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I segreti di Internet

Come siamo diventati

Dati, metadati, statistiche e social media diventati parte della nostra vita

Internet

Oggi, dappertutto, è sempre un gran parlare di dati, gestione dei dati, furto dei dati, manipolazione dei dati, numeri, statistiche, riscontri, percentuali ...spesso e volentieri con fonti (anche autorevoli) che forniscono cifre diverse, se va bene, o che dicono addirittura l' una l'opposto dell'altra, se va male.

A voler tirar le somme di questo tempestoso oceano di informazioni e statistiche che ogni secondo vengono versate nella Rete, i risultati appaiono a dir poco sbalorditivi. Ovviamente facciamo riferimento a chi, con l'aiuto di professionisti preparati e l'utilizzo di strumenti adatti (si spera sempre che così sia in entrambi i casi) riesce a studiare la Rete e a stilarne le classifiche e le statistiche con un elevato margine di certezza. Come ogni anno “We Are Social” e “Hootsuite”, due piattaforme che si occupano di social media, social network (non sono la stessa cosa, non confondeteli) e di tutto ciò che riguarda il mondo connesso come lo conosciamo noi oggi, hanno pubblicato una serie di statistiche che, per l'importanza dei numeri che le riguardano, non possono che lasciarci a bocca aperta. Partiamo con un dato soverchiante: nel 2020 appena passato 4,54 miliardi di persone erano connesse a Internet e, di queste, 3,8 miliardi hanno utilizzato regolarmente i social network. Per “regolarmente”, tengono a precisare i ricercatori, si intende almeno una volta la settimana e infine, dato numerico che son certo non tutti potremo facilmente immaginare, l'anno scorso tutti gli utenti connessi hanno trascorso online, complessivamente, la bellezza di 1,25 miliardi di anni (per farci un'idea, il tempo necessario, viaggiando nello spazio alla velocità della luce, per arrivare, citando il capitano Kirk, “dove nessun uomo è mai giunto prima”).

Ovviamente dati e statistiche hanno riguardato anche il mondo dell'indotto economico della Rete: miliardi gli euro spesi per creare o aggiornare gli e-commerce, per cablare Stati, per connettere continenti e per portare connessione e tecnologia fin nei più sperduti angoli del pianeta. Naturalmente la ricerca ha riguardato anche i dati e le statistiche sulle abitudini digitali degli internauti di tutto il mondo. Il report illustra infatti come il tempo trascorso connessi in Rete sia diventato una parte ancora più
essenziale della vita delle persone nell’ultimo anno, con social media, e-commerce, contenuti in streaming e videogiochi che hanno visto risultati di crescita significativi negli ultimi 12 mesi. Inutile dire che l'attuale pandemia da Covid ha contribuito, complice il dover studiare, lavorare e socializzare da casa, a far lievitare i già di per sé consistenti numeri delle statistiche riguardanti la vita dei connessi. YouTube è diventata la piattaforma più utilizzata in assoluto, seguita a breve distanza da WhatsApp e da Facebook (sebbene queste ultime due siano bannate in Cina, e quindi non siano utilizzate da un bacino umano di più di un miliardo di persone).

In Rete si guardano soprattutto i video (per il 93%), ma sempre di più si ascoltano gli audio (con il 61% dei connessi che ascolta musica solo in streaming e il 25% che utilizza i podcast). E non dimentichiamo il gioco (vera e propria attività trasversale a livello generazionale) che, con diverse tipologie di dispositivi, dagli smartphone alle consolle, interessa l’81% degli Italiani. Il report di cui ci stiamo occupando evidenzia inoltre un’evoluzione nei modi in cui le persone cercano informazioni online: oltre al solito arcinoto utilizzo dei motori di ricerca tradizionali, oggi il 37% degli utenti si serve di tecnologie di ricerca vocale, e un 33% ricorre ai canali social. Nella conta non manca nemmeno Pinterest, la piattaforma di condivisione di immagini e video, che continua il suo “trend” positivo, passando dal 24 al 29% di utenti che ne fanno uso (possono sembrare pochi 5 punti percentuale, ma quando si parla di un mercato globale come quello dei social media, sono risultati molto significativi). Impossibile non menzionare TikTok: il social preferito dagli adolescenti, che ha registrato un balzo importante nell’ultimo anno, “mangiandosi” fette così consistenti di utilizzo nella fascia dai 10 ai 16 anni che, nel suo caso, si può tranquillamente parlare di monopolio.

Molto interessanti i dati relativi alla quantità di tempo passato in Rete dei cittadini dei vari Stati del mondo, con gli utenti di Internet nelle Filippine che trascorrono in media 9 ore e 45 minuti al giorno online, rispetto alle “sole” 4 ore e 22 minuti dei Giapponesi. Ma il settore dove si è davvero registrata un' impennata senza precedenti è quello dell’e-commerce, al punto che molti addetti al settore parlano apertamente di “svolta digitale del commercio”. La pandemia Covid (unita alla stratosferica concorrenza sui prezzi adottata dai siti di grande distribuzione) ha spinto i consumatori di tutto il mondo ad abbracciare massicciamente lo shopping online, sino ad arrivare al punto che il 77% circa degli utenti connessi di età compresa tra 16 e 64 anni risulta acquistare almeno un prodotto online ogni mese. Sempre più sono le persone che comprano in Rete e preferiscono un dispositivo mobile rispetto al computer, andando così ad assottigliare la differenza tra queste due modalità. In linea con gli altri paesi occidentali, l’Italia si conferma connessa e social come dimostrato dal trend in crescita sull’uso di Internet, piattaforme social e nuove tecnologie. Rispetto alla rilevazione del 2019, nei primi mesi del 2020 si registra un incremento del numero degli utenti online: se da un lato sono quasi 50 milioni gli utenti connessi, con una penetrazione dell’82%, dall’altro lato sono ben 35 milioni le persone attive sui canali social.

Gli smartphone sono presenti nelle mani del 97% di noi, mentre 3 persone su 4 utilizzano computer desktop o laptop. C’è da registrare inoltre, come il numero dei dispositivi mobili ha superato il numero dei residenti, con circa 80 milioni di device su una popolazione, come da ultimo censimento, di circa 65 milioni di persone; dato quest'ultimo che rende l'Italia uno dei primi tre Paesi al mondo per vendita pro-capite di apparecchi cellulari. Siamo (noi italiani) connessi per oltre 6 ore al giorno ad Internet, e passiamo quasi due ore sui social (il 98% lo fa da dispositivi mobili) anche grazie ad avanzamenti nelle tecnologie infrastrutturali che hanno portato a incrementi nelle velocità medie di connessione pari all' 11% per il mobile e al 29% per il fisso. Il dato che si trae dal report, al netto di risultati e statistiche espresse con numeri e percentuali, è di un mondo sempre meno propenso a cimentarsi nella vita reale, dedito a svolgere in Rete qualsivoglia attività quotidiana (compresa quella di fare acquisti o di socializzare). Sarà interessante analizzare i report dei prossimi anni, per capire quante altre attività (delle poche rimaste a dire il vero) emigreranno massicciamente dal reale al virtuale.

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