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Il sindaco di Trino espone le proprie ragioni

Pane: "Ecco la mia posizione sul deposito di scorie radioattive"

"Mi appello al senso di responsabilità di ognuno"

Daniele Pane

Daniele Pane, sindaco di Trino

"Voglio che i trinesi possano vivere in una città che sia sicura. E se per esserlo devo avere il deposito, sono disponibile a farlo, ma solo dopo che gli altri non avranno fatto la loro parte". Il sindaco Daniele Pane tocca a fondo l’argomento del deposito nazionale delle scorie radioattive.

"Vorrei chiarire in modo definitivo la mia posizione e del Comune di Trino sul tema nucleare – esordisce Pane - Nei giorni scorsi è stata pubblicata la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito delle scorie radioattive e il parco tecnologico. Sono stati individuati 67 siti, ed è stato escluso il nostro Comune, ma nella Carta ci sono siti vicini come l’area di Rondissone e l’alessandrino vicino a Bosco Marengo. Quindi vogliamo essere presenti sull’argomento perché ad oggi sul nostro territorio un deposito dei rifiuti c’è ed è l’ex centrale “Enrico Fermi”, lo è da 30 anni. I rifiuti sono all’interno della centrale, anche se i più pericolosi sono stati trasportati all’estero, l’ultimo viaggio è del 2015".

E aggiunge: "Daniele Pane, sindaco di Trino, non ha mai candidato la sua città ad ospitare il deposito anche perché non era e non è possibile farlo tecnicamente, e quindi non l’ho mai fatto anche per questo motivo. Viviamo una situazione di provvisorietà, temporaneità e precarietà, perché in questo momento i rifiuti sono stoccati all’interno di depositi che, seppur sicuri, non sono definitivi nella loro forma ufficiale come invece in altri Paesi d’Europa, dove ci sono 37 depositi, mentre l’Italia è in ritardo di almeno 30 anni su questa partita e perciò siamo stati ammoniti dall’Unione Europea. Fortunatamente questo Governo, e gli rendiamo merito, ha pubblicato la Cnapi".

Il sindaco prosegue: "L’auspicio mio era di un atto di grande responsabilità da parte dei siti individuati dalla Carta, che percepissero l’esigenza e la necessità di dover avere in Italia un deposito di questo genere e che fossero coscienti dell’opportunità di avere una soluzione ad un problema nazionale strategico e dal quale non potevano tirarsi indietro. E’ con lo stesso principio col quale avevo dato la mia disponibilità a valutare se sul nostro territorio ci fosse la possibilità di insediare un deposito. Così non è stato e il Comune di Trino è escluso dalla Carta nella quale sono stati individuati altri 67 siti. Neanche il giorno dopo la pubblicazione della Cnapi, diversi il giorno stessi, tutti hanno risposto negativamente e anticipato che nei prossimi 60 giorni si opporranno a questa scelta fatta con questo documento meramente tecnico".

Pane sottolinea: "Da un lato li capisco di non voler avere in casa propria un problema che non era già presente prima, però capisco meno la mancanza di senso di responsabilità, ognuno deve fare la propria parte. E dire 'no a casa nostra perché abbiamo già dato' è un altro principio di grande irresponsabilità su un tema che è serio e va gestito attentamente, non si può scappare dalla risoluzione del problema perché sono 30 anni che il nostro comune e gli altri sette che oggi ospitano i rifiuti in maniera provvisoria e precaria, hanno bisogno di risolvere il problema".

"Da qui, e dalle reazioni degli altri comuni, ho ribadito la nostra disponibilità ad essere noi il sito che li ospita nell’eventualità che fosse stata rivalutata tutta la Carta perché nessuno era disponibile ad ospitare il deposito –rimarca Pane - Vi chiederete il perché: questo sindaco è matto? Non lo hanno coinvolto e perché si fa coinvolgere adesso per questo problema? Per due semplici motivi: Trino già oggi il problema ce l’ha e non solo per sé ma perché vicino a noi c’è Saluggia che ha una situazione ancora più precaria della nostra; e poi perché sulla scorta dell’esperienza degli inizi degli anni 2000 quando fu individuato il sito di Scanzano Jonico ci fu una levata di scudi, così come oggi. Il Governo allora si tirò indietro e lasciò tutto in una situazione di rischio e pericolosità perché mai nessuno è stato in grado di assumersi le proprie responsabilità. Oggi il Governo lo ha fatto e ha pubblicato la Carta. Mi appello al buon senso di tutti e spero che si vada avanti. In ogni caso io oggi, come già feci a settembre, e i fatti mi stanno dando ragione, ero preoccupato che nessuno voglia accogliere il deposito e noi ci ritroveremmo a mantenere una situazione di pericolosità maggiore rispetto a quella di avere un deposito definitivo. Ma in Italia funziona così, non c’è nulla di più definitivo di ciò che è provvisorio, io non sono in grado di accettarlo e piuttosto che la situazione attuale preferisco avere il deposito nazionale unico in una situazione di completa sicurezza".

"Se per far sì che la mia città sia sicura devo avere il deposito, sono disponibile a farlo, ma solo se gli altri non avranno fatto la loro parte. Quindi la responsabilità non è da addossare al sottoscritto, anzi, io mi metto disposizione di tutti quanti, soprattutto del mio territorio, e lo faccio con grande coraggio perché dico quanto in tanti pensano ma in pochi hanno il coraggio di dire pubblicamente a tutti e mi espongo a critiche e attacchi. Lo faccio convinto perché credo di poter avere, e devo averla, l’opportunità di risolvere un problema che i miei cittadini hanno da 30 anni, altrimenti rischiamo di restare così per i prossimi 100 anni".

Pane termina: "Vi invito a ragionare e usare la testa prima di trarre conclusioni, è un argomento difficile e che mette paura, anche a me, ma mi sono documentato e informato, ho parlato con esperti. Non escludo nei prossimi mesi di organizzare altri incontri pubblici alla presenza di esperti veri, professori universitari, gente super partes, non per perorare la causa del Comune di Trino di avere il deposito, perché, ripeto, mi auguro che vada bene il percorso della Cnapi e tutto proceda, anche se nutro seri dubbi, ma se così non fosse è giusto che la popolazione sia cosciente di cosa è la radioattività, cosa sono i rifiuti e come vadano gestiti".

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