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Report 2019

Istat: in calo matrimoni e divorzi

Aumentano le seconde nozze e quelle celebrate con rito civile

Matrimonio

Nel 2019 sono stati celebrati in Italia 184.088 matrimoni, 11.690 in meno rispetto all’anno precedente (-6,0%). Il calo riguarda soprattutto i primi matrimoni. Scendono anche le seconde nozze o successive (-2,5%) ma aumenta la loro incidenza sul totale: ogni 5 celebrazioni almeno uno sposo è alle seconde nozze.

E' quanto emerge dal report dell'Istat "Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi anno 2019".

Nel 2019 sono state celebrate 34.185 nozze con almeno uno sposo straniero, valore sempre in aumento negli ultimi 5 anni. Quelli più diffusi sono tra cittadini rumeni (1.462 nel 2019, pari al 24,7% dei matrimoni tra sposi stranieri residenti), nigeriani (799 pari al 13,5%) e ucraini (487 pari a 8,2%).

Il rinvio delle prime nozze è dunque sempre più accentuato: attualmente per i primi matrimoni gli uomini hanno in media 33,9 anni e le donne 31,7 (rispettivamente 1,8 e 2,3 anni in più rispetto al 2008).

L’aumento dell’instabilità coniugale contribuisce alla diffusione delle seconde nozze e delle famiglie ricostituite composte da almeno una persona che ha vissuto una precedente esperienza matrimoniale, generando nuove tipologie familiari. Nel 2019, il 20,6% dei matrimoni riguarda almeno uno sposo alle seconde nozze (o successive) (13,8% nel 2008).

Un altro tratto distintivo dell’evoluzione della nuzialità è la crescita sostenuta delle nozze celebrate con il rito civile, passate dal 2,3% del 1970, al 36,7% del 2008 fino al 52,6% del 2019 (96.789 matrimoni celebrati con rito civile). I matrimoni con rito civile sono 2 su 3 al Nord e circa 1 su 3 al Sud.

Nel 2019 sono state costituite 2.297 unioni civili (tra coppie dello stesso sesso) negli Uffici di Stato civile dei comuni italiani. Dopo il picco registrato subito dopo l’entrata in vigore della nuova legge, il fenomeno si sta progressivamente stabilizzando. Il 37,9% delle unioni civili è  registrato nel Nord-ovest.

I divorzi diminuiscono leggermente (85.349, -13,9% rispetto al 2016, anno di massimo relativo) dopo il boom dovutoI agli effetti delle norme introdotte nel 2014 e nel 2015 che hanno semplificato e velocizzato le procedure. Il ricorso agli accordi extragiudiziali di divorzio è diffuso in tutto il Paese ma la propensione a ricorrere a queste procedure è maggiore tra i residenti nel Nord d’Italia. Considerando i divorzi per 100mila coniugati, le regioni che si trovano in cima alla graduatoria sono Valle d’Aosta (432,9), Liguria (400,3), Piemonte (365,8) e Toscana (345,8).

Pressoché stabili le separazioni (97.474).

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