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Il 10 gennaio 1871 nasceva La Sesia

La Sesia primo numero

Quando La Sesia compare per la prima volta in edicola - 10 gennaio 1871 - Vercelli da dodici anni non è più capoluogo di provincia. Nei 1859 la città, per ostacolare l’avanzata degli austriaci, si era accollata il grave onere finanziario dell’impaludamento delle proprie risaie, contribuendo così al vittorioso epilogo della guerra d’Indipendenza.

Nello stesso anno la legge Rattazzi, che ridisegna la cartina geopolitica del Piemonte, aggrega le città di Vercelli e Biella a Novara. Quella decisione, che i vercellesi definirono "la grande ingiustizia", suscitò rabbia, sconforto e il desiderio di riottenere il rango di capoluogo. Sarà una battaglia lunga: in gioco non c’è solo il prestigio storico, per i liberali vercellesi la dipendenza da Novara può incidere negativamente sullo sviluppo economico. Cosi, nel 1871, un gruppo di progressisti, appoggiati dalla locale comunità israelitica, cercò di prendere le adeguate contromisure.

Operando su due direttrici: in ambito nazionale, riuscendo a far eleggere in Parlamento un proprio rappresentante (Luigi Guala) e in ambito locale, fondando il settimanale "La Sesia". E mentre Guala si legava a Minghetti, a Vercelli i liberali de "La Sesia" detti anche "il partito de La Sesia" detenevano la maggioranza in Consiglio comunale, manifestavano un atteggiamento ostile nei confronti dei clericali, auspicavano uno sviluppo industriale per la città.

Il geniale architetto Giuseppe Locarni, che aveva progettato la sinagoga eretta nel 1874, in Consiglio comunale propose: "Se vogliamo che la città diventi operosa dal punto di vista industriale dobbiamo costruire una tangenziale delle acque finalizzata all’animazione di un discreto numero di officine meccamche di ogni genere". Vercelli però, è destinata a incrementare solo la propria produzione risicola. Per due ragioni: da un lato la crescente turbolenza della classe operaia lombarda spaventa i liberali vercellesi; dall’altro la scena politica è sempre più dominata da Piero Lucca, portavoce dei grandi proprietari terrieri, che gode l’appoggio di Quintino Sella, ministro biellese che monopolizza lo sviluppo industriale a favore della propria città.

Lucca segnerà la politica cittadina dal 1882 fino al 1919, quando diede le dimissioni da sindaco. Fra i progressisti de "La Sesia" e i conservatori di Lucca (appoggiato dal foglio "La Nuova Vercelli") furono anni di lotte, roventi anche dal punto di vista giornalistico, con accuse che rasentavano l’insulto e la diffamazione. Dopo un anno di armistizio, nel 1892, "La Sesia", ora diretta da Ermenegildo Gallardi, torna a contrastare Lucca con estrema durezza. Per i progressisti sono anni di intensa crisi, ma "La Sesia" vive una stagione felice perché si riflette nella grinta del suo direttore, che ha la stoffa del polemista, dell’umile ma tenace cronista di provincia che non esita a schierarsi contro ogni potere.

Gallardi si ritrovò spesso contro tutti: contro il potente Lucca, contro l’ira dei socialisti, contro i manganelli delle camicie nere. Seppe resistere a tutto e seppe anche contribuire al grande scacco politico che Piero Lucca subì alle elezioni del 1909. l progressisti de "La Sesia", alleati con i socialisti di Modesto Cugnolio sconfiggono i conservatori. Per un quadriennio Vercelli vive una stagione particolarmente felice, ma il suffragio universale maschile introdotto da Giolitti nel 1912 ha effetti negativi sull’alleanza fra liberali e socialisti. Questi ultimi infatti, alle politiche del 1913, ottengono tre seggi su tre. Ciò porta alla rottura in Consiglio comunale, dove i liberali si dimettono in blocco. Per arginare il pericolo rosso, progressisti e conservatori si riuniscono per l’ultima volta: sarà l’ultima vittoria del liberalismo prima dell’avvento della dittatura fascista.

Alle amministrative del 1915 la vittoria liberale è schiacciante: 32 consiglieri su 40 e Piero Lucca eletto sindaco. Ma è un’epoca che si sta chiudendo: c’è spazio per una breve stagione socialista, seguita dall’affermazione dei fascismo. E Vercelli, proprio per volontà di Benito Mussolini, nel 1926 riconquista ii rango di capoluogo di provincia. Ma per "La Sesia" e per Gallardi sono anni tempestosi. Il resto è storia che si avvicina ai tempi nostri, di cui ci occuperemo in un’altra occasione.

Perché le storie vanno gustate con calma, soprattutto quelle importanti.

 

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