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I segreti di Internet

TGTG - L'app che riduce lo spreco di cibo

Ogni cosa viene venduta dal 30 al 50 per cento del prezzo originale

Marco Faccioli

Marco Faccioli

Chiudiamo gli occhi per un attimo e immaginiamo che, a spasso nel centro di una città, ci venga una improvvisa quanto incontenibile voglia di cioccolato. Una volta individuata la pasticceria che può fare al caso nostro, entriamo nella stessa, mettiamo mano al telefono (non al portafoglio come si faceva una volta), e mostriamo il display alla commessa che, senza nemmeno prendersi la briga di illustrarci le delizie del giorno o le specialità della casa, ci prepara al volo un sacchetto con dentro una selezione di cioccolato di tutti i tipi.

La parte interessante di questa anomala scenetta, per venire al dunque, non è tanto la modalità dell'acquisto (che a breve spiegheremo), ma che, a conti fatti, avremo risparmiato un bel pò di soldi rispetto a un acquisto fatto senza TGTG (a breve spiegheremo anche questo). Tutto ciò è reso possibile dall’applicazione “Too good to go” (TGTG per l'appunto) che, nata in Danimarca nel 2015 (ideata dalla Mette Lykke), raccoglie oggi più di venti milioni di utenti tra Europa e Stati Uniti (circa 1,9 milioni in Italia, stando a quanto dichiarato dall’azienda medesima).

Come funziona TGTG (che, tradotto, significa “troppo buono per andare”, qui però nel senso di “lasciarselo scappare”)? Semplicissimo: la piattaforma mette in contatto venditori e acquirenti (...non solo di dolci sia chiaro): da un lato i negozianti alle prese con un cronico accumulo di merce invenduta (o prossima alla scadenza) e, dall’altro, i consumatori desiderosi di risparmiare qualcosina sulle spese alimentari. Per farla breve e semplice è la versione 2.0 del farsi un giro al mercato quando le bancarelle iniziano a sbaraccare, per spuntare qualche sacchetto di frutta e verdura a prezzi stracciati.

Il “concept” alla base dell'applicazione è totalmente etico: registrati a TGTG e diventa anche tu un “waste warrior”, ovvero un combattente contro gli sprechi. In Italia, dati statistici alla mano (forniti dalla Coldiretti), ogni famiglia butta via più o meno 5 euro di cibo alla settimana, ma è la cifra complessiva a fare più effetto e a dare la vera portata del fenomeno: è di 6,5 miliardi di euro all’anno il valore del cibo sprecato. Diventare un “waste warrior” significa semplicemente scaricare l'app sul proprio telefonino, individuare (tramite la stessa) le migliori opportunità d’acquisto nella propria zona, cliccarci sopra, comprare (sempre con l'app), andare a ritirare in negozio.

Facciamo qualche esempio: i croissant di questa stessa mattina dal fornaio, la vasca da un chilo di gusti che il gelataio non riesce a smerciare (tipo tamarindo e puffo), il salmone della rosticceria che sta per scadere ...ogni cosa viene venduta dal 30 al 50 per cento del prezzo originale. Però ...c'è un però ovviamente: l'acquisto scontato fatto con TGTG è rigorosamente a scatola chiusa, ovvero l'utente compra, ma non sa quel che ci sarà nella busta che andrà a ritirare dal venditore (se gelateria non saprà quali gusti, se vineria potrà capitargli un lambrusco da taverna e tre bianchi in scatola di cartone, se rosticceria potranno toccargli in sorte le olive ascolane in maionese o i cordon bleu con la ricotta).

A non voler rinunciare al sottilissimo e impagabile piacere di essere maligni, si potrebbe anche chiosare che se è la merce invenduta che ci tocca in sorte ...una ragione ci dovrà pur essere, ma non stiamo a fare i tignosi come sempre. Il responsabile dell’azienda qui in Italia è il torinese Eugenio Sapora, un ingegnere aerospaziale con il pallino dell'agroalimentare in salsa telematica che, recatosi a Parigi per motivi di studio, ha mollato tutto ciò che riguardava l'ingegneria per dedicarsi a un progetto di cui si è innamorato: “la ruche qui dit oui” (l’alveare che dice sì), una piattaforma per gruppi di acquisto di generi alimentari freschi, una forma di consegna a domicilio basata sull’interazione tra contadini e cittadini. Mette Lykke nel 2019 gli propone di sviluppare il mercato italiano di TGTG e lui accetta.

Intervistato da Andrea Canei de L'internazionale, Sapora si racconta con entusiasmo: “La cosa più difficile per un’app di questo tipo è raggiungere la massa critica interessante sia di utenti sia di negozi convenzionati. All’inizio è stato difficile. Non avevamo ancora nemmeno l’app sull’Apple store, andavamo in giro per negozi con il database, dicendo: siamo un’app che esisterà, se vuoi iscriverti mi servirebbe adesso il tuo Iban, la partita iva, etc… Siamo partiti a Milano nel marzo del 2019 con un’offerta di cinquanta negozi - continua rivivendo le tappe della sua storia - non tanti, ma all’epoca era stato il risultato di un mese di lavoro ...oggi cinquanta nuovi negozi li aggiungiamo alla nostra rete in un giorno e mezzo. Oggi a Milano i negozi convenzionati sono circa 650, mentre a Roma un migliaio. In Italia tra il marzo 2019 e la fine del 2020 TGTG è passata da uno a ottanta dipendenti, e da zero a quasi due milioni di iscritti. ...e poi c'è la questione del lockdown: le premesse per la vera svolta di TGTG in realtà si sono create proprio lì. “Dopo il lockdown – racconta Sapora – molti piccoli commercianti si sono trovati a dover decidere, con le città ancora semivuote, se aprire oppure no. C’è stata davvero una grande indecisione, ma TGTG ha consentito a molti di evitare sprechi, garantirsi un minimo di marginalità, e spesso anche di allargare la clientela”. Comunque, se conviene agli acquirenti, raccomandiamo agli esercenti di fare i propri conti con attenzione: TGTG è un' applicazione antispreco, per cui se l'attività ha margini di spreco, questo è un ottimo modo per rivalorizzarlo; ma se non ne ha, si corre il rischio di finire sottocosto. Quindi occhio al proprio magazzino!

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