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Regioni chiuse fino al 15 gennaio

L'Epifania non porta via le restrizioni

Le strette ci saranno anche nel periodo post natalizio

Giuseppe Conte

L’Epifania porta via le feste ma non le restrizioni. Il tanto atteso e sperato allentamento non ci sarà almeno fino al 10 gennaio, ma probabilmente le limitazioni verranno prolungate anche fino al 15, data di scadenza del Dpcm firmato a dicembre. La curva sta ricominciando a rialzarsi e la variante inglese fa paura: per questo il Governo va ancora con i piedi di piombo.

Due le ipotesi al vaglio: quella dell’ala rigorista è di prolungare le restrizioni delle feste natalizie, quindi con zona arancione nei giorni feriali e rossa nei festivi e prefestivi (quindi i weekend) fino al 15; quella “aperturista” invece sarebbe di tornare in zona gialla il 7 e l’8, per poi passare alla fascia arancione sabato 9 e domenica 10. Dalla settimana successiva, dopo il monitoraggio, si assegnerebbero i colori delle fasce a ciascuna regione.

Quello che pare certo, ad ora, è il divieto di spostamento tra Regioni, se non per comprovata necessità, il mantenimento del coprifuoco negli orari 22-5 e la chiusura di bar e ristoranti per il prossimo weekend.

Le scuole

Dal 7 ripartirà la didattica in presenza per le elementari, le medie e per il 50% delle scuole superiori. L’altra metà degli studenti più grandi proseguirà con la didattica a distanza.

Bar, ristoranti e negozi

Nel caso in cui dal 7 si dovesse passare in zona gialla, bar e ristoranti riaprirebbero al pubblico fino alle 18. L’asporto proseguirebbe fino alle 22, mentre il domicilio sarà sempre consentito. Dal weekend, però, in ogni caso, richiuderebbero al pubblico. I negozi invece possono riaprire tutti da giovedì, con orario lungo fino alle 21. Via libera anche ai centri commerciali, che dovrebbero però restare chiusi nel fine settimana di sabato 9 e domenica 10 gennaio.

 
Le ipotesi dopo il 15 gennaio
Si passerà alla classificazione per colore delle regioni. L’esecutivo sta pensando anche ad un’ipotetica quarta fascia, denominata “bianca”, riservata a quelle con i numeri più bassi e con un bassissimo indice di contagio. In quei casi si potrebbero riaprire i luoghi della cultura, come musei, teatri, sale da concerto e cinema, mentre i bar e i ristoranti lavorerebbero senza limiti di orario. Ad ora però è impossibile prevedere l’evoluzione della curva epidemiologica a quella data.
Confermato il blocco degli impianti sciistici almeno fino al 18 gennaio, così come non ci sono novità in vista per piscine, palestre e sport di contatto.

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