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IL FLÂNEUR

Passeggiando con il blu

Una camminata dove il colore si fonde con l'architettura della città

Blu

Sì lo so, purtroppo ne sono a piena conoscenza: in questo periodo siamo in zona rossa, un colore interpretato purtroppo come sinonimo di limitazione della libertà. Tuttavia proviamo a goderci una breve passeggiata inseguendo un altro colore: il blu.

Sant'Andrea basilica    

In questi giorni, complici le condizioni meteo, ci sono state giornate dove il cielo era di un blu intenso, colore che ha guidato il flaneur in una camminata doveva la tonalità si fondeva con le forme architettoniche della città. La basilica di Sant’Andrea, osservata in controluce, appariva ancora più affascinante. Chissà se il blu del cielo è lo stesso dell’acqua del lago sotterraneo menzionato in un’antica leggenda al quale si accederebbe tramite una scalinata intagliata nella pietra che conduce ad una grotta grande quanto la costruzione in superficie. In questo anfratto si troverebbe appunto il lago con una barca legata su una sponda per attraversarlo.

blu                                              Blu

Passeggiando tra le prime, timide fioriture con lo sguardo all’insù sulle finestre che riflettono il cielo, seguendo il blu arriviamo in via Verdi sul retro della ex chiesa di San Marco conosciuta un tempo come il mercato coperto di Vercelli.La via prese il nome attuale nel primo decennio del 1900, prima si chiamava via del Teatro.  La Chiesa abbaziale di San Marco, fondata nel Milleduecento, acquistò la sua configurazione definitiva solo nel Millequattrocento. A questo periodo si può attribuire un imponente ciclo decorativo di affreschi che probabilmente si sviluppava sia sulle pareti che sulle volte. Il Serraglio, così veniva chiamato il mercato coperto. Questo nome deriva probabilmente dalla fantasia popolare riguardo ai centoventi  stalli collocati all’interno della chiesa, tra i quali “brentatori e garzoni in camiciuola di tela azzurra, con i numerosi clienti affollavano le navate”.

Fioritura                   San Marco


Guardando la facciata dominata dalla iscrizione Mercato Pubblico MDCCCLXXXIV si intravedono, nell’ombra dietro le grandi vetrate ottocentesche, le volte delle navate gotiche. La torre di San Marco sembra insinuarsi nel profondo cielo blu penetrandolo. La costruzione è parecchio antica, di forma ottagonale ma senza caditoie. Prima della edificazione della chiesa di San Marco, nel luogo dove fu poi costruita, si trovavano le case degli Avogadro di cui, molto probabilmente, la torre sarebbe una parte architettonica superstite. Durante alcuni lavori nella torre effettuati nel 1800 venne ritrovata la sepoltura verticale di Simone Avogadro da Collobiano, condottiero e signore di Vercelli con tanto di armatura e spada.

Blu                     Vicolo dei Pelipari

Proseguendo il blu si insinua tra il vicolo dei Pelipari mentre le strette pareti creano giochi di luce e di ombre verso piazza Cavour. In giro non c’è quasi nessuno anche se la giornata è splendente tanto che la Piazza Palazzo Vecchio è deserta. Con il nome di Broletto si indicava in epoca medioevale spazio dove si tenevano le assemblee popolari, poi si finì per usare questo termine per identificare il palazzo municipale. Sappiamo che una costruzione corredata da un torrione ospitava la sede del Comune di Vercelli già nel 1300 e che il palazzo era stato di proprietà della famiglia dei Vialardi. Nell'odierna piazza sorgeva il palazzo comunale che mantenne la sua funzione amministrativa della città di Vercelli fino ai primi anni dell’Ottocento. Nel 1802 il Municipio venne trasferito nell’ex convento dei Barnabiti dove tuttora sono situati l’ufficio del Sindaco e gli altri uffici comunali. Nel corso dei secoli, tutti i palazzi, risalenti al Trecento, che circondavano il Broletto vennero concessi a privati cittadini che ne cambiarono in modo radicale la struttura.

blu                          Piazza palazzo vecchio

Ancora pochi passi in prossimità della Sinagoga e il flaneur ha terminato la sua passeggiata. In tempi di pandemia una breve camminata, anche di un solo isolato laddove possibile, è un toccasana per il corpo e lo spirito e a volte basta poco per scoprire angoli inediti o poco conosciuti semplicemente seguendo un colore. Io ne ho scoperti ma di loro vi parlerò la prossima volta.

Sinagoga

 


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