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Saluggia

Il caso della bambina esclusa dalla scuola materna

Risolto con l'intervento della garante per l'infanzia e l'adolescenza

saluggia scuola materna

La bambina disabile potrà entrare alla materna solo a orario ridotto, perché la scuola non è in grado di fornire l’assistenza. E’ questo il caso increscioso successo a Saluggia, risolto solo dopo un intervento della Regione e del Comune, che sosterrà le spese economiche per consentire alla piccola di entrare all’asilo. Una vicenda di discriminazione proveniente dalla scuola che ha lasciato allibiti in molti, che ha richiesto l’intervento della garante per l'infanzia e l'adolescenza regionale Ylenia Serra.

La piccola, affetta da una disabilità motoria, ha sempre frequentato regolarmente la scuola dell’infanzia. A fine febbraio è stata sottoposta a un intervento chirurgico alle gambe. E da quel momento i genitori si sono sentiti dire quello che mai si sarebbero aspettati da una scuola che dovrebbe essere inclusiva, ma che nei fatti non lo è stato: “Alla ripresa delle lezioni in presenza avevamo chiesto il rientro in classe tutti i giorni dalle 8,30 alle 12 – spiegano i genitori – Abbiamo specificato che i primi giorni sarebbe stata sulla sedia a rotelle, in attesa dei nuovi tutori, ma la dirigente scolastica ci ha detto che nostra figlia avrebbe potuto seguire le lezioni solo a orario ridotto, dalle 10 alle 12, perché, a suo dire, sarebbe stato troppo pericoloso, in quanto altri bambini avrebbero potuto farla cadere”. Una tesi che non ha convinto i genitori ma che credevano risolta una volta che la bambina avesse indossato i tutori. Salvo scoprire che, per esigenze didattiche, la bimba avrebbe comunque frequentato la materna a orario ridotto, dalle 10 alle 12. Da lì una trattativa con la dirigente per prolungare l’orario, ma sempre ridotto a causa della carenza di docenti. “A mia figlia non spetta l’insegnante di sostegno perché non ha disabilità psichiche, ma solo motorie – prosegue la mamma – al massimo lei avrebbe chiesto la mano della maestra per muoversi. Ma nulla più”. 

E così il caso è finito in Regione. Il consigliere Carlo Riva Vercellotti martedì 27 ha sollevato la questione. Appresa la notizia, ha chiesto l’intervento dell’assessore Elena Chiorino. “Una pessima pagina e talmente grave che appena saputo ho subito attivato l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino, che ringrazio per la sensibilità e la decisione con cui è intervenuta sull’Ufficio Scolastico regionale – spiega Riva Vercellotti – Ho portato in aula consiliare il caso della piccola di Saluggia durante la relazione annuale del Garante dell’Infanzia a cui ho anche scritto perché non mi interessa tanto capire se vi siano state negligenza e responsabilità in capo a qualcuno, ma interessa capire se questo è un fatto isolato di incapacità organizzativa o se in altre parti della nostra provincia e regione vi siano altri casi di bambini a cui è negato il diritto alla piena inclusione e integrazione scolastica perché in presenza di una disabilità temporanea. Inoltre ho interpellato e informato la referente del nodo provinciale contro le discriminazioni, Lella Bassignana”. Il caso ora verrà seguito da garante e Ufficio Scolastico Regionale, che nel frattempo ha già contattato la dirigente per comprendere a fondo la vicenda. Vicenda che si è risolta mercoledì 28 attraverso un progetto promosso dall’assessore Demaria, il cui onere sarà a carico del Comune, che consentirà alla bambina di frequentare la scuola regolarmente. “Sono molto felice per come si sia conclusa la vicenda della piccola, grazie solo all’aiuto economico e alla sensibilità dimostrata dal Comune di Saluggia – prosegue ancora il consigliere regionale - Sono invece allibito per una vicenda preoccupante che ha visto negato dalla scuola il sacrosanto diritto alla piena inclusione scolastica di una bambina con difficoltà motorie. Mi metto nei panni della bambina che dopo un’operazione, il dolore fisico e la lenta ripresa alla normalità, si è vista negata la possibilità di tornare a scuola come gli altri, solo perché con una difficoltà motoria. E mi metto nei panni della famiglia, dove al dolore di vedere la propria creatura subire un intervento ospedaliero invasivo, si aggiunge la rabbia per la discriminazione subita e l’imbarazzo di doverglielo spiegare”. Un pessimo caso di esclusione proveniente dal mondo della scuola che tutti si augurano non debba mai più ripetersi, e che quello di Saluggia possa rimanere un caso isolato di cronaca, fortunatamente risoltosi nel migliore dei modi.

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