriose  e conosciute della città quella, come già anticipato, del Fiume di Ossa. Si narra di un sagrestano che, probabilmente verso la fine del XVIII secolo, in una fredda e piovosa sera, scese nei sotterranei della chiesa per un controllo a causa dei rumori che sentiva. L’uomo si fece coraggio e scese la scalinata che portava alle cripte, avanzando nell’oscurità con una lanterna dalla fiamma tremolante. Una volta nei sotterranei l’uomo vide che c’erano alcune sepolture e si incuriosì. Si fece coraggio, superò un corridoio, poi un altro ambiente vagando lentamente e guardandosi attorno con circospezione. Ad un certo punto notò una botola sul pavimento. Decise di aprirla. Illuminò l’ambiente sottostante con la sua luce fioca e vide una cosa che lo terrorizzò. Corse via chiudendo le pesanti porte in legno alle sue spalle, dicendo poi a tutti che non sarebbe mai più tornato là sotto per nessuna ragione al mondo. Anni più tardi confidò solo agli amici più cari che cosa aveva visto sotto alla cripta: raccontò di un fiume che scorreva sotto alla chiesa composto da ossa umane.

Via Duomo     Sede Upo

Il gruppo Teses di Vercelli (Team Sperimentale Esplorazioni Sotterranei) capitanato da Luigi Bavagnoli, ha indagato e studiato la leggenda  dove, l’elemento risolutorio, pare proprio essere la pavimentazione delle camere dei sotterranei. Una di esse infatti risulta avere una pendenza sufficiente a consentire l’infiltrazione di acqua proveniente da un affioramento di falda a seguito di abbondante pioggia. L’acqua penetra attraverso uno strato permeabile facendo galleggiare le ossa all’interno della botola

Via Duomo     Via Duomo

Prima di terminare la mia passeggiata mi insinuo all’interno di un portone che trovo aperto perché sono incuriosito da un particolare: la scritta “Bidello” che compare sopra ad una porta all’interno del palazzo dell’Istituto di Belle Arti. Un dettaglio che per un attimo mi fa fare un piccolo viaggio in tempi ormai passati.

Via Duomo

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