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Lo straordinario filmato di Silvio Piola "maestro" di calcio

La gita ad Assisi con la famiglia

Una elegante e tranquilla famiglia vercellese in gita ad Assisi. A guardare bene, di ordinario, però, c’è ben poco.

Siamo nel 1964 e l’inizio delle riprese del filmato di repertorio che siamo riusciti a scovare, vede un campione del mondo impartire amorevoli lezioni di calcio a dei bimbi in Umbria. I piccoli calciatori in erba, con tanto di magliette di Juventus e Milan osservano e azzardano i primi controlli di palla a volo, di collo pieno del loro idolo che segnò due gol in finale, nel 1938 a Parigi, all’Ungheria. Quel campione, l’avrete capito, è nientemeno che Silvio Piola e nel suo elegante, impeccabile (nonostante il sole) completo grigio, camicia bianca e cravatta rossa, fa trasparire ai ragazzini tutto il suo amore per quel pallone. Per quello sport, che sono e saranno sempre la sua vita. L’altro grande amore di Silvio è la famiglia (al terzo posto, vi saranno poi caccia, pesca e raccolta di funghi, ma questo è tutta un’altra storia).

Il filmato mostra dunque la gita nella stupenda abbazia di Santa Maria delle Grazie di Assisi, insieme alla moglie Alda Ghiano e ad una piccola, incantevole, ora curiosa, ora un po’ annoiata (o semplicemente infastidita dalla presenza del cineoperatore amatoriale) Paola, che nel ’64 ha 10-11 anni. La gita è terminata. Tifosi e notabili salutano la Famiglia Piola, che si accinge a salire in auto e tornare nella sua Vercelli. Si tratta di un documento eccezionale, di proprietà di Domenico Mecatti (che l’ha reso pubblico e fruibile a tutti sul canale You Tube), per il calcio non solo italiano, ma mondiale. La segnalazione arriva dal giornalista Simone Pieretti (autore del libro “Primo centravanti”, dedicato a Piola) e dal grande collezionista di Vigliano Biellese Silvio Brognara, che ringraziamo. Immediatamente sentita al telefono, Paola Piola conferma: “Di quella gita ricordo tutto, come fosse ieri, pur essendo trascorsi quasi 60 anni. Si tratta delle immagini, nella prima parte del filmato, dei cosiddetti “Nuclei di addestramento Giovanile”, affidati a mio papà dalla Federazione Giuoco Calcio, subito dopo l’esperienza come allenatore del Cagliari, tra il 1954 e il ‘57. L’incarico di occuparsi di quegli stage per i più giovani coinvolse in maniera totalizzante Piola, che con i bimbi trovava e ritrovava la sua dimensione più felice e fanciullesca (e dalle immagini si vede chiaramente, ndr). In quegli anni, mio papà girava letteralmente l’Italia per questi stage e stava 15 giorni a casa e 15 giorni fuori. Papà – prosegue la figlia Paola - si era preparato tantissimo e divideva quel ruolo con quello di osservatore della Nazionale”.

Poi, svela: “Le immagini sul campo sono state girate a Perugia. Poi, dopo, la gita ad Assisi e alla Porziuncola. È incredibile, è come fosse ieri. Mia mamma Aldina, da sempre fotoreporter e amorevole (e fine) archivista del marito, il mio foulard, quel cappottino dai bordi di velluto, realizzato con la stoffa della nonna. Mio fratello Dario, invece era rimasto a Vercelli, dai nonni. Quella di Perugia - Assisi fu per la nostra famiglia una delle gote più belle, insieme a quella di Roma e a Cinecittà agli inizi del 1970”. Scene ed immagini a colori (notevoli, essendo nel 1964) di una famiglia. Che appartengono però e meravigliosamente anche al Patrimonio dell’Umanità del mondo sportivo e dell’educazione scolastica e testimoniano lo struggente passare del tempo, addolcito dal recupero di un ricordo che pareva essersi dissolto per sempre ed invece è ancora qui con noi. Intimo, ma per tutti. 

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