cerca

Scorie nucleari

In arrivo una pioggia di denaro su alcuni comuni vercellesi

Sono le cosiddette compensazioni, a Saluggia la fetta più grossa

In arrivo una pioggia di denaro su alcuni comuni vercellesi

Saluggia deposito nazionale

Dopo anni di attesa, Sogin nella notte tra il 4 e 5 gennaio ha pubblicato sul sito www.depositonazionale.it la mappa delle aree che potranno ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi italiani, la cosiddetta «CNAPI», Carta delle Aree Potenzialmente Idonee. Il nulla osta alla pubblicazione della mappa, chiusa nei cassetti sin dal 2015, era arrivato a Sogin dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, dando così il via all’iter per l’individuazione finale del Deposito Unico di scorie nucleari a bassa e media attività.

Un giorno atteso da molto tempo dal territorio vercellese, specie a Saluggia e Trino, che grazie alla pubblicazione della carta, possono iniziare a sperare nell’allontanamento definitivo delle scorie presenti sul proprio territorio. Tra le 67 aree individuate da Sogin secondo i criteri di localizzazione definiti da ISPRA (oggi ISIN) nella Guida Tecnica n. 29 (così da escludere le aree non potenzialmente idonee), non figurano i due comuni vercellesi. Secondo quanto riportato nella guida, “per ‘aree potenzialmente idonee’ si intendono le aree, anche vaste, che presentano caratteristiche favorevoli alla individuazione di siti in grado di risultare idonei alla localizzazione del deposito attraverso successive indagini tecniche specifiche e sulla base degli esiti di analisi di sicurezza condotte tenendo conto delle caratteristiche progettuali della struttura del deposito”. Le regioni italiane nelle quali potrà sorgere il Deposito sono in tutto sette: 8 aree si trovano in Piemonte (di cui una tra i Comuni di Rondissone e Mazzè, non lontani da Saluggia), 2 in Toscana, 22 nel Lazio nella sola provincia di Viterbo, 14 in Sardegna, 4 in Sicilia. Altre 12 sono state individuate in Basilicata e 2 in Puglia, a cui vanno aggiunte altre 4 aree che si trovano a cavallo tra le due regioni. Non tutte però sono da considerarsi uguali. Così come previsto dal Decreto, è stata proposta una classificazione in gruppi delle aree individuate in base alle caratteristiche di idoneità riscontrate: aree molto buone, in classe A1 (12 zone), buone (Classe A2, 11), insulari (Classe B, 15) e aree in zona sismica 2 (classe C, 29 zone).

Con la pubblicazione della CNAPI, inizierà dunque il processo che dovrà, nel giro di qualche anno, portare alla costruzione del deposito, con annesso parco tecnologico, che in un primo momento dovrà contenere 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media intensità e poi anche 17 mila metri cubi ad alta attività, questi ultimi per un massimo di 50 anni (per poi essere sistemati in un deposito geologico di profondità ancora da individuare). La spesa prevista per la sua realizzazione è di 900 milioni di euro, finanziato dalla componente tariffaria A2RIM (ex componente A2) della bolletta elettrica, che già oggi copre i costi dello smantellamento degli impianti nucleari.

Le prime reazioni. Se con la pubblicazione della CNAPI c’è chi gioisce, (“quello del Governo è un atto di coraggio”, ha dichiarato ai microfoni di Rainews Francesco Ferrante, vicepresidente Kyoto Club,) c’è chi invece si dice pronto a dar battaglia. In queste ore si registrano le prime reazioni contrarie di sindaci e presidenti delle regioni interessate, pronti a respingere ogni ipotesi di trasformazione del proprio territorio in una pattumiera nucleare.

Intanto a Saluggia e Trino sono in arrivo le compensazioni nucleari. Mentre si discute dove realizzare il Deposito Nazionale di scorie radioattive, a Saluggia e Trino stanno per arrivare le attese compensazioni nucleari. Il CIPE, nella seduta del 26 novembre scorso, ha infatti approvato con due distinte delibere il riparto, per gli anni 2018 e 2019, dei contributi previsti a favore degli enti locali sul cui territorio sono presenti centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare, in base alla legge 368 del 2003. L’importo per ogni annualità è di oltre 14,6 milioni di euro. A farla da padrona, l’impianto Eurex e il deposito nucleare Avogadro di Saluggia, a cui spettano 4,6 milioni per il 2018 e i 4,55 milioni per il 2019. Di questi, circa 4,6 milioni di euro (2,3 milioni relativa al 2018 e 2,27 per il 2019) andranno nelle casse del paese del Fagiolo, mentre la restante parte verrà suddivisa tra provincia di Vercelli (1,16 e 1,13 milioni), e in misura minore ai vicini comuni di Cigliano, Crescentino, Lamporo, Livorno Ferraris, Rondissone, Torrazza Piemonte e Verolengo, la cui somma varia a seconda della distanza da Saluggia.

Al comune di Trino Vercellese, sede della ex centrale nucleare Enrico Fermi, spettano 797mila euro per il 2018 e 778mila euro per il 2019, mentre la Provincia di Vercelli riceverà quasi 400 mila euro per annualità. A beneficiare delle compensazioni saranno anche i vicini comuni di Costanzana, Fontanetto Po, Palazzolo, Livorno Ferraris, Ronsecco e Tricerro, oltre ai comuni di Camino e Morano sul Po in provincia di Alessandria.

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500

Video