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1909

Il Referendum per la "luce"

Illuminazione al Comune: cittadini favorevoli

Referendum

L'esito del Referendum

Nel settembre 1909 gli elettori vercellesi sono chiamati alle urne per un referendum: dovranno decidere se essere favorevoli o contrari alla decisione del Consiglio comunale di assumere direttamente l’esercizio del servizio della pubblica e privata illuminazione a gas. Come a Roma, dove i cittadini hanno dovuto votare la municipalizzazione delle tramvie elettriche e dell’energia elettrica, anche a Vercelli si sceglie di concedere agli abitanti la decisione sulle questioni della città. Il referendum è stato introdotto nella legislazione italiana dall’onorevole Giovanni Giolitti con la legge del 29 marzo 1903. “Si tratta di una riforma democratica che in qualche nazione – la Svizzera, ad esempio, e gli Stati Uniti – è già stata felicemente attuata da gran tempo – si legge su La Sesia – Portata più di una volta davanti al Parlamento, fino al 1880, la proposta dell’istituzione del referendum fu sempre respinta”.

Questa la situazione vercellese: il 31 luglio 1906 scade il contratto con la Tuscangaz Company per il servizio di illuminazione a gas pubblico e privato. Alla scadenza, se non si fosse voluto rinnovare o prorogare il contratto, il Comune sarebbe tenuto al rilievo dell’officina. Tempo prima della scadenza, la Giunta Canetti sostiene l’opportunità di municipalizzare il servizio, ma la proposta cade a causa di una crisi comunale. Viene municipalizzato, invece, l’impianto elettrico e, per eliminare ogni opposizione della Tuscana, si decide di prolungare il contratto per altri tre anni. Terminato il periodo la Giunta propone di assumere dal 1°agosto quel servizio pubblico, provvedendo al rilievo dell’officina con un mutuo di 400.000 lire estinguibile in 35 anni. Il Consiglio approva e viene scelta come data per il referendum il 26 settembre 1909. Questa la domanda proposta ai cittadini: “Intende l’elettore che il Comune assuma l’esercizio diretto del servizio riguardante la pubblica e privata illuminazione a gaz, nei modi e nei termini stabiliti dalle deliberazioni del Consiglio comunale?”. Sarà un plebiscito: su 4.484 elettori, votano 1.591 persone. I “Sì” sono 1.525 contro i 60 “No”. Sei i voti dispersi.

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