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IL FLÂNEUR

Passeggiando per piazza Cavour

Misteri e leggende nel cuore di Vercelli

Piazza Cavour

Piazza Cavour e il monumento

Le mie passeggiate vercellesi iniziano o finiscono quasi sempre in piazza Cavour il centro, il cuore di Vercelli.

L’itinerario potrebbe sembrare scontato, banale, ma in realtà non lo è per il semplice fatto che per abitudine tendiamo ad approfondire poco la conoscenza di luoghi che consideriamo familiari. "Ci vediamo sotto al monumento" questa è una mia frase ricorrente quando dò appuntamento a qualcuno.

La statua dedicata Camillo Benso di Cavour fu scolpito da Ercole Villa. Ai piedi del Conte sono raffigurate le due statue di fattezze femminili che rappresentano l’agricoltura, l’industria e il commercio. Il monumento al Cavour fu realizzato nel 1864 anno in cui piazza Maggiore o dei Mercanti, nomi precedenti, fu intitolata allo statista. Non ci fu mai inaugurazione ufficiale per una serie di diatribe politiche.

Portici piazza CavourPortici piazza Cavour

In autunno e inverno quando piove e in estate quando il sole picchia, è piacevole passeggiare sotto ai portici costruiti in epoca medievale tra il 1300 e il 1400. Essi hanno un nome. I portici dei brentatori, sono quelli tra via Crispi e via Gioberti e prendono il nome dalle botteghe che vi sorgevano. A ridosso di via Gioberti ci sono i portici dell’Angelo che seguono il nome dalla Torre. I portici del lato ovest sono detti “della stella” dal nome di un antico albergo mentre a sud si trovano i portici di San Tommaso dal nome dell'antica chiesa parrocchiale che qui sorgeva.

Torre dell'Angelo

Se a ridosso del monumento volgiamo lo sguardo verso l’alto in direzione di via Gioberti noteremo la sagoma inconfondibile di due torri: quella dell’Angelo e la Civica.

Su di esse si raccontano alcune leggende. Partendo dalla prima il nome della torre, la cui sagoma è visibile già dal XIV secolo, deriverebbe dal miracoloso intervento di un angelo che, secoli fa, salvò la vita ad un uomo che si era avventurato in cima ed era caduto. Della stessa storia esiste un’altra versione secondo la quale l’angelo non salvò un uomo ma la torre stessa che stava crollando. Altre fonti storiche riportano il miracoloso intervento operato da San Mauro a favore del suo discepolo precipitato dalla torre nell'anno 543. Questa versione non spiega l’origine del nome e si riferisce ad una data anacronistica.

​Per quanto riguarda la Torre Civica esiste una curiosa leggenda ripresa dallo storico Rosaldo Ordano in un suo libro. Essa narra che: “In alcune notti senza luna e senza stelle, quando il buio è profondo, non tutti, ma qualcuno predestinato, può scorgere, in cima alla torre della città, uno spettacolo straordinario. Questo qualcuno (che deve essere vissuto da galantuomo e che deve anche avere amato Vercelli) potrà vedere accendersi, come per incantesimo, ad una ad una, tante fiammelle attorno al tetto della torre. Sono fiammelle piccole e guizzanti che si pongono in fila, ad intervalli regolari l'uno dall’altra, muovendo regolarmente lungo i bordi del tetto. È inutile dirlo: le fiammelle sono le anime dei cittadini migliori, che, anche dall'al di là, vigilano su Vercelli”.

Torre civica

La leggenda prosegue ammonendo: “Però stia attento colui che può vedere la processione delle fiammelle: talvolta il loro magico andare si arresta, lasciando intravedere che nella fila, tra una fiammella e l’altra, si è formato un vuoto, per fare spazio ad una nuova fiammella. È il segno certo per colui che guarda: egli fra pochi giorni morirà e, in cima alla torre, gli hanno già fatto posto. Anch’egli lassù, con le altre anime buone, potrà vegliare sulla sua città, fino alla fine dei tempi”.

Devo dire la verità: più volte ho provato a sfidare la leggenda ma senza mai vedere nulla. Volgendo invece lo sguardo verso il basso, a ridosso della strada che porta al Rialto, sotto la piazza si trova il rifugio antibombardamento della Seconda Guerra Mondiale che porta la memoria alle persone che trovarono riparo lì sotto il il 28 maggio 1944 quando le sirene avvisarono la città dell’imminente bombardamento. La magia di passeggiare in piazza Cavour si manifesta però, a mio modesto parere, in due momenti particolari: il mattino presto della domenica e durante le notti fredde e nebbiose.

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